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In questa pagina è possibile chiedere informazioni o lasciare un commento relativamente alle Neoplasie Mieloproliferative.
Si sottolinea che non verranno espressi pareri medici su situazioni personali o valutazioni su diagnosi e cure in corso. I ricercatori si riservano di non rispondere a domande che abbiano come oggetto giudizi clinici personali. Le risposte saranno pubblicate in questa sezione del sito nell'arco di alcuni giorni. Non verranno fornite risposte ad indirizzi email privati.












SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLA DECIMA GIORNATA FIORENTINA DEDICATA AI PAZIENTI CON MALATTIE MIELOPROLIFERATIVE CRONICHE che si terrà il 18 Maggio presso l'Auditorium - CTO , Largo Palagi, 1 - Firenze

Sul sito https://www.mpn-florence.com/2024/ collegamento esterno è disponibile il PROGRAMMA e le modalità di registrazione; si ricorda che le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento di 400 partecipanti. Sarà inoltre possibile iscriversi fino al 15 Maggio.





(15 luglio 2024 - ore 17:04) - Mutazione JAK2 V617F

Gentili dottori, ho fatto il test genetico per mutazione JAK2, in quanto ho la piastrine in tendente aumento da cinque anni. Anche negli anni precedenti si vede un aumento ma rimanendo nel range.
Premetto che ho la fibromialgia e psoriasi da molti anni. Ho 47 anni e convivo con queste patologie sin da bambina.
Tornando agli esami prescritti dall'ematologo, solo ematocrito tende ad essere al limite: 0.45 L/L e MCV 99.1 fL(80.0-99.0). Piastrine 504, folati 9.0nmL (10.4-42,4). Ferro, ferritina, vitamina b12 tutto nella norma compreso tutto il resto dell'emocromo.
Vi chiedo se mi potete spiegare il risultato del test JAK2:
Metodo qualitativo(sensibilità circa 3%): positivo.
Metodo quantitativo(in duplicato con Real Time,sondeTaqMan su ABI PRISM 7500): risultato percentuale dato dal numero medio copie di V617F sulla media della somma V617F+ allele non mutato di controllo.
Risultato %V617F/JAK2:6.965.
Significa che ho la mutazione e quindi una malattia mieloploriferativa?
BCR/ABL:negativo.
Grazie a chi mi risponderà.
(Lara)


Risposta

Salve, si, il risultato della mutazione è positivo ed unitamente ai valori dell'emocromo in particolare la lieve piastrinosi configura il quadro di una malattia mieloproliferativa, tuttavia per stabilirne la tipologia è necessario eseguire una biopsia del midollo osseo.
Saluti.


(15 luglio 2024 - ore 9:40) - Trombocitemia Essenziale doppio mutata

Salve dottori e grazie ancora per questo servizio preziosissimo nonché per l'aiuto che offrite a tutti noi pazienti.
Ho 30 anni e mi è stata diagnosticata una trombocitemia essenziale; ho eseguito biopsia midollare, ho mutazione sia JAK2 (2%) e CALR (23%), e la conta piastrinica è ormai stabile intorno alle 530. No episodi trombotici al momento. Prendo soltanto cardioaspirina. Avrei 4 domande:
1) Nel referto della mia biopsia, si menziona un ispessimento della trama reticolinica. Come devo interpretare questo elemento?
- che la mia trombocitemia ha un alto rischio di trasformarsi in mielofibrosi?
- o che la mia malattia è invece una mielo-fibrosi pre-fibriotica?
- o invece questo è un elemento aspecifico che è comune nella trombocitemia?
2) E' più probabile che la trombocitemia si mantenga così com'è, che si trasformi in policitemia o che salti subito a mielofibrosi?
3) Date le mie 2 mutazioni, più muta JAK2/CALR più sono soggetto ad episodi trombotici?
4) Quale delle due mutazioni è più significativa a livello di rischio trombotico?
Grazie ancora per la disponibilità.
(Giorgio)


Risposta

Buongiorno,
per quando riguarda l'ispessimento della trama reticolinica è possibile riscontrarlo nelle TE fino a un livello di MF-1. Invece, per parlare di mielofibrosi pre-fibrotica non basta l'ispessimento della trama reticolinica ma devono essere presenti anche altre caratteristiche istologiche.
La presenza delle due mutazioni driver di cui una (JAK2) a bassa carica non determina, per quanto noto al momento, un maggior rischio di transizione a policitemia vera o mielofibrosi né se è soggetto a un maggior rischio trombotico. Peraltro, anche secondo IPSET-Revised, anche tenendo conto la mutazione di JAK2 che predispone maggiormente al rischio trombotico rispetto CALR la sua stratificazione di rischio è BASSA ed è appunto indicata la sola tp con cardioSA come sta già facendo.
Saluti.


(12 luglio 2024 - ore 22:11) - Policitemia e IRC

Salve,
da quattro anni mi è stata diagnosticata policitemia vera, JAK2 positiva, in trattamento con 12 capsule di oncocarbide e cardioaspirina. Da due anni si è aggiunta un'insufficienza renale cronica che adesso è arrivata al 4 stadio. Le ultime analisi hanno evidenziato un'anemia e il nefrologo mi ha prescritto eritropoietina 40 mcg una volta la settimana per 5 fiale. L'ematologa che mi segue dall'inizio sconsiglia la cura perché la policitemia è ancora in fase attiva con piastrine superiori a 500000; ferro, sideremia, transferrina e ferritina sono normali, wbc 7500, rbc 2490000, hcb9,8, hct 30,4, PLT 575000, vit. B12 855, folati 3,08.
L'ematologa mi ha consigliato di diminuire oncocarbide a 10 capsule a settimana e non iniziare eritropoietina e di ripetere gli esami tra due settimane.
Io sono molto confusa, non so cosa fare. Per il momento seguirò le prescrizioni dell'ematologia e sto cambiando la mia alimentazione eliminando pasta e pane e mangiando carne, pesce, uova, frutta e verdura. Prima mangiavo solamente il primo e poi non riuscivo a mangiare il secondo per forte inappetenza e precoce sazietà.
Voi cosa mi consigliate? Scusatemi per il post così lungo, spero che possiate chiarirmi le idee. Grazie per il vostro contributo sempre prezioso e competente.
(Concetta)


Risposta

Salve,
non possiamo darle indicazioni terapeutiche non avendo sufficienti informazioni e non conoscendo il suo caso, le consigliamo quindi di riferirsi agli specialisti che la hanno in cura. La modifica della dieta, a meno che non ci siano indicazioni del nefrologo, non è necessaria per la gestione delle malattie mieloproliferative.
Saluti.


(12 luglio 2024 - ore 15:30) - Alterazioni istologiche e mpn

Gentili prof., è possibile che nella te o pv ci siano occasionali forme atipiche dei megacariociti e marcata displasia che significa?
Grazie e scusate per le continue domande. Sempre gentilissimi e organizzati.
(Enzo B.)


Risposta

Salve, si, è possibile riscontrare occasionali alterazioni dei megacariociti nella pv e nella te, che tuttavia non devono essere predominanti altrimenti si configurerebbe il quadro di una mielofibrosi pre fibrotica.
Saluti.


(12 luglio 2024 - ore 9:11) - Oncocarbide e trombocitemia

Nonostante sia seguita da più di un anno dall'ematologia dell'ospedale con valori sotto 500.000 piastrine per trombocitemia essenziale in cura con oncocarbide 12 compresse settimana e cardioaspirina, vorrei sapere se oncocarbide non si può mai sospendere o ridurre le compresse in base ai valori dell emocromo ogni due mesi e adesso oncocarbide mi sta dando degli effetti collaterali e sto trovando pesante la situazione e sto assumendo un antidepressivo e ansiolitici.
Sono preoccupata e sfiduciata per la mia situazione: mal di testa gambe tremanti e non vedo più niente di bello nella mia vita. Aspetto un vostro consiglio da quando ho scoperto la trombocitemia non sono più la stessa persona.
Grazie di tutto.
(Gabriella)


Risposta

Buongiorno,
si è possibile modulare la dose dell'oncocarbide sulla base dei valori dell'emocromo, mentre invece non è raccomandabile sospenderlo. Infatti ha la funzione di diminuire significamente il rischio trombotico nei pazienti ad alto rischio indipendentemente dai valori dell'emocromo.


(11 luglio 2024 - ore 13:09) - CD34 e trombocitemia essenziale

Salve. Nel caso di trombocitemia essenziale è normale una % di CD34+ compresa tra 0,01 e 0,1? Dalla mia biopsia del 2021 risulta che CD34+ e CD117+ = 0,11%. Cosa vuol dire? sono più a rischio di mielofibrosi o addirittura leucemia? Ho 31 anni.
(Melissa)


Risposta

Salve, no il valore non è significativamente al di sopra, quindi è sovrapponibile a un numero normale di cd34.
Saluti.


(10 luglio 2024 - ore 22:00) - Antinfiammatori nella mpn

Qual è la vera motivazione per non prendere antiinfiammatori con la trombocitemia essenziale? E' la malattia oppure l'assunzione della cardioaspirina?
Sarei grata per una risposta chiara anche perché per le mie contratture cervicali non c'è Tachipirina che faccia effetto e dopo tanti mesi di dolori e nessuna fisioterapia che serve non ne posso più!!!
Buona serata e grazie di cuore per quello che fate, grazie mille.
(Gabriella)


Risposta

Salve, si, viene sconsigliato l'utilizzo di antinfiammatorio FANS in concomitante della Cardioaspirina per l'effetto combinando di antiaggregazione piastrinica che aumenterebbe il rischio di sanguinamento. Tuttavia un uso controllato e per breve tempo non è controindicato in maniera assoluta.
Saluti.


(10 luglio 2024 - ore 8:56) - Oncocarbide e citopenia

Ma se un paziente ha mlf con piastropenia e forte anemia si continua a dare oncocarbide? E corretto?
Scusate la curiosità, buon lavoro e grazie per la professionalità.
(Enzo B.)


Risposta

Salve,
si, in alcuni casi si prosegue come per i soggetti che seppur anemici e piastrinopenici hanno un valore di globuli bianchi elevato.
Saluti.


(9 luglio 2024 - ore 12:10) - Oncocarbide

Buongiorno, ho 65 anni e da 1 anno sono in cura per TE, CARL mutata e paraproteinemia IgM /kappa.
Assumo giornalmente 1000 mg di Onco-carbide e 1 cardioaspirina, i miei valori piastrine sono scesi a 420.
Ho letto nel bugiardino dell'oncocarbide, che l'involucro della stessa bianco e nero, sono composte: il bianco con ossido di titanio e il nero con ossido di ferro. L'ossido di titanio, in un articolo a detta della Fondazione Veronesi, questa sostanza è cancerogena.
Questa sostanza non mi lascia tranquillo, c'è un'altra possibilità di assunzione dello stesso farmaco o equivalente?
Grazie per l'attenzione.
(Enrico)


Risposta

Salve, il farmaco seppur blando e usato a bassi dosaggi è sempre un citostatico ovvero volto a distruggere le cellule del midollo, la cosa da considerare è che il rischio di sviluppare eventi trombotico senza la sua assunzione è sensibilmente maggiore ed inoltre non vi sono evidenze che il suo utilizzo aumenti il rischio di evoluzione in mielofibrosi o fase blastica. Saluti.


(5 luglio 2024 - ore 22:17) - Trombocitemia essenziale e integratori

Sono affetta da trombocitemia essenziale (65 anni) in cura con cardioaspirina e oncocarbide. Adesso per ansia e, persistenti cefalee mi è stato prescritto Pamal integratore con vitamine B2 -B6-B12. Posso io assumere queste vitamine senza avere effetti collaterali e non siano in contrasto alla malattia stessa ed alla terapia, non vorrei rovinare tutto anche se mi hanno assicurato che si possono assumere tranquillamente.
Grazie per un consiglio che sicuramente voi sapete darmi!!!
Grazie mille per il servizio che date.
(Gabriella)


Risposta

Salve, essendo un integratore e non un farmaco strettamente essenziale consigliamo generalmente di evitare integratori a base di ferro e complessi vitaminici del gruppo B.
Saluti.


(5 luglio 2024 - ore 14:11) - Trombocitemia essenziale e vaccini

Buongiorno,
ho 62 anni e la trombocitemia essenziale, in cura con oncocarbide e cardioA, da due anni, tutto bene gli esami vanno bene, le piastrine sono rientrate nel range ottimale.
Vorrei sapere se è consigliabile fare tutti i vaccini tipo Ermes zoster pneumococco epatite b emofilia ecc., noi pazienti con malattie mieloploriferative siamo considerati immunodepressi?
Grazie.
(Margherita)


Risposta

In generale i pazienti con malattia mieloproliferativa in terapia con cardioASA e oncocarbide non sono considerati immunodepressi ad eccezione dei casi di mielofibrosi avanzata, pertanto è consigliato il normale calendario vaccinale per quella fascia di età. Fanno eccezione i pazienti in terapia con ruxolitinib o febratinib per cui consigliamo il vaccino per herpes zoster dato l'elevato rischio di riattivazione.
Saluti.


(4 luglio 2024 - ore 11:56) - Mielofibrosi con anemia e piastrinopenia

Buongiorno,
la mamma (79anni) è passata da una policitemia essenziale a mielofibrosi idiopatica con positività a CALR. Soffre di anemia forte e piastrinopenia. Sta prendendo un giorno oncocaebide e un giorno cortisone.
Vorrei sapere se esiste una cura sperimentale per migliorare un po' lo stile di vita.
Grazie mille in anticipo.


Risposta

Buongiorno,
si, sono disponibili dei protocolli sperimentali anche per paziente con valori bassi come sua madre ma solo in alcuni centri. Vi consiglio di valutarlo eventualmente con l'ematologo di riferimento anche in considerazione dell'età della mamma e quindi della fattibilità di effettuare eventualmente spostamenti.
Saluti.


(4 luglio 2024 - ore 7:25) - Ripetere la BOM?

Buongiorno,
quindici anni fa mi è stata diagnosticata policitemia vera JAK2 positiva, trattata con successo con Idrossiurea. Attualmente sono in mielofibrosi secondaria (astenia, splenomegalia, anemia, LDH nettamente aumentate) trattata con Ruxolitinib.
Vorrei sapere se sia necessario ripetere la biopsia osteomidollare, che vorrei evitare.
Grazie, cordiali saluti.
(Luciano)


Risposta

Gentile Luciano,
di norma la biopsia osteomidollare viene ripetuta nel momento in cui sospettiamo un'evoluzione (ad esempio, da policitemia vera a mielofibrosi secondaria).
Se la mielofibrosi è stabile come valori periferici, di norma non si ripete la BOM.
Tuttavia queste sono indicazioni di massima che non tengono in considerazione molte informazioni e caratteristiche personali che solo l'ematologo di fiducia può valutare: sarà lui a stabilire la necessità o meno di ripetere la biopsia.
Cordiali saluti.


(3 luglio 2024 - ore 11:22) - Integratori ed MPN

Buongiorno,
ho la policitemia vera; vorrei cortesemente avere indicazioni se posso prendere Polase Plus dove sono rilevanti i componenti magnesio e potassio.
Chiedo anche se posso prendere la vitamina C (per es.Cebion cpr) e degli integratori dove un componente è la carnitina.
Grazie mille.
(Cosetta)


Risposta

Gentile Cosetta,
gli integratori da evitare sono quelli a base di ferro, vitamina B12 e acido folico.
I restanti integratori possono essere assunti, ovviamente con moderazione e seguendo la scheda del prodotto.
Un cordiale saluto.


(3 luglio 2024 - ore 9:09) - Megacariociti

Gent.li Dottori, come si presentano i megacariociti in una TE pv mf.con un 1 grado di tessuto fibroso.
Grazie sempre per l'ottimo servizio che ci offrite e cordiali saluti.
(Enzo B.)


Risposta

Caro Enzo,
la differenza tra i megacariociti nelle tre forme di MPN sta nella loro disposizione (cluster densi vs lassi) e nella presenza o meno di displasia, marcata nella mielofibrosi, assente nella TE e nella PV.
Cordiali saluti.


(2 luglio 2024 - ore 9:26) - Fedratininb e basaliomi

Buongiorno,
sono in cura con ruxolitinib ma mi son venuti diversi carcinomi basocellulari, ora vogliono cambiarmi la cura e darmi fedratinib. Anche questo fa venire i carcinomi? Sono stata in cura anche con oncocarbide che mi hanno tolto.
Grazie per la risposta.
(Patrizia)


Risposta

Cara Patrizia,
il fedratinib dovrebbe essere più "gentile" con la cute rispetto al ruxolitinib, di cui condivide solo alcuni degli effetti collaterali. Spesso, in pazienti con tossicità cutanea, viene impiegato con successo e senza insorgenza di basaliomi (che ricordo possono venire comunque, anche se non si assumono JAK inibitori o oncocarbide).
Cordiali saluti.


(30 giugno 2024 - ore 23:06) - Disgeusia ed oncocarbide

In cura con oncocarbide e cardioaspirina da un anno per trombocitemia essenziale (65 anni). Da 6 mesi sento bruciori alla lingua e alterazioni del gusto del cibo: la causa può essere la cura con oncocarbide, 12compresse a settimana?
Grazie mille anticipatamente per una vostra risposta!
(Gabriella)


Risposta

Gent.ma,
una moderata alterazione del gusto durante la terapia con oncocarbide è possibile, così come un'infiammazione alla bocca che può essere avvertita come "bruciori".
Qualora il quadro peggiorasse, andrà valutata la sospensione della terapia o una modulazione della dose, ovviamente d'accordo con il suo ematologo curante.
Cordiali saluti.


(30 giugno 2024 - ore 15:14) - Sospensione cardirene

Ho piastrine alte, ho malattia mieloproliferativa cronica; all'inizio facevo salasso, adesso da molti anni prendo oncocarbide, ed è comparsa anemia. Devo operarmi un tumoretto alla pelle della mano, sospetto basalioma... E' meglio sospendere il cardirene o no?
E se con anemia e piastrine alte e ansia, vado incontro a complicazioni come emoraggia o altro, o scende ancora anemia?


Risposta

Gentile utente,
la sospensione del cardirene viene decisa dal chirurgo che rimuoverà il basalioma. Segua il suo consiglio per evitare possibili sanguinamenti durante l'intervento.
Cordiali saluti.


(30 giugno 2024 - ore 15:07) - Basaliomi

Un tumore alla pelle tipo basalioma, cresce con folina 5 mg?


Risposta

Gentile utente,
la velocità di crescita di un basalioma non è fortemente influenzata dall'assunzione di folina. Ad ogni modo le consigliamo di rivolgersi ad un dermatologo o chirurgo plastico per informazioni più dettagliate.
Cordiali saluti


(28 giugno 2024 - ore 18:11) - Terapia estroprogestinica in TE

Buonasera, ho la trombocitemia, ho 30 anni e dovrò eseguire un intervento di rimozione di un polipo all'utero. La ginecologa mi ha segnato di prendere il farmaco Azelia, volevo chiedervi cosa ne pensate. Posso prenderlo avendo la TE? Inizialmente mi stava segnando la pillola, ma quando ho detto della TE ha rinodulato in Azelia, ma non l'ho vista molto convinta.
Il vostro parere è fondamentale.
Grazie per il vostro lavoro.


Risposta

Gent.ma,
nelle donne affette da trombocitemia essenziale è normale che venga prescritta una "pillola" con solo progestinico (come appunto Azelia) in quanto l'estrogeno aumenta il rischio di sviluppare trombosi. Tuttavia, non potendo valutare il caso a tutto tondo le consigliamo di riparlarne con il suo ematologo per una valutazione corretta.
Sicuramente la pillola con solo progestinico, rispetto a quella estroprogestinica, è più sicura sul profilo trombotico ed è preferibile nei casi di trombocitemia essenziale, ma il rischio trombotico non è costituito solo dalla malattia mieloproliferativa, ma anche da numerosi altri fattori. Per tale motivo consigliamo comunque una rivalutazione ematologica.
Cordiali saluti.


(25 giugno 2024 - ore 11:37) - Frequenza ecografia

Gentili Professori dopo la prima ecografia ripetuta un anno dopo tutto nella norma: ldh a130, ferro a 60, ferritina 33, folati 8. 9cp onco a sett. Le ecografie vanno ripetute?
(Enzo)


Risposta

Gent.mo,
l'ecografia va fatta alla diagnosi e ripetuta se progressione clinica della milza (se diventa palpabile) o qualora si evidenzi aumento dell'LDH (almeno raddoppiato rispetto al procedente) e più in generale a giudizio dell'ematologo curante.
In generale, nel caso di una PV o TE in buon compenso, l'ecografia non è indicata più di una volta ogni 18-24 mesi, salvo altre necessità cliniche.
Cordiali saluti.


(23 giugno 2024 - ore 16:12) - Deficit di aggregazione piastrinica

Buonasera,
vorrei sapere se nella mielofibrosi secondaria a policitemia vi siano deficit dell'adesività ed aggregabilità piastrinica. Sono comuni o rare?
Grazie, cordiali saluti.
(Emilio)


Risposta

Gentile Emilio,
un deficit di aggregazione piastrinica è di norma "indotto" nelle MPN tramite l'utilizzo di cardioaspirina per limitare il rischio trombotico. La cardioASA infatti, riduce l'adesività piastrinica inibendo la produzione di alcuni mediatori coinvolti nell'attivazione del trombocita.
Nel caso della piastrinosi estrema, tipica della trombocitemia essenziale ma possibile anche in altre forme di MPN, si può verificare una diatesi emorragica per sindrome di von Willebrand acquisita. Il fattore di von Willebrand, a grandi linee, collega le piastrine ai fattori della coagulazione. Una quantità estremamente alta di piastrine ne altera la funzione aumentando il rischio di emorragie muco-cutanee.
In una fase molto avanzata di mielofibrosi, invece, si può sviluppare piastrinopenia e conseguente facilità alle emorragie da deficit quantitativo piastrinico.


(21 giugno 2024 - ore 11:24) - Integratori?

Buongiorno,
ho 61 anni, TE CALR,(piastrine 618 e gli altri valori dell'emocromo buoni), sono passata da 10 a 12 oncocarbide a settimana, oltre alla cardioaspirina. Volevo chiedere se esiste un integratore o fitoterapico che possa, in associazione ad oncocarbide, aiutare a diminuire le piastrine.
Grazie.
(Loretta)


Risposta

Buongiorno Loretta.
Non c'è alcun bisogno di cambiare terapia o aggiungere "qualcosa in più". 618 è un valore più che adeguato per una TE (ci accontentiamo che non superi le 1500).
Il numero totale di piastrine non è direttamente correlato al rischio trombotico; sappiamo invece che sopra i 60 anni è indicata la citoriduzione che "rallentando" il ritmo di produzione a livello midollare riduce il rischio trombotico. In soldoni: se le piastrine passano da 600 a 700 la malattia non sta peggiorando, ma sopra i 60 anni è comunque indicata la citoriduzione.
Un cordiale saluto.


(17 giugno 2024 - ore 18:18) - Glicemia e PV

Gentili Ricercatori, un livello di glucosio nel sangue pari a 104 range 60/110 necessita una correzione? E preoccupante per chi ha pv?
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Caro Enzo,
una glicemia di 104 a digiuno è ai limiti superiori, ma non configura un dato allarmante e non necessita di correzione.
Cordiali saluti.


(17 giugno 2024 - ore 16:29) - Trapianto allogenico

Egr. Dottori buongiorno,
esiste una statistica in merito ai risultati di riuscita di trapianto midollo osseo da un donatore compatibile 100% in una MF post PV EVOLUTA IN AML? Se un malato arriva ad avere diagnosticata un'evoluzione in AML statisticamente che possibilità ha che il trapianto elimini la malattia?
Grazie sempre per esserci.


Risposta

Gentile utente,
nella situazione da lei descritta il trapianto è l'unica strategia curativa. Rispondere alla sua domanda è molto complesso perché dobbiamo considerare il rischio del trapianto al di là della malattia di base: la mortalità non correlata a recidiva di un trapianto di midollo, benché sia molto migliorata negli ultimi vent'anni, è ancora considerevole e "confonde" l'analisi. Sicuramente è ridotta con donatore 100% compatibile (la compatibilità totale è fattore prognostico favorevole nel calcolo del rischio trapiantologico in MPN).
Il successo di un trapianto di midollo non dipende solo dalla sua capacità di controllare ed eliminare la malattia di base, ma anche dalle complicanze (principalmente legate alle graft versus host disease ed alle infezioni) che il trapianto allogenico porta con sé. Vi sono poi altri fattori rilevanti che incidono sulla prognosi: l'ottenimento di remissione completa pre-trapianto, che aumenta la probabilità di riuscita del trapianto stesso; il tipo di condizionamento scelto (mieloablativo vs ridotta intensità) e gli score di comorbidità.
Certo è che, di fronte a una AML secondaria a MF, risulta l'unica strategia terapeutica potenzialmente curativa e quindi va percorsa, qualora le condizioni e l'età del paziente lo permettano.
Cordiali saluti.


(14 giugno 2024 - ore 9:10) - Sospensione interferone

Buongiorno a tutti,
paziente 35F con TE CALR+. Conta Piastrinica a circa 1.1 mln, altri valori nella norma.
A fronte di un desiderio di maternità mi viene prescritto pegasys 135 mg da dicembre 2023, dopo un leggero declino delle piastrine (attorno alle 900 k), queste sono risalite a 1.1 mln nell'ultimo mese (mese nel quale ho subito un intervento di urgenza per emoraggia interna 800 ml di sangue) e un secondo per raschiamento per aborto spontaneo a 7 settimane.
Gli ematologi sostengono che io non sia risponsiva al pegasys e stanno valutando la sospensione. E' prematuro secondo voi?


Risposta

Gent.ma,
se dopo 7-8 mesi di trattamento il farmaco non controlla in modo adeguato la malattia, è tempo di cambiare terapia, come giustamente stanno valutando i suoi ematologi curanti.
Cordiali saluti.


(12 giugno 2024 - ore 13:32) - Variazioni aspecifiche dell'emocromo

Buongiorno, disturbo per un parere su mio marito.
Ha effettuato esami di routine il 21/3/24 e dove si è evidenziata:
uricemia 6,7; colesterolo alto; Omocisteina 26,5; Psa superiore a 4.
Ha iniziato Folina, Zyloric 100, Ezateros 5/10 e Proflluss. Il controllo dopo due mesi ha dato esito positivo ma nell'emocromo una variazione: globuli rossi sono scesi da 4,85 a 4,65; l'emoglobina da 15,3 a 14,6; MCV da 97,5 a 100,2; MCH da 32,3 a 31,4. La formula leucitaria è buona.
Può essere stata l'assunzione di Zyloric come letto nel bugiardino?
Grazie.
(Rosita)


Risposta

Cara Rosita,
spiace non darle una risposta esaustiva, ma questo non è uno strumento di consulto medico: non è possibile valutare questo caso senza la storia clinica del paziente e senza un panorama completo degli esami. Le variazioni da lei riportate sono minime, ma vanno ugualmente valutate dal medico che vi segue.
Cordiali saluti.


(12 giugno 2024 - ore 10:41) - Differenze tra interferoni

Buongiorno Dottori, ho 35 anni e ho la mielofibrosi early da circa tre anni.
Dopo due anni di idrossiurea siamo passati a pegasys per la giovane età e il desiderio di avere un figlio. Dopo 8 mesi di uso le piastrine sono ben controllate, ma sono tornata a salassare per ematocrito che resta su 47/48 ma non scende, idrossiurea lo controllava meglio.
L'ematologo sta valutando un passaggio a BESREMI. Io mi affiderò alle sue decisioni ma una cosa non riesco a capire è la differenza tra i due interferoni, che differenza c'è tra pegasys e besremi?
Grazie mille, la consapevolezza mi aiuta tanto e spesso in ospedale si ha poco tempo e ci concentriamo con i medici sulle priorità.
Graie mille per il servizio e il tempo che offrite.
(Anna)


Risposta

Cara Anna,
la differenza tra i due prodotti sta nelle modifiche chimiche che vengono apportate alla molecola dell'interferone. Il farmaco che lei sta facendo ora è pegilato, mentre quello che state valutando è ROpegilato. Sembra un gioco di parole, ma in realtà è una modifica chimica che influenza il farmaco in modo sostanziale: ropeg-interferon è un prodotto più "stabile", ed infatti si somministra ogni 2 settimane.
Dal punto di vista dell'efficacia, non possiamo davvero sbilanciarci poiché non è mai stato fatto un confronto diretto l'uno contro l'altro. Da uno studio effettuato sulla policitemia vera, tuttavia, sappiamo che ropeginterferon è molto efficace nel controllo dell'ematocrito (lo studio si chiama LOW-PV, pubblicazione su Lancet hematology a primo nome T.Barbui).
Spero di aver risposto in modo esaustivo.
Un cordiale saluto.


(10 giugno 2024 - ore 15:10) - La mutazione MPL W515L

Buongiorno,
mi è stata riscontrata MIELOFIBROSI primaria in fase pre-fibrotica con fibrosi di grado MF-1, mutazione MPL W515L e cariotipo normale, MF1.
Avrei due domande: la mutazione MPL W515L cosa comporta nell'evolversi della malattia?
La seconda: aspettativa di vita e qualità di vita cosa mi devo aspettare?
Grazie.
(Luca)


Risposta

Caro Luca,
per quanto riguarda la mutazione di MPL è una delle cosiddette mutazioni "driver", ossia che sono responsabili dell'insorgere della malattia. Non ha al momento un impatto prognostico nei vari score che si utilizzano per predire la "gravità" della patologia (in cui solo la mutazione di CALR viene presa in considerazione).
La prognosi della sua malattia, invece, non è valutabile con gli elementi che ci ha fornito e in ogni caso non è un'informazione di cui discutere su questi canali, in quanto richiede una valutazione a tutto tondo che può essere fatta solo in sede di visita ematologica.
Ad ogni modo le forme prefibrotiche normalmente richiedono monitoraggio ogni 4-6 mesi e terapia volta a contenere il rischio trombotico, ma anche qui dipende dall'età, dalla presenza di sintomi sistemici e da altri parametri molecolari che in visita verranno sicuramente analizzati.
Cordiali saluti.


(10 giugno 2024 - ore 15:05) - Imetelstat e mielofibrosi

Salve,
leggo che imetelstat è stato registrato in USA per le mielodisplasie, non era anche in studio per la mielofibrosi? Flop?
(Fernando)


Risposta

Salve Fernando,
imetelstat è ancora in fase di studio nella mielofibrosi. Vi sono alcuni punti che lo rendono un po' più "lento" rispetto ad altri farmaci nella sperimentazione, primo tra tutti il fatto che richiede l'infusione mediante catetere venoso centrale. Inoltre ha un profilo di tossicità non trascurabile, specie dal punto di vista cardiologico. Se sarà un flop nella mielofibrosi è presto per dirlo. Sicuramente però, rispetto ad altri farmaci in studio, il fatto che sia così complicato logisticamente lo rende un opzione poco gradita ai pazienti (ed agli sperimentatori).
Un cordiale saluto.


(9 giugno 2024 - ore 15:51) - Fase "spenta" della policitemia (e un piccolo consiglio sui voli)

Buongiorno,
ho 44 anni, mi hanno diagnosticato la PV circa tre anni fa, assumo cardioaspirina e all'occorrenza salassi, all'inizio tre all'anno, quest'ultimo anno uno; chiedo a tal proposito cosa può aver variato la frequenza dei salassi, esiste forse una "fase spenta", passatemi il termine, di questa malattia?
Io sto bene, il prurito è molto lieve e percepito solo saltuariamente, non mi sento particolarmente affaticata, faccio sport, lavoro come prima a tempo pieno, sono una mamma di due bambine, insomma non mi sento diversa rispetto a quando non avevo questa malattia.
Mi piace molto viaggiare, chiedo se ci sono controindicazioni nel caso volessi intraprendere un viaggio aereo di circa dieci ore, è controindicato oppure è sufficiente qualche piccolo accorgimento in più, come per esempio camminare spesso durante le ore di volo ed indossare calze anti trombosi?
Grazie per tutto, vi leggo e seguo da poco tempo, ma è anche grazie a voi dottori che sono riuscita piano piano ad accettare questa malattia, all'inizio non è stato per niente facile, ma con il tempo la paura è un po’ diminuita.
Grazie.
(Stefania)


Risposta

Cara Stefania,
la cosiddetta fase spenta è una realtà: con l'andare del tempo e dei salassi si depauperano le riserve di ferro dell'organismo e, di conseguenza, manca la "materia prima" al midollo per costruire globuli rossi. Questo si traduce in una minor frequenza dei salassi.
È esperienza abbastanza comune dunque, che dopo una prima fase nella quale i salassi sono frequenti, si vadano sempre più diradando.
Per quanto riguarda i voli in aereo, non è mai stata dimostrata un'utilità delle calze anti-trombo. Certo, non è neanche mai stata indagata con metodi rigorosi.
Ad alcuni pazienti, specie in presenza di altri fattori di rischio trombotico, viene consigliata l'eparina profilattica prima di un lungo volo. Il consiglio è di valutare adeguatamente il rischio a tutto tondo con il suo ematologo.
Un cordiale saluto.


(8 giugno 2024 - ore 20:14) - Rischio trombotico nella TE

Salve,
ho 68 anni, sono affetta da TE con JAK positivo dal 2018, in cura con oncocarbide 2 cp settimanali e cardioaspirina. Le piastrine intorno ai 500.000. Rischio trombosi per l'età?
Grazie e resto in attesa della risposta.
(Teresa)


Risposta

Cara Teresa,
può calcolare il suo rischio trombotico mediante lo score Ipset-thombosis revised. Nel suo caso (rischio alto per età, genotipo JAK) è indicato il trattamento citoriduttivo+ASA per ridurre il rischio, che lei sta già effettuando.
Un cordiale saluto.


(8 giugno 2024 - ore 19:03) - Anemia e tossicità cutanea

Prendo da anni oncocarbide, ho malattia mieloproliferativa cronica; all'inizio facevo salasso ora ho emoglobina a 10.4 e globuli rossi a 2400000 e piastrine a 800.000.
Prendo tre oncocarbide al giorno. Mi sono accorta di non sudare più, e non tollero il caldo e mi sale febbricola, solo in estate, a cosa è dovuto?
Ho dermatite mani, e devo operarmi un corno cutaneo su mano... E poi questa anemia?
Mi spieghi per favore. Grazie.


Risposta

Gentile utente,
la situazione che descrive potrebbe essere dovuta a moltissimi fattori. In linea di massima, è buona norma di fronte a un quadro di anemia in MPN escludere cause secondarie (ad esempio sanguinamenti cronici dal tratto gastroenterico). In secondo luogo va rivalutata la dose di oncocarbide che potrebbe essere eccessiva. Quando ogni causa secondaria viene esclusa, se vi è presenza di altri segni come aumento dell'LDH o presenza delle cosiddette forme immature (mielociti, metamielociti etc) nel sangue periferico, di solito si effettua un nuovo esame del midollo osseo.
Per quanto riguarda la tossicità cutanea da oncocarbide, è un quadro che talvolta richiede la sospensione del farmaco.
Idrossiurea non è il farmaco più "gentile del mondo" con la pelle ed è dimostrato che un suo uso prolungato possa portare allo sviluppo di cheratosi e basaliomi.
Ricordi sempre che quanto scritto qui sopra costituisce un modo generico di approcciare l'anemia in MPN e che ogni caso è a sé stante.
L'ematologo che la segue le saprà dare spiegazioni più dettagliate.
Cordiali saluti.


(7 giugno 2024 - ore 18:33) - Perdita di efficacia ruxolitinib

Buongiorno,
sono un paziente con PV in trattamento con Jakavi da giugno 2018, raggiungendo a tutt'oggi ottimi risultati clinici e sintomatologici.
Da circa un mese poco più, ho notato una ricomparsa anormale del prurito e un graduale, seppur ancora minimo, aumento dei valori dell'emocromo, piastrine, globulirossi, ed amatocrito.
Volevo sapere se la terapia con Jakavi, negli anni inizia a non fare più effetto, ed eventualmente se esistono farmaci sostitutivi equivalenti.
Colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.
(Giuseppe)


Risposta

Buongiorno Giuseppe,
alcuni pazienti nel corso del trattamento richiedono un aumento graduale di dose, specie se iniziata a 10 mg bid come spesso accade nella PV. Capita di rado, ma può succedere.
Al momento, sul piano commerciale, in una diagnosi di PV il ruxolitinib è l'unico JAK2 inibitore prescrivibile. Tuttavia, la situazione sta rapidamente cambiando: in campo sperimentale vi sono almeno due molecole molto promettenti.
Cordiali saluti.


(5 giugno 2024 - ore 14:02) - Eritropoietina

Gentili medici,
l'eritropoietina bassa si riscontra anche nei casi di mielofibrosi prefibrotica a fenotipo PV? O è caratteristica della sola policitemia vera?
Grazie.
(Simona)


Risposta

Cara Simona,
la soppressione dell'epo è data dalla eccessiva produzione di globuli rossi. Pertanto, in una MF prefibrotica con fenotipo policitemico è possibile trovarla soppressa. Dal punto di vista clinico, peraltro, una PV e una prefibrotica con fenotipo policitemico hanno un profilo sovrapponibile in termini di esigenze cliniche, rischio trombotico e gestione terapeutica (per quanto abbiano una prognosi lievemente differente).
Cordiali saluti.


(4 giugno 2024 - ore 17:38) - Manifestazioni d'ansia

Gent.mi Prof, 55 anni pv da 12.mesi, trattata con successo; unico problema è il ritorno occasionale dell'ansia, che si manifesta con bocca asciutta, senzazione di svenimento, bruxismo, è tipico della pv?
(Enzo)


Risposta

Caro Enzo,
la sintomatologia che lei descrive non ha nulla a che vedere con la policitemia in sé.
Come lei stesso giustamente suggerisce, è verosimile si tratti di manifestazioni d'ansia. Di sicuro una diagnosi di mpn può slatentizzare alcune di queste manifestazioni, ma come lo può fare una qualunque altra diagnosi. La gestione di questa condizione ansiosa può richiedere un supporto psicologico, cosa che come ematologi consigliamo a gran parte dei nostri pazienti: non è semplice coniugare la vita di tutti i giorni e una diagnosi di malattia cronica e in questo un supporto può essere fondamentale.
Cordiali saluti.


(4 giugno 2024 - ore 7:52) - Correlazione prurito, conta totale e trombosi

Buongiorno, diagnosi di TE con fenotipo policitemico da poco più di 2 anni, terapia in corso con cardioaspirina e salassi al bisogno.
Vorrei chiedere se il prurito acquagenico è correlato a un minor evento trombotico, tenendo conto che, la mia conta piastrinica a oggi è sempre stata sotto le 700 k.
Grazie.
(Nico)


Risposta

Gentile Nico,
non sembra vi sia una correlazione diretta tra prurito e probabilità di eventi trombotici. La conta piastrinica, come ampiamente dimostrato dalla letteratura, non impatta sul rischio trombotico: passare da una conta piastrinica da 700.000 a 900.000 plt non ha alcun impatto sul rischio.
Qualora il prurito diventi intollerabile, è criterio di trattamento citoriduttivo anche nei casi a rischio trombotico minore.
Cordiali saluti.


(3 giugno 2024 - ore 20:37) - CD34+ circolanti

Vorrei un chiarimento sul significato del risultato di CD34+ pari a 5/µL. Indica una positività e un valore normale, basso o elevato? Che significato ha?


Risposta

Gentile utente,
la conta delle CD34 circolanti è un parametro non chiesto da molti centri e che può talvolta aiutare nella diagnosi, ma non è dirimente. Alcuni lavori hanno dimostrato come le CD34+ circolanti siano significativamente più alte nella mielofibrosi rispetto alla policitemia vera ed alla trombocitemia essenziale. Un lavoro del gruppo fiorentino (Mannelli et al. American Journal of Heamtology; July 2022) ne suggerisce anche la rilevanza prognostica, limitatamente ai casi di mielofibrosi (semplificando, più sono, peggio è).
Un valore di 5/ul è "tipico" di una policitemia vera ed è basso rispetto a una malattia più aggressiva: in una mielofibrosi, non è raro trovarle oltre le 30/ul.
Un cordiale saluto.


(3 giugno 2024 - ore 17:08) - Poliglobulia

Buongiorno,
una poliglobulia trascinatasi da diversi anni, con LDH e dimensioni spleniche normali, senza sintomi quali sudorazioni notturne anomale, potrebbe essere comunque la manifestazione di mielofibrosi primaria?
(Pino)


Risposta

Caro Pino,
il quadro che lei descrive non è quello di una mielofibrosi primaria, quanto piuttosto quello di una policitemia vera poco sintomatica o di una poliglobulia secondaria ad altri fattori.
Un cordiale saluto.


(3 giugno 2024 - ore 7:24) - Metformina ed MPN

In un recentissimo studio danese, l'uso della metformina è stato associato ad un minor rischio di insorgenza di MMC, vi chiedo se il farmaco potrebbe essere studiato e considerato nelle malattie conclamate.
Grazie.
(Fernando)


Risposta

Caro Fernando,
sicuramente è uno studio interessante. Le sue limitazioni sono intrinseche alla natura dello stesso studio, un caso controllo retrospettivo, per quanto effettuato con dati molto curati come quelli del registro svedese. Per quanto la riduzione del rischio sia un parametro interessante, l'utilizzo di metformina nei pazienti affetti da TE e PV non è stato studiato in modo prospettico. Per quanto concerne la mielofibrosi, invece, la metformina è stata testata nello studio Fibromet II dove ha fallito l'endpoint primario.
In sintesi, non possiamo trarre nessuna conclusione in più rispetto a quelle degli autori, e, almeno nella mielofibrosi, questo approccio è stato già tentato con scarso successo.
Cordiali saluti.


(2 giugno 2024 - ore 19:46) - Integratori nella PV

Buongiorno,
da circa tre anni mi hanno diagnosticato la Policitemia Vera, sto assumendo da qualche giorno l'integratore Rodioplex (fosfato bicalcico, cellulosa microcristallina, Rodiola rosea, biossido di silicio, Magnesio sterrato vegetale, mono e di gliceridi degli acidi grassi, idrossipropilmetilcellulosa), ci sono controindicazioni con la PV?
Grazie.
(Stefania)


Risposta

Cara Stefania,
l'assunzione di integratori con una diagnosi di PV non è controindicata a patto che NON contengano ferro, acido folico e vitamina B12, che non sembrano essere contenuti nella lista da lei pubblicata.
Per essere sicura, segua sempre il consiglio dell'ematologo che la segue ed esegua un controllo dell'emocromo a circa 15 giorni dall'inizio dell'assunzione dell'integratore. Qualora l'ematocrito salga in modo repentino e diverso dal solito, sospenda l'integratore.


(30 maggio 2024 - ore 22:07) - Policitemia Vera e terapia con testosterone

È possibile assumere testosterone per ipogonsdismo in caso di Policitemia? Grazie.
(Andrea)


Risposta

Una diagnosi di Policitemia Vera comporta un aumento del rischio trombotico di base, il cui controllo è di prioritaria importanza nella gestione della malattia tramite intervento farmacologico e ricorso a salassoterapia per il contenimento dei valori di ematocrito. Alla luce di questo dato è da valutarsi collegialmente e con cautela l'uso di terapia come il testosterone, che fra i suoi effetti collaterali annovera sia un rischio di poliglobulia secondaria, sia di eventi trombotici.


(30 maggio 2024 - ore 14:54) -

Ho 43 anni. Di recente, durante degli esami per una colica biliare, mi è stata riscontrata una splenomegalia (16 cm) e una policitemia (ad un approfondimento questa era presente da circa 10 anni).
Ho acufene da 10 anni, avverto ogni tanto lieve prurito (non tanto da trovarlo anormale e non dopo la doccia), soffro di cefalea dall'infanzia (ma in adolescenza gli esami evidenziavano lieve microcitrmia con verosimile trait talassemico), ho una ipertrofia dei turbinati con lieve deviazione del setto nasale (non russo e credo di non soffrire di apnea notturna).
In attesa di ulteriori approfondimenti medici, ho eseguito il test per la mutazione JAK2V617F, che è risultato negativo.
Vorrei sapere se il recente emocromo, che è simile ai precedenti recenti tre, può suggerire una possibile diagnosi di PV. In particolare il risultato di CD34+ pari a 5/µL indica una positività e un valore elevato? Che significato ha?
Vi ringrazio per l'orientamento informativo che potrete fornirmi.
Esami eseguiti presso il Servizio di Citofluorimetria (L70).
Sg-Conteggio cellule CD34+ SANGUE INTERO CD34+ 5/µL.
Globuli Bianchi 8,31 10e9/L [4,8 - 10,8]
Globuli Rossi 6,60 * 10e12/L [4,50 - 5,30]
Emoglobina 18,0 * g/dL [13,5 - 17,5]
Ematocrito 52,2 % [41,0 - 53,0]
Volume Globulare medio 79,1 * fl [80,0 - 94,0]
Emoglobina corpuscolare media 27,3 pg [25,0 - 35,0]
Conc. Hb corpuscolare media 34,5 g/dL [31,0 - 37,0]
Indice di anisocitosi (RDW) 14,7 * % [11,5 - 14,5]
Piastrine 208 10e9/L [130 - 400]
MPV 10,0 fl [9,5 - 13,1]
Sg-Formula Leucocitaria
Neutrofili 6,15 10e9/L [1,50 - 6,50]
Linfociti 1,54 10e9/L [1,20 - 3,40]
Monociti 0,48 10e9/L [0,30 - 0,60]
Eosinofili 0,11 10e9/L [0,10 - 0,80]
Basofili 0,03 10e9/L [0,01 - 0,20]
Neutrofili % 74,00
Linfociti % 18,50
Monociti % 5,80
Eosinofili % 1,30
Basofili % 0.


Risposta

Valori di emoglobina superiori a 16.5 g/dl per l'uomo e 16 g/dl per la donna (o un ematocrito superiore al 49% nell'uomo e 48% nella donna) sono considerati compatibili con Policitemia Vera, e rientrano infatti fra i criteri diagnostici proposti dall'International Consensus Classification of Myeloid Neoplasms (ICC) del 2022. La conta delle cellule CD34+ circolanti invece non rientra in questi criteri diagnostici.
Nella policitemia vera, sebbene la mutazione V617F sia la più comune, sono riscontrabili anche altre mutazioni a carico del gene JAK2, di cui le mutazioni a carico dell'esone 12 sono le più frequenti.
Contemporaneamente alla diagnostica molecolare, è giusto indagare cause di poliglobulia secondaria tramite indagini dedicate (spirometria, polisonnografia o quanto ritenuto appropriato al quadro specifico dal medico curante).


(30 maggio 2024 - ore 9:19) - Mutazioni CALR e MPL

Buongiorno, mi spiegate brevemente il significato delle mutazioni CALR e MPL in soggetto con poliglobulia e con JAK2 e esone 12 negativi?
Mille grazie.
(Pino)


Risposta

Mutazioni a carico dei geni CALR e MPL sono frequentemente riscontrate, e facenti parte delle mutazioni definite "driver", in diagnosi di Trombocitemia Essenziale e Mielofibrosi Primaria.
Queste mutazioni non si riscontrano invece in diagnosi di Policitemia Vera, di cui la poliglobulia è manifestazione cardine, che invece presentano nella quasi totalità dei casi le mutazioni JAK2V617F o JAK2 esone12.


(28 maggio 2024 - ore 16:25) - VAF JAK2 e salassi

Buongiorno,
c'è relazione tra la percentuale di mutazione di JAK2 e la frequenza dei salassi in una diagnosi di PV?
Grazie.
(Simona)


Risposta

Non esistono evidenze scientifiche che mostrino una relazione fra la VAF (Variant Allele Frequency) di mutazioni a carico di JAK2 e la frequenza di necessità di salassoterapia in pazienti con diagnosi di Policitemia Vera


(26 maggio 2024 - ore 7:29) - Trombocitemia essenziale triplo negativa

Buongiorno, da un anno quasi mi hanno diagnosticato TE triplo negativo.
Essendo giovane non mi hanno dato nessun farmaco da assumere.
Piastrine stabili intorno al milione, emoglobina a 15.4 ed ematocrito a 48 fino a un mese fa. Oggi analisi ripetute piastrine 700 mila, ematocrito 40 e emoglobina a 14.0.
Potrebbe essere preoccupante questo calo in un mese? C'è pericolo di qualche trasformazione della malattia?
(Franco)


Risposta

I risultati dell'emocromo possono subire l'influenza di diversi fattori (come anche il solo cambiamento nell'abitudine di introito idrico) e sono comunque soggetti a fisiologiche oscillazioni. E' importante tenere conto quindi dell'andamento nel tempo dei valori dell'emocromo, e valutare la possibilità di di fattori concomitanti.


(25 maggio 2024 - ore 15:42) - Diagnosi e terapie mielofibrosi

Gentili professori,
vi contatto per mia madre (77 anni), già paziente in dialisi dal 2020 per IRC da rene policistico, affetta da mielofibrosi primaria con diagnosi risalente a maggio 2022 a seguito di biopsia osteomidollare (non è stata verificata la mutazione del JAK2; al riguardo, vi chiedo se è necessario comunque effettuare tale esame).
Finora gli ematologi della struttura ospedaliera da cui è stata presa in carico non ci avevano illustrato la reale portata della malattia, limitandosi a prescriverle terapia con Eprex per combattere l'anemia, il sintomo da cui erano derivati gli approfondimenti diagnostici che hanno condotto alla scoperta di questa patologia. Di recente hanno via via assunto rilevanza altri sintomi tra cui forti dolori muscolari (soprattutto alle gambe), astenia, inappetenza e conseguente dimagrimento.
Qualche giorno fa ha effettuato privatamente una visita da specialista che ha ravvisato, tra l'altro una rilevante epato - splenomagalia, verosimilmente, dall'esame obiettivo, visto che da recente ecografia addominale, di marzo 2024, risultava "fegato modicamente aumentato di volume, con profili parietali regolari ed ecostruttura parenchimale sostanzialmente omogenea, milza nei limiti volumetrici superiori (DL 13 vs 16 cm del 2022) con ecostruttura omogenea". Questo professore ha ipotizzato un trattamento combinato con Eprex e inibitori di JAK (Ruxolinitinib e Momelotinib), che potrebbe anche avere un effetto anti–infiammatorio a livello intestinale (mia madre, infatti, soffre anche di malattia infiammatoria intestinale, poco responsiva a terapia con mesalazina). Ha ipotizzato anche di esplorare l'effetto di terapia con Danazolo per 4-6 mesi per l'anemia.
Al riguardo, vorrei chiedervi se i farmaci su indicati sono alternativi tra loro oppure, e in che misura, possono essere associati. In particolare vorrei sapere se il Momelotinib è attualmente in commercio, avendo letto che solo di recente è stato autorizzato dalla Commissione europea. E qual è la differenza di questo farmaco rispetto al Ruxolitinib (che mia madre non ha comunque mai assunto, non essendole stato finora prospettato) che ho saputo avere contro indicazioni per pazienti anemici?
Ho letto anche del Fedratinib che, mi pare di aver capito, sia un altro farmaco di recente introduzione. Anche questo può essere considerato come un'alternativa al Ruxolinitib o da associare allo stesso? In pratica, essendomi da poco avvicinata a questo "mondo" delle malattie mieloproliferative e, in particolare della mielofibrosi, vorrei ricevere da voi una panoramica delle opzioni terapeutiche attuali e, se possibile, sapere cosa potreste suggerirmi rispetto alle informazioni che vi ho fornito sulla situazione di mia madre.
Tra l'altro, leggendo i vari quesiti di pazienti in questo spazio, ho notato che molti sono in cura con oncocarbide, anche pazienti con mielofibrosi, mi pare. Però non mi è stata indicata da nessuno, in quali casi vi si fa ricorso?
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che potrete fornirmi.
(Valeria)


Risposta

La diagnosi di mielofibrosi si basa sul risultato dell'esame istologico condotto su biopsia osteomidollare, la presenza di mutazioni definite "driver" (JAK2, CALR, MPL) correla strettamente con la diagnosi, ma esistono anche una minoranza di diagnosi (10% circa) in cui non è riscontrabile una di queste mutazioni, e che vengono quindi definite "triplo negative".
Ruxolitinib, Momelotinib e Fedratinib sono 3 farmaci definibili "JAK inibitori" per la loro capacità di inibire la funzionalità di JAK2 oltre che altre proteine cellulari; per la differente specificità si differenziano quindi per profilo d'azione e di tossicità, in ogni caso l'anemia non rappresenta controindicazione assoluta alla terapia. Non è possibile associare fra loro diversi JAK inibitori, mentre è possibile nella pratica clinica l'associazione fra un JAK inibitore e un farmaco di classe differente in base a necessità del quadro specifico (come ad es. Eritropoietina per l'anemia o l'oncocarbide per il contenimento della leucocitosi).
Le raccomando quindi di discutere con il suo ematologo curante quali possano essere le opzioni terapeutiche più adatte al caso clinico della paziente.


(24 maggio 2024 - ore 11:34) - Protezione gastrica

Ringraziandovi per tanti utili consigli, vorrei chiedere: se assumo cardio dopo pranzo e oncosempre di sera, il gastro protettore e sempre utile prenderlo? Buon lavoro.
(Enzo)


Risposta

L'uso di gastro protettori è consigliato in chi assume cardioaspirina quotidianamente e accusa disturbi gastrici correlati al farmaco o presenta comorbidità gastriche la cui sintomatologia può essere aggravata dall'uso concomitante di aspirina.
L'assunzione dopo il pasto principale è una buona pratica per mitigare l'effetto gastrolesivo dell'aspirina.


(23 maggio 2024 - ore 23:59) - Policitemia vera e lipidi

Gentilissimi Medici e Ricercatori sono un vostro assiduo paziente a distanza ormai da molti anni e devo sempre dirvi mille volte grazie di tutto, perché senza di voi sarei perso (Ippocrate sarebbe stato fiero di tutti voi).
Sono affetto da Policitemia Vera, ho 50 anni e da 14 anni ho la PV. Giornalmente assumo i seguenti farmaci: Omeprazolo, irbesartan, cardioaspirin, oncocarbide, allopurinolo, nebivololo.
Detto questo vi presento il mio quadro lipidico:
Glicemia 73 mg/dl;
Colesterolemia totale 107 mg/dl;
Colesterolemia HDL 21 mg/dl;
Colesterolemia LDL 43 mg/dl;
Trigliceridi 234 mg/dl.
A questo punto vorrei sapere da voi, in quanto mi fido delle vostre sempre esaustive risposte, se devo iniziare ad assumere i FIBRATI per i Trigliceridi con questo quadro lipidico citato sopra: SI oppure NO.
Spero di essere stato chiaro nell'esporre il mio quesito, aspetto sempre con ansia la vostra esaustiva risposta.
Grazie.
(Massimo)


Risposta

Il controllo dei valori di Colesterolo e Trigliceridi è da ricercarsi nella popolazione generale, anche in assenza di patologia ematologica, dato che la dislipidemia rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare. Il raggiungimento di valori di trigliceridi in range è quindi obiettivo da porsi tanto più in caso di diagnosi di Policitemia Vera, dato il rischio trombotico sotteso alla patologia in sè.
Può fare riferimento al suo medico curante per la gestione del quadro.


(22 maggio 2024 - ore 19:14) - Ruxolitinib in mielofibrosi

Gentili dottori, ancora una volta ho bisogno di un vostro parere.
Più di 20 anni fa ho avuto una diagnosi di mielofibrosi post policitemia vera asintomatica, salvo ingrossamento della milza che è comunque rimasta stabile nel tempo... quattro anni per un ulteriore ingrandimento della stessa mi è stato proposto il Ruxolitinib che inizialmente ha prodotto un rimpicciolimento della stessa per poi rimanere stabile nel tempo. Questo trattamento però mi ha creato effetti collaterali di tipo neurologico perciò da due anni prendo la dose minima di 5 mg due volte al giorno. Sto meglio e i miei valori ematici sono nella norma.
Ora vi chiedo se è il caso di sospendere il farmaco a fronte del fatto che i miei ematologi non mi danno risposte chiare, mi dicono che devo scegliere io che loro non sarebbero contrari.
Sono molto confusa anche perché vorrei sapere esattamente a cosa andrei incontro.
Vi ringrazio e attendo un vostro cortese riscontro (faccio presente che in questo periodo sto bene).
(Giuseppina P.)


Risposta

Ruxolitinib è una terapia cronica nella mielofibrosi ed una sua sospensione deve essere valutata attentamente dal suo ematologo curante dopo una valutazione dei benefici e degli effetti collaterali legati alla terapia.
In caso di sospensione è comunque opportuno che questa venga preceduta da uno scalo della posologia.
Non potendo valutare il quadro in modo esaustivo, in questa sede non ci è permesso fornire consulenze cliniche personalizzate.


(22 maggio 2024 - ore 12:23) - Policitemia Vera e terapia ginecologica

Buongiorno, sono una ragazza di 33 anni con trombocitemia e JAK2 mutato in terapia con cardioaspirina. Cerco una gravidanza che non arriva e il ginecologo mi ha proposto un ciclo di clomid (clomifene) e puntura gonasi. Posso fare questa terapia o è rischiosa per la mia condizione?
(Rita)


Risposta

Per la programmazione di una gravidanza in una paziente affetta da policitemia vera è opportuno riferirsi ad una equipe con esperienza nella gestione delle gravidanze a rischio e va seguita congiuntamente al suo ematologo curante. In considerazione della diagnosi ematologica e dell'associato rischio trombotico sono generalmente controindicate terapia che abbiamo un possibile effetto a loro volta protrombotico, come l'assunzione di estrogeni, ed il loro uso va quindi considerato con cautela da parte del ginecologo curante.


(21 maggio 2024 - ore 12:42) - Policitemia Vera ed omocisteina

Buongiorno, vorrei ringraziarvi per le indicazioni che fornite e vorrei chiedervi se con paziente affetto da policitemia vera e omocisteina alta è il caso di evitare di integrare tutte le vitamine del gruppo b o se è possibile prendere la vitamina b6.
Grazie mille.
(Maria)


Risposta

Sebbene non ci sia controindicazione assoluta, l'assunzione di integrazione va valutata attentamente in base al quadro complessivo e dopo aver completato accertamenti sulle cause dell'aumento dell'omocisteina e sui suoi valori. In caso di assunzione è però prudente un monitoraggio più stretto dell'emocromo.


(21 maggio 2024 - ore 8:58) - Trombocitemia Essenziale ed interventi chirurgici

Buongiorno, dovra fare un intervento all'anca mia madre che ha trombocitemia essenziale, prende cardioaspirina e oncocarbide. Il rischio è alto di avere durante l'operazione trombosi o sanguinamento a seconda della sospensione o meno dei farmaci è elevato? E' sconsigliato un intervento per i malati di trombocitemia?
Grazie
(Sonia)


Risposta

Una diagnosi di Trombocitemia Essenziale non rappresenta una controindicazione all'esecuzione di interventi chirurgici. L'eventuale momentanea sospensione della terapia in atto è da concordarsi fra l'ematologo curante e l'equipe chirurgica in base al tipo di intervento ed il quadro generale del paziente.


(17 maggio 2024 - ore 10:11) - Oncocarbide ed accertamenti

Pz 55anni da 3/3/23 pv. Chi assume onco dovrebbe ogni quanto controllare ferro/folati/ferritina/colesterolo/Transiminasi e controlli cardiologici? Anche se tutto ok pv sintomatica solo all'inizio
(Enzo)


Risposta

La terapia con Oncocarbide non espone a effetti collaterali cardiologici, epatici o dismetabolici. La frequenza degli accertamenti menzionati va dunque personalizzata su comorbidità e quadro clinico generale.


(15 maggio 2024 - ore 11:32) - Oncocarbide

Cari dottori, in una scala, chemioterapeutica dove si può classificare l'idrossiurea farmaco: forte,medio, leggero a lunga assunzione cronico?
(Enzo B.)


Risposta

I farmaci usati nella pratica clinica hanno i più svariati meccanismi d'azione e possono essere usati a diversa posologia in base alla necessità clinica specifica, fare una "scala" non è quindi in questo senso possibile.


(14 maggio 2024 - ore 20:30) - Astenia in Mielofibrosi

Buongiorno,
ho mielofibrosi e attualmente sto assumendo cardioaspirina. Ho stanchezza muscolare frequente soprattutto alla sera. Ci sono di farmaci-imtegratori specifici. Ho letto che Sarcobase è indicato per debolezza muscolare, posso assumerlo o ci sono controindicazioni?
Gli ingredienti riportati nel foglietto illustrativo sono i seguenti: L-leucina, olio di pesce (tit. 85% in omega 3 come trigliceridi); edulcoranti: mannitolo, sucralosio; addensanti: gomma di xanthan, gomma arabica; fosfati di calcio, aromi; agenti di rivestimento: idrossi-propil-cellulosa, isomalto, carbonato di calcio; trigliceridi a media catena, Lactobacillus paracasei PS23; correttore di acidità: acido citrico; emulsionante: monooleato di poliossietilensorbitano.
Grazie tante.


Risposta

L'astenia o "fatigue" è un sintomo frequente non solo nella mielofibrosi ma anche nelle altre neoplasie mieloproliferative croniche. Sebbene non vi sia controindicazione ad assumere integratori, questi spesso non permettono un controllo soddisfacente della sintomatologia.


(11 maggio 2024 - ore 12:52) - Trombocitemia essenziale con mutazione SF3B1

Buongiorno dottori, ho letto la vostra risposta alla sig.ra Loretta dell'8 maggio in merito al più recente modello prognostico nella trombocitemia essenziale (basato sulle 3 A) e vi domando se in presenza di mutazione sia del JAK2 che del SF3B1 vi siano indicatori che differenziano in maniera netta la trombocitemia essenziale dalla sindrome da sovrapposizione Mds/Mpl con trombocitosi.
Vi ringrazio per la risposta e in generale per la vostra disponibilità.
(Maria Giovanna)


Risposta

L'associazione di mutazioni in JAK2 e SF3B1 può essere presente sia in diagnosi di Trombocitemia Essenziale che di MDS/MPN con trombocitosi e mutazione SF3B1.
Per la distinzione dei due quadri è di primaria importanza il dato istologico proveniente da una biopsia osteomidollare, oltre che la correlazione con il quadro clinico nel suo complesso.


(9 maggio 2024 - ore 19:52) - Ecografia e diametro splenico

Buonasera gentilissimi dottori, sono affetta da mielofibrosi prefibrotica. Ho eseguito su indicazione del mio ematologo di riferimento, una ecografia per misurare la dimensione della milza, che è risultata di 12.3 cm.
Considerato che 7 mesi fa ho eseguito un'altra ecografia presso altro centro e la milza misurava 11.3 centimetri, quindi giusto un centimetro in meno, mi domando: questa differenza può essere determinata dal fatto che è stata eseguita in due centri diversi? A quanti centimetri bisogna intervenire con farmaci?
Grazie
(Anna)


Risposta

Non esiste un limite specifico di volume splenico oltre il quale c'è indicazione ad avviare una terapia farmacologica, la scelta di avviare un trattamento viene infatti valutata sul quadro clinico complessivo e non sulla sola splenomegalia.
L'ecografia è comunque una metodica strumento- ed operatore-dipendente per cui è possibile una discrepanza in diverse valutazioni, per una valutazione complessiva del reperto le raccomando di riferirsi al suo ematologo curante.


(9 maggio 2024 - ore 12:44) - Trombocitemia essenziale e fenotipo policitemico

Gentili medici,
più volte, leggendo le vostre risposte alle nostre domande, ho incontrato la "TE a fenotipo policitemico". Si tratta di TE in evoluzione in PV o è una mieloproliferativa a sé, che presenta caratteristiche della TE e caratteristiche della PV?
Grazie mille.
(Simona)


Risposta

Non si tratta di un’entità clinica a sè stante.
Talvolta il termine "fenotipo policitemico" viene usato per indicare pazienti che presentano oltre all'aumento della conta piastrinica anche un aumento significativo delle altre linee cellulari, che si puó presentare anche nel corso del tempo.
Un cambiamento di presentazione puó essere segno di una transizione (piuttosto che evoluzione) verso un quadro di Policitemia Vera, ma è importante escludere eventuali cause secondarie che possono correlare con il risultato degli esami ematici.


(9 maggio 2024 - ore 9:36) - Trombocitemia essenziale ed ecografia addome

Buongiorno,
sono affetto da TE (scoperta casualmente nel 2019 dopo analisi del sangue che non facevo da più di un decennio, quindi sicuramente malato già da anni, anche tenendo conto di una sintomatologia poi facilmente riconducibile alla malattia).
Da allora ho fatto due sole ecografie addome completo, anche causa pandemia. La prima nel settembre 2022, la seconda ieri, insieme agli esami completi del sangue.
Dal 2022 a oggi la splenomegalia è aumentata, passando, secondo i referti, da 14,5 a 15,7. Ovviamente questa crescita mi ha allarmato, anche perché è coincisa con il calo dell'emoglobina, 12,1, rispetto alla media di 12,6, con LDH a 173. Sono anche affetto da talassemia minor, quindi portatore sano. Il mio precedente medico di famiglia, anch'egli portatore sano, quando in un'altra circostanza il valore dell'emoglobina era sceso a 12,1, mi disse che i portatore sani soffrono di emolisi, e questo spiegherebbe il calo.
In base alle vostre conoscenze è possibile che la milza cresca in corrispondenza di quest'attività? E che quindi quest'aumentata splenomegalia non sia un segnale di evoluzione della malattia ma riconducibile alla talassemia minor, e che possa ridursi in una fase più stabile della produzione di globuli rossi?
Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per un'eventuale imprecisione nell'utilizzo della terminologia medica.
Cordiali saluti.
(Alessandro)


Risposta

Purtroppo in questa sede non ci è possibile fornire una consulenza clinica personalizzata, le consiglio quindi di riferirsi al proprio ematologo curante per un giudizio clinico complessivo.
In generale, possiamo dire che eventi emolitici possano associarsi ad un aumento del diametro splenico, anche reversibile.


(8 maggio 2024 - ore 18:40) - Trombocitemia Essenziale e tipo di mutazione CALR

Buongiorno, ho trombocitemia essenziale CALR, esistono dei criteri per "calcolare" l'aspettativa di vita?
Che differenza c'è tra CALR di tipo 1 e 2 e come influiscono sulla progressione della malattia?
Grazie per le vostre risposte.
(Loretta)


Risposta

Sono stati studiati negli anni diversi modelli prognostici nella Trombocitemia Essenziale; il modello più recente è chiamato "Tripla A (AAA)" e prende in considerazione età (>70 o 50-70 anni), numero assoluto di neutrofili (>8.00 x 10^9 /L ), e numero assoluto di linfociti (<1.70 x 10^9 /L); anomalie al cariotipo e la presenza di mutazioni aggiuntive (SF3B1/SRSF2/U2AF1/TP53, incluse anche nel modello MIPSS-ET) hanno a loro un significato prognostico sfavorevole; in questi modelli comunque l'età rappresenta il fattore di maggior peso.
L'uso di modelli prognostici nella trombocitemia essenziale è comunque limitato nella pratica clinica, in quanto al momento non influiscono sull'approccio terapeutico per il paziente.
Con mutazioni CALR di tipo 1 e 2 ci riferiamo a diverse anomalie a carico del gene della Calreticulina, rispettivamente una delezione di 52 paia di basi ed un'inserzione di 5 paia di basi a carico della sequenza del gene. I casi di trombocitemia essenziale con mutazioni CALR 1 presentano un rischio maggiore di progressione fibrotica, ma allo stesso tempo tale tipo di mutazioni rappresentano un fattore prognosticamente favorevole in una diagnosi di mielofibrosi.


(8 maggio 2024 - ore 9:59) - Supporto psicologico in Trombocitemia Essenziale

Buongiorno,
vorrei chiedervi se secondo voi è utile intraprendere un percorso di supporto paicologico. Mi sento sempre spaventata che la mia patologia (trombocitemia) possa evolvere in qualcosa di più brutto e i giorni prima dei controlli sono di cattivo umore e non riesco a mangiare.
Inoltre ho il terrore di avere una relazione duratura per paura di non essere compresa dagli altri.
E ho anche un'altra domanda più tecnica. Per poter accendere un mutuo devo dichiarare di avere una neoplasia? Posso avere problemi per accendere al mutuo?
Grazie per il vostro supporto, è molto utile.


Risposta

Intraprendere un percorso psicologico può essere di assoluta utilità.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il concetto di salute come "Una condizione di completo benessere fisico, MENTALE e sociale e non esclusivamente l'assenza di malattia o infermità", e quindi viene data fondamentale importanza al beneficio che questo genere di percorsi possono apportare; nei centri ospedalieri e sul territorio ci sono specialisti con esperienza in campo oncologico.
Per quanto riguarda tematiche di ambito amministrativo, le chiedo di far riferimento al suo Medico di medicina generale, in quanto questo spazio è dedicato a all'informazione e all'approfondimento medico.


(7 maggio 2024 - ore 23:24) - Policitemia e Ginkgo Biloba

Salve,
48 anni, JAK2 positivo, politicemia vera in cura con salassi e cardioaspirina. Volevo sapere se potevo assumere integratore di ginkgo biloba o era controindicato visto che assumo cardioaspirina.
(Antonio)


Risposta

Fra le varie proprietà del gingko biloba è riportata anche la capacità di inibire il PAF (Platelet Activating Factor) e quindi una sua capacità antiaggregante, per questo motivo è necessaria cautela nell'assumere integratori a base di ginkgo biloba assieme anticoagulanti o antiaggreganti (come appunto la cardioaspirina).
Per una consulenza clinica personalizzata, le consiglio di riferirsi al suo ematologo curante.


(7 maggio 2024 - ore 15:11) - Policitemia Vera e astenia

Gentili ricercatori buongiorno.
Chiedo cortesemente se l'astenia è un sintomo presente nella pv pur con emocromo abbastanza ben controllato (emoglobina 13.1) in trattamento con oncocarbide 2 cp/gg, età 71 anni.
Nel ringraziarvi colgo l'occasione per salutarvi cordialmente.
(Paolo)


Risposta

L'astenia (o "fatigue") è un sintomo frequente nelle neoplasie mieloproliferative croniche ed è correlato alla patologia in sé. E' quindi possibile che il sintomo si presenti anche in pazienti che mostrino un buon controllo dell'emocromo ed in assenza di anemia. In questi casi è purtroppo spesso inefficace l'assunzione di integratori.


(7 maggio 2024 - ore 7:09) - Oncocarbide e MCV

Buongiorno.
Prima di assumere Oncocarbide il mio MCV è stato sempre intorno a 90/95. Poi ho cominciato ad assumere Lixiana e oncocarbide fino a 14 cp e dopo 7 mesi l'Mcv é passato a circa 98. Poi ho sostituito Lixiana con cardioaspirina e dopo soli 15 gg l'Mcv è schizzato a 105 e da allora, negli ultimi 4 anni, è oscillato intorno a 105/110, condizionando e aumentando di conseguenza l'ematocrito.
Da tre mesi sono passato a Besremi e ho gradualmente azzerato l'oncocarbide, ma l'Mcv rimane inalterato.
Quanto tempo ci vuole dopo la sospensione di oncocarbide per ritornare ai livelli di MCV originari, sempre se questo sia possibile? Mi ritrovo a fare salassi in quanto con questi valori di MCV difficilmente riesco a stare sotto a 45 di ematocrito. Inoltre vi risulta una qualche correlazione fra l’assunzione di cardioaspirina e l'immediato e repentino aumento dell’Mcv? A me è successo in modo chiaro ed inequivocabile.
(Francesco)


Risposta

L'aumento del volume eritrocitario è un effetto collaterale molto comune della terapia con Oncocarbide, come anche la possibile carenza di alcune vitamine; gli antiaggreganti, come l'aspirina, non modificano invece questo parametro, anche quando assunti per un tempo prolungato. Dato che appunto il volume eritrocitario risente non solo della terapia con Oncocarbide è difficile prevedere se e in quanto tempo questo possa normalizzarsi, ma in ogni caso un aumento dell'MCV non comporta un aumento del fabbisogno di salassoterapia.


(6 maggio 2024 - ore 11:28) - Policitemia Vera e aumento omocisteina

Salve, 48 anni politicemia vera JAK2 positivo. In cura con salassi e cardioaspirina, ho fatto le analisi del sangue e mi è uscita l'omocisteina alta (range 0-15) a 23... Volevo sapere come ridurre i livelli di omocisteina, posso assumere acido folico o qualche altro integratore?
(Antonio)


Risposta

Come gli altri fattori di rischio trombotico e cardiovascolare anche l'aumento dell'omocisteina merita un controllo ed eventuale intervento terapeutico.
In questa sede però non ci è possibile fornire consulenze cliniche personalizzate; le consigliamo di rivolgersi al proprio ematologo curante per un adeguato completamento diagnostico e successivamente per eventuale integrazione; non vi è controindicazione assoluta ad assumere acido folico se necessario, ma può in tal caso essere utile un monitoraggio più stretto dell'emocromo.


(5 maggio 2024 - ore 16:18) - Mielofibrosi post TE e delezione ASXL1

Gent.mi ricercatori, un sentito grazie per tutto quello che fate.
Nella mielofibrosi post TE con JAK2 mutato, asintomatica, che significato ha la presenza di CNV (copy number variation) con delezione a livello di ASXL1 (20q11.21)?
Al NGS non evidenza di mutazioni ad alto rischio.
Grazie.
Un cordialissimo saluto.
(Giorgio)


Risposta

Giorgio, la ringrazio molto per il supporto che con le sue parole dà al nostro progetto.
Non esistono evidenze che CNV a carico di ASXL1 conferiscano un significato prognostico sfavorevole ad un quadro di Mielofibrosi.
Inoltre, mutazioni a carico di ASXL1 sono frequentemente riscontrabili in pazienti con diagnosi di Mielofibrosi Primaria e Mielofibrosi Secondaria (Post-TE e Post-PV). Nei pazienti con diagnosi di Mielofibrosi post-te o post-pv i dati a nostra disposizione dimostrano che mutazioni di ASXL1 non abbiano un chiaro significato prognostico avverso.
Reference: P. Guglielmelli, G. Coltro et al, Blood Adv. 2022 May 10.


(3 maggio 2024 - ore 20:51) - Trombocitemia Essenziale triplo negativa

Salve,
ho 25 anni e TE triplo negativo. L'ultimo esame ho piastrine a 977 mila e ematocrito a 48.
L'ematologo mi dice di continuare senza terapie.
In questi casi non è alto?
Sento persone che fanno salassi.
(Francesco)


Risposta

In questa sede non ci è possibile fornire delle consulenze cliniche personalizzate, ti consigliamo di rivolgerti al tuo ematologo curante che può valutare l'indicazione a salassoterapia sulla base del fenotipo clinico e al suo andamento nel tempo.
Sarebbe comunque importante escludere altre cause di eritrocitosi (abitudine tabagica, problematiche respiratorie, apnee notturne), in quanto un fenotipo policitemica è raro nella Trombocitemia Essenziale triplo negativa.


(3 maggio 2024 - ore 18:07) - Trombocitemia Essenziale e Besremi

Gentili dottori,
grazie anzitutto per le vostre risposte.
Volevo chiedervi alcuni chiarimenti.
A mia moglie di 54 anni, a causa del numero elevato delle piastrine, è stata diagnosticata dopo BOM, Trombocitemia essenziale, con mutazione CALR 2.
La diagnosi della BOM è stata:
Frustolo da agobiopsia osteomidollare integro, della lunghezza di 16 mm, comprendente n° 12 spazi osteo-midollari valutabili.
Cellularità: adeguata per età, 35% dell'area occupata dagli spazi midollari a distribuzione omogenea.
Architettura trabecolare: nella norma.
Rapporto M:E 1:1
Serie eritropoietica: lievemente aumentata con focali aspetti di diseritropoiesi morfologica e topografica.
Serie mieloide: adeguata con irregolari aspetti di maturazione.
Serie megariocitaria: espansa, con formazione di clusters lassi, costituita da megacariociti di media e grande taglia, con nuclei spesso iperlobati. Presenti micromegacarociti.
Componente linfoide pari a circa il 10% della cellularità complessiva, a distribuzione interstiziale e nodulare di elementi maturi a fenotipo B (CD20+) e T (CD3+).
Precursori emopoietici CD34+, CD117+ : 3% sparsi.
Fibrosi midollare reticolinica: MF-1sec. WHO 2022
Depositi di ferro: non significativi
Quadro compatibile con neoplasia mieloproliferativa cronica a tipo trombocitemia essenziale sec. WTO 2022.
Il numero delle piastrine è arrivato come massimo, ad 1 milione e 300 mila.
Nelle ultime analisi di aprile 2024, erano scese a 1.130.000. Non ha nessun sintomo, né eventi trombotici precedenti e non assume nessun farmaco.
Le domande che volevamo farvi sono le seguenti:
1) Nel corso dell'ultima visita le è stato proposto di entrare in un protocollo per pazienti con Trombocitemia essenziale, per assumere una volta ogni 2 settimane il Besremi, (farmaco utilizzato per la Policitemia), invece del Pegasys, visti i risultati migliori anche sui pazienti con Trombocitemia.
Avete notizie anche voi al proposito?
2) E sull'utilizzo del Pegasys per la TE? Riguardo la regressione o stabilizzazione della fibrosi midollare o se c’è stata una regressione della patologia. Ho letto sul vostro sito che ci sono stati anche casi di remissione completa della patologia per 60 mesi.
3) Leggendo i vari articoli scientifici sulla TE e da quanto ci è stato detto nei vari colloqui, si dice che il trattamento con i farmaci diventa obbligatorio quando si superano i 60 anni o per precedenti eventi trombotici oppure quando il numero delle piastrine arriva o supera il 1.500.000.
Considerando che al momento:
- mia moglie ha 54 anni;
- che nelle analisi di aprile 2024 aveva 1.130.000 di piastrine;
- e visto che non ha né sintomi, né precedenti eventi trombotici, pressione, peso e milza normali, si potrebbe pensare di non iniziare nessun trattamento e sorvegliare solamente la situazione attraverso scrupolosi controlli (analisi del sangue periodici, esami cardiologici etc).
Ed in questo caso:
- dato che mia moglie è con le piastrine superiori a 1 milione sicuramente da Ottobre 2023; - c'è un modo di verificare l'eventuale presenza/rischio di trombi che potrebbero essersi formati, per monitorare il rischio di trombosi celebrale, infarto, embolia polmonare etc?
- Inoltre quali sono le percentuali di rischio di progressione della malattia (fibrosi) nel caso non assumesse nessun farmaco?
4) Nelle ultime analisi, un'anomalia riscontrata nei valori differentemente alle altre volte, è stato nel numero dei Neutrofili e dei Linfociti:
• Neutrofili- valori normali tra 40,00 e 78,00 mia moglie aveva 37,81;
• Linfociti - valori normali tra 19,00 e 49,90 mia moglie aveva 50,90
Invece nelle analisi che aveva fatto il mese precedente, i 2 valori risultavano normali: • Neutrofili 65,00
• Linfociti – 26,30
Da cosa potrebbe dipendere?
Grazie per quello che fate
(Claudio)


Risposta

- In questa sede non ci è possibile fornire delle consulenze cliniche personalizzate, e per l'indicazione ad avviare una terapia citoriduttiva (e nel caso quale) le consigliamo di far riferimento al proprio ematologo curante;
Ad ogni modo al momento non sono disponibili terapie che abbiano dimostrato di poter ridurre il rischio di progressione fibrotica in pazienti con diagnosi di trombocitemia essenziale, (che si attesta come inferiore al 10% in 15 anni).
- Variazioni nei valori percentuali della formula leucocitaria possono avere le cause più variegate, e in assenza di alterazioni concomitanti nel numero assolute dei vari tipi di globuli bianchi possono non avere alcun significato clinicamente evidente.
- Come vi è stato proposto in diversi centri è al momento in corso lo studio di fase III ROP-ET, che valuterà l'efficacia di BESREMI in pazienti con diagnosi di Trombocitemia Essenziale con ridotte alternative terapeutiche in quanto intolleranti/resistenti/ineleggibili ad una terapia citoriduttiva di prima linea (Oncocarbide, Anagrelide, Busulfano).
- Esistono già dati che formulazioni pegilate di interferone come PEGASYS abbia portato all'ottenimento anche duratura di una risposta ematologica (una normalizzazione della conta piastrinica) e molecolare (nei pazienti con mutazione JAK2 V617F, l'incapacità di rilevare la mutazione a rivalutazione dopo aver avviato la terapia) ma non esistono invece dati che supportino il suo effetto nel ridurre la fibrosi midollare, per quanto riguarda BESREMI dovremmo aspettare i risultati degli studi in corso. I vantaggi di una formulazione ro-pegilata come BESREMI sono legati ad una maggiore tollerabilità del farmaco ed alla possibilità di eseguire somministrazioni meno frequenti, ma per avere dati concreti dovremo aspettare la conclusione degli studi in corso.


(3 maggio 2024 - ore 18:03) - Trombocitemia Essenziale e Bomedemstat

Ciao,
gentilmente vorrei chiedervi se è possibile avere delle informazioni sullo studio del nuovo farmaco chiamato Bomedemstat, oramai prossimo alla sperimentazione di fase 3.
Grazie anticipatamente per il vostro tempo e la vostra disponibilità nel rispondere alla mia domanda.
(Vittorio)


Risposta

Il farmaco Bomedemstat (MK-3543) è attualmente in valutazione in uno studio di Fase 3 (MK 3543-007), alla luce dei risultati ottenuti nelle sperimentazioni fin qui eseguite; lo studio è rivolto a pazienti con diagnosi di Trombocitemia Essenziale e confronterà il farmaco sperimentale all'oncocarbide in pazienti non precedentemente trattati.
Può chiedere al suo ematologo informazioni riguardo a quali siano i centri che hanno aderito allo studio in questione a lei più vicini.


(3 maggio 2024 - ore 12:48) - Policitemia Vera e sindrome influenzale

Buongiorno dottori,
volevo sapere se avere avuto l'influenza può avere influito su un cambiamento dei valori dell'emocromo. Sono una paziente con policitemia vera in cura con oncocarbide e ormai da più di un anno i miei valori sono abbastanza stabili. In pochi giorni, invece, l'ematocrito è passato da 42 (prima dell'influenza) a 44,5 per poi abbassarsi a 40 (dopo l'influenza). Lo stesso per i globuli bianchi, passati da 8 a 4 per poi tornare a 7.
Chiedo perché non mi era mai capitato di avere sbalzi così nell'arco di due-tre settimane.
Grazie.
(Irene)


Risposta

Una sindrome influenzale può certamente influire sui risultati dell'emocromo.
Solitamente globuli bianchi e piastrine sono le cellule che più risentono di un evento infettivo in atto o recente, ma anche l'ematocrito (talvolta per una modifica delle abitudini di introito di liquidi in corso di sindrome influenzale o per la concomitante febbre) può subire delle variazioni.


(2 maggio 2024 - ore 12:33) - Policitemia Vera e ruolo cellule mutate

Vorrei sapere se nella Policitemia vera tutte le cellule midollari sono colpite dalla mutazione oppure se ve ne sono alcune normali che continuano a funzionare regolarmente.
Inoltre, a parte l'aumento numerico in circolo, se le tre linee cellulare presentano anomalie nella loro funzionalità. Mi riferisco in particolare alle piastrine perché leggo che si possono avere sia trombosi che emorragie, ma che la trombosi è correlata solo allo aumento dello ematocrito. Mi potete spiegare anche perché, con ematocrito mantenuto sotto i 40, è indicato assumere aspirina? Non vi è il rischio di sanguinamenti?
(Fabrizio)


Risposta

Sebbene ci siano casi in cui la quasi totalità della cellularità midollare sia rappresentata da cellule affette, molto più spesso queste rappresentano una parte (più o meno numerosa in base ai singoli casi) della popolazione midollare; una stima può essere fatta tramite la valutazione della VAF (variant allelic frequency o carica allelica) al momento della ricerca di mutazioni in JAK2 e le cellule circolanti affette mantengono generalmente la loro funzione.
Partendo dal presupposto che un aumento dell'ematocrito comporta un aumento del rischio trombotico anche in pazienti che non hanno diagnosi di policitemia vera e che la patologia conferisce per sé un aumento del rischio trombotico anche per l'effetto protrombotico svolto dai globuli bianchi, permane sempre l'indicazione a terapia antiaggregante aldilà dei valori di ematocrito (a meno di personali comorbidità, intolleranza, o terapie concomitanti).
Lo studio CYTO-PV ha dimostrato come il controllo dell'ematocrito al di sotto del 45% nei pazienti con policitemia vera permette un migliore controllo dello stesso rischio trombotico. Ad ogni modo, l'ematocrito esprime la percentuale di sangue composto da cellule, di per sé quindi una sua diminuzione non espone a rischio di sanguinamento.
Per quanto riguarda la conta piastrinica, non vi sono appunto evidenze che questa correli con il rischio trombotico, mentre valori estremi di piastrinosi possono esporre a rischio di sanguinamento per il rischio di sindrome di von Willebrand acquisita (che inizia a essere presa in considerazione per valori di piastrine oltre 1 milione/microL).


(1 maggio 2024 - ore 9:17) - Policitemia vera e ultrasuono terapia

Buongiorno cari medici,
ho 44 anni da circa tre anni ho la Policitemia Vera, trattata con cardioaspirina e salassi all’occorrenza.
Una settimana fa ho subito un tamponamento in auto con trauma da distorsione del rachide cervicale (un classico colpo di frusta). Ho letto che l'ultrasuono terapia, consigliata per questa tipologia di lesione, è assolutamente controindicata in caso di neoplasie, è quindi sconsigliata essendo la P.V. una neoplasia mieloproliferativa?
Vorrei se possibile un Vostro gentile riscontro.
Grazie in anticipo.
(Stefania)


Risposta

La policitemia vera è da considerarsi una neoplasia ematologica; inoltre si associa ad aumentato rischio trombotico, condizione che talvolta controindica l'uso di ultrasuono terapia (come anche l'aumentato rischio emorragico).
Per una consulenza personalizzata al suo quadro clinico le consiglio di riferisci allo specialista che la segue in ambito fisioterapico/ortopedico.


(30 aprile 2024 - ore 17:13) - Modificazioni dei valori dell'emocromo in corso di trattamento con idrossiurea/Oncocarbide

Assumo oncocarbide ad intervalli in base a emocromo che faccio ogni mese. Siccome ho anche insufficienza renale cronica, talvolta devo interrompere il farmaco per più tempo per fare risalire i valori di GB,ptl,Gr. Succede spesso che dopo la sospensione, al successivo controllo aumentano solo le ptl e GB, mentre i rossi rimangono bassi(HB 9). Questi ultimi, non c'è il rischio di abbassarli ulteriormente alla ripresa oncocarbide? Sono escluse cause di sanguinamento.
Ultima domanda: se la cellula o il clone di cellule malate nel midollo è unica e genera le tre linee cellulari, perché aumentano solo due?
(Fabrizio)


Risposta

Caro Fabrizio,
le diverse cellule del sangue hanno una durata di vita molto differente. Ad esempio, la vita media dei globuli rossi è di circa 120 giorni, mentre quella delle piastrine è di circa 9-12 giorni. Per questo motivo, le variazioni cui vanno incontro le diverse popolazioni cellulari in risposta ad agenti esterni (come ad esempio la terapia citoriduttiva con idrossiurea/OncoCarbide) seguono tempistiche molto diverse: i valori di globuli bianchi e piastrine tendono a scendere e risalire precocemente, mentre le variazioni dei globuli rossi sono più tardive. Questo è il motivo per cui in alcuni casi può essere difficile trovare la dose terapeutica stabile di idrossiurea/OncoCarbide ed è pertanto necessario modificarne più volte il dosaggio.


(28 aprile 2024 - ore 19:02) - PXS-5505 per il trattamento della mielofibrosi

Buongiorno cari medici,
ho letto del farmaco PXS-5505 che si sta sperimentando in America sui pazienti con mielofibrosi ad alto rischio. Immagino si tratti di uno studio ancora agli inizi ma sapreste dirmi di più?
Grazie.
(Simona)


Risposta

Cara Simona,
PXS-5505 è un inibitore di una classe di enzimi chiamati LOX coinvolti nel processi di fibrosi midollare tipici della mielofibrosi.
In modelli murini di mielofibrosi, l'inibizione di questi enzimi attraverso la somministrazione di PXS-5505 ha mostrato effetti antifibrotici. I dati scientifici disponibili su PXS-5505 per il trattamento della mielofibrosi nell'uomo provengono da studi clinici di fase 1 e/o 2, quindi piuttosto preliminari. Uno studio di fase I/II (PXS5505-MF-101) ha valutato l'efficacia e la sicurezza di PXS-5505 in pazienti con mielofibrosi primaria o secondaria recidivati/refrattari oppure intolleranti/non idonei agli inibitori di JAK.
Al 30 giugno 2023, sono stati trattati 21 pazienti, di cui 10 hanno completato 24 settimane di trattamento. I dati di farmacodinamica ("funzionamento biologico" del farmaco) hanno dimostrato un'eccellente inibizione di LOX. Tra i pazienti per cui erano disponibili dati istologici completi, 9/9 hanno mostrato fibrosi reticolinica stabile e 5/9 hanno mostrato una riduzione della fibrosi collagenica. I parametri ematologici sono rimasti stabili: 7/10 pazienti hanno mostrato un'emoglobina stabile/migliorata e 8/10 hanno mostrato una conta piastrinica stabile/migliorata nell'arco di 24 settimane.
Per quanto riguarda la risposta, 4/10 pazienti hanno registrato miglioramenti sui sintomi, mentre non sono state osservate risposte sulla milza.
Gli effetti indesiderati più comuni di PXS-5505 sono stati diarrea, nausea, affaticamento, dolore addominale e trombocitopenia. Nel complesso, i dati scientifici disponibili suggeriscono che PXS-5505 è generalmente ben tollerato e può essere efficace per il trattamento della mielofibrosi. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e per valutare la sicurezza e l'efficacia a lungo termine di PXS-5505.


(26 aprile 2024 - ore 11:50) - Astenia e policitemia vera

Vorrei sapere se nella vostra esperienza, nei pazienti affetti da PV è comune il riscontro di astenia al minimo sforzo muscolare, ovvero una importante impotenza muscolare anche per una semplice passeggiata. Se si qual è la causa?
(Fabrizio)


Risposta

Caro Fabrizio,
nella policitemia vera, e più in generale nelle malattie mieloproliferative croniche, è relativamente frequente riscontrare il sintomo astenia, termine con il quale si indica la riduzione soggettiva di "energia" dell'individuo che si manifesta come fatica persistente e facile esauribilità muscolare. L'entità di tale sintomo è estremamente variabile, potendo andare da forme molto lievi a scenari più avanzati caratterizzati da astenia severa e importante compromissione funzionale tipiche delle forme avanzate di malattia mieloproliferativa cronica, soprattutto mielofibrosi.
Quando l'astenia si presenta come sintomo severo ed associato a riduzione della capacità funzionale, può essere indicato ricercare altre possibili cause alla base del disturbo.


(25 aprile 2024 - ore 10:36) - Terapia citoriduttiva

Salve, ho appena letto la Vs risposta al quesito posto da Lucia in data 21 aprile; mi ha incuriosito perché anch'io ho lo stesso problema.
Ho 63 anni, da 10 P.V. con cardioaspirina e salassi all'occorrenza. Sto bene fisicamente e mi sono posto la stessa domanda: perché se seguo uno stile di vita sano e sto bene devo rischiare di stare peggio assumendo un farmaco del quale si sa per certo che a lungo andare mi darà effetti collaterali? La mia ematologa (circa due volte l'anno) alla visita di controllo mi rinnova sempre l'invito ad iniziare la terapia e mi fa firmare un foglio dove dichiaro di rifiutare la terapia. Sono consapevole del rischio che corro e me ne assumo la responsabilità, sono uno sportivo agonista e le sfide hanno sempre fatto parte della mia vita. Ho la visita medico sportiva agonistica per il ciclismo; ogni 40 gg. emocromo, ogni sei mesi tutte le analisi del sangue complete ed ogni anno controllo milza e reni.
Convivo con questa malattia da 10 anni ma ho continuato a fare, con qualche piccolo accorgimento, la vita di prima finché, spero il più tardi possibile, sarò costretto ad iniziare la cura citoriduttiva a vita. Come ho detto è una mia scelta fatta contro il parere del mio ematologo e del quale mi assumo la responsabilità.
Ringrazio Voi per la possibilità che ci date di confrontarci e condividere con altri pazienti le nostre esperienze.
(Massimo)


Risposta

Caro Massimo,
come più volte argomentato all'interno di questo forum, il rischio trombotico associato alle malattie mieloproliferative croniche è indipendente dalle condizioni di salute e dalla percezione soggettiva di benessere del paziente. Partendo da questo presupposto, e chiaramente concordando sul fatto che il rischio trombotico non può essere definito una "sfida" paragonabile a confronti sportivi, ad oggi esistono linee guide internazionali condivise ed ampiamente validate che guidano l'introduzione della terapia citoriduttiva (generalmente con idrossiurea/OncoCarbide) sulla base appunto del rischio trombotico.
In riferimento all'idrossiurea/OncoCarbide, si tratta di un farmaco da anni utilizzato cronicamente per il trattamento di patologie oncologiche e non, sia nell'adulto che in ambito pediatrico. I possibili effetti avversi sono ben noti e generalmente ben gestibili anche nel lungo termine, tant'è che la maggior parte dei pazienti con malattie mieloproliferative croniche può essere trattata con idrossiurea/OncoCarbide per l'intera durata di malattia (anni se non decenni).


(21 aprile 2024 - ore 18:15) - Terapia con idrossiurea (onco carbide) per la trombocitemia essenziale

Buonasera a tutti.
Dal 2016 ho una diagnosi di TROMBOCITEMIA ESSENZIALE con mutazione di JAK2. Negli anni le Ptl sono aumentate arrivando a 770 mila/mm3. Negli ultimi 2 anni una riduzione delle stesse che si sono attestate sulle 600 mila/mm3. Addirittura lo scorzo marzo al di sotto di questo valore con un riscontro di 585 mila x mm3.
Assumo aspirinetta dalla diagnosi. Sono microcitemica. Non ho mai avuto problemi tromboembolici o emorragici. Ora al compimento dei 60 anni mi è stato proposto l'ONCOCARBIDE. Capisco le linee guida che pongono questo termine per l'inizio della terapia citoriduttiva, ma mi chiedo perché non tenere conto anche di altri fattori. Il mio indice di rischio è sempre stato zero, nessuna patologia cardiovascolare, non sono ipertesa, sono normopeso, ho uno stile di vita sano (non bevo, non fumo) faccio moderara attività fisica all'aperto. È davvero indispensabile in questo momento iniziare la terapia?
Desidererei sapere, anche da chi sta usando l' Oncocarbide, come è cambiata la sua vita, soprattutto gli effettivi collaterali, le limitazioni che l'assunzione di questo farmaco comporta.
Ringrazio sentitamente tutti per la risposta che vorrete darmi.
(Lucia)


Risposta

Cara Lucia,
nella trombocitemia essenziale il trattamento citoriduttivo (comunemente con idrossisurea/OncoCarbide) è indicato in tutti i pazienti con episodi trombotici pregressi oppure di età superiore ai 60 anni, sebbene possa essere preso in considerazione anche in relazione all'eventuale presenza di altri fattori di rischio trombotico (ipertensione arteriosa, sovrappeso/obesità, dislipidemia, tabagismo, ecc.). Le consiglio di discuterne con il suo ematologo di riferimento per avere maggiori informazioni e chiarire eventuali dubbi.
In merito al profilo di sicurezza dell'idrossiurea/OncoCarbide, si tratta di un farmaco generalmente ben tollerato che può essere assunto cronicamente per lunghi periodi in sicurezza. Tra i possibili effetti avversi più comune ricordiamo:
1) Febbre (<1%): raramente l'idrossiurea può indurre un quadro clinico caratterizzato da febbre elevata, rapidamente reversibile con la sospensione della terapia; quando si produce tale effetto controindica l'impiego del farmaco.
2) Tossicità cutanea (1-10%): in alcuni individui l'idrossiurea può determinare una tossicità cutanea generalmente di entità lieve (secchezza, iperpigmentazione delle unghie, afte del cavo orale) fino a casi più severi e rari con sviluppo di ulcere (spesso nella regione intorno al malleolo); l'idrossiurea può inoltre favorire la comparsa di tumori cutanei (in particolare basaliomi), pertanto si raccomanda di limitare l'esposizione ai raggi solari.


(15 aprile 2024 - ore 00:54) - Giorgia e trombocitemia essenziale

Buonasera a tutti i partecipanti del forum e ai dottori.
La mia vuole essere una testimonianza positiva per chi come me ha la trombocitemia essenziale.
Mi è stata riscontrata all'età di 24 anni, quest'anno ne compirò 48 e sto bene e sono sempre stata bene. Sono stata in cura con l'interferone e solo la prima volta ho avuto la febbre a 38 poi non più. Il giorno dopo aver fatto l'interferone andato pure in palestra!
Ora è da anni che prendo solo l'aspirinetta a giorni alterni e le piastrine sono a tra le 500/540 mila da 7 anni! Visita ed esami sempre negativi. Cammino e corro anche per 20 km al giorno. La mia vuole essere una testimonianza positiva per chi vive nell'ansia o nello sconforto e per tutti gli ematologi che come il mio che mi segue, mi ha regalato una seconda vita!
(Giorgia)


Risposta

Cara Giorgia,
la ringraziamo per la sua preziosa testimonianza. E' senza dubbio di grande aiuto sia alla comunità scientifica che si occupa di malattie mieloproliferative sia ai numerosi frequentatori di questo spazio virtuale.


(14 aprile 2024 - ore 15:27) - Policitemia vera e Daflon

Buongiorno, ci sono controindicazioni nell'assunzione di Daflon nella PV?
Grazie.
(Evaristo)


Risposta

Caro Evaristo,
non sussistono controindicazioni all'uso di Daflon nei pazienti con policitemia vera.


(13 aprile 2024 - ore 00:28) - Policitemia vera e antidepressivo

Salve,
mi è stata diagnosticata la PV e assumo cardioaspirina, soffro di depressione da lunga data e in primavera assumevo Efexor antidepressivo. Mi chiedevo se posso continuare questa terapia o è controindicata.
(Alice)


Risposta

Cara Alice,
non sussistono controindicazioni all'uso di venlafaxina (il principio attivo contenuto nel farmaco Efexor) nei pazienti con policitemia vera.


(11 aprile 2024 - ore 17:56) - Malattie mieloproliferative e ascorbato di potassio con ribosio

Salve, 48 anni JAK2 positivo, politicemia vera in cura con cardioaspirina e salassi.
Volevo sapere se potevo assumere ascorbato di potassio con ribosio come integratore alimentare.
Grazie in anticipo.
(Antonio)


Risposta

Caro Antonio,
non sussistono controindicazioni all'uso di ascorbato di potassio con ribosio nei pazienti con malattie mieloproliferative.


(10 aprile 2024 - ore 18:03) - Iperpotassiemia

Trombocitemia Essenziale JAK2 in terapia con oncocarbide.
Gli ultimi controlli evidenziano un aumento della potassiemia 5,40 mEq/L. I farmaci che riducono l'assorbimento intestinale del potassio penso non siano utili perché la causa è endogena. Cosa fare?
Grazie sempre per la vostra disponibilità.
(Piera)


Risposta

Cara Piera,
l'iperpotassiemia riconosce cause molteplici e, quando correlabile ad una malattia mieloproliferativa cronica, è generalmente secondaria al numero elevato di piastrine e più raramente di globuli bianchi che al momento del prelievo possono liberare una gran quantità di potassio. In questo caso si parla di pseudoiperpotassiemia (o iperpotassiemia falsa) e non necessita trattamento.
Si rivolga al suo medico curante per indagare eventuali altre cause di iperpotassiemia e l'eventuale indicazione a terapie specifiche.


(10 aprile 2024 - ore 17:08) - Informazioni

Bravissimi Ricercatori, sono molte le Fondazionii AIRC e con scopi diversi e, se ho ben capito, voi appartenete alla FONDAZIONE AIRC PER LA RICERCA SUL CANCRO ETS CODICE FISCALE 80051890152 SEDE LEGALE VIALE ISONZO 25 MILANO 20135. Sono nel vero? Se diversamente, per mia morbosa curiosità, gradirei conoscere i dati completi della Fondazione cui appartenete. Non trattandosi di un segreto di Stato, sicuro di un positivo riscontro, vi saluto con tanta gratitudine per la preziosa vostra attività.
(Teofilo)


Risposta

Caro Teofilo,
questo spazio è dedicato all'informazione e all'approfondimento medico. Può trovare tutte le informazioni richieste all'interno del sito dedicato al Progetto MYNERVA.


(8 aprile 2024 - ore 19:26) - Malattie mieloproliferative e integratori

In caso di policitemia vera è consentita l'assunzione di papaya fermentata in un preparato di probiotici? Sono in trattamento con Oncocarbide 2/die.
Grazie.
(Elisa)


Risposta

Cara Elisa,
non sussistono controindicazioni all'uso di preparati a base di papaya fermentata in corso di trattamento con idrossiurea per malattie mieloproliferative.


(8 aprile 2024 - ore 12:34) - Malattie mieloproliferative e INR in corso di terapia con Coumadin

Buongiorno, sono affetto da mielobrifosi faccio trasfusioni ed assumo ruxo.
Nei vostri commenti ci avete detto che i nostri globuli bianchi non sono completamente maturi e siamo esposti maggiormente ad infezioni rispetto alla popolazione normale.
Quello che vi chiedo, anche le piastrine non sono completamente mature e non fanno il loro dovere a pieno? Ve lo chiedo perché ho una valvola metallica al cuore, assumo coumadin ed il mio range INR è inferiore al normale (2/2,5) e ho mediamente piastrine intorno a 50.000.
Mi succede che alcune volte ho lievi sanguinamenti dal naso e l'occhio diventa rosso di sangue e presumo che debba ridurre ulteriormente il range terapeutico con la complicità del mio cardiologo ed ematologo.
Grazie mille anticipatamente.
(Donato)


Risposta

Caro Donato,
nelle malattie mieloproliferative croniche la cellula malata è identificabile in una cellula staminale emopoietica oppure in un precursore molto immaturo che dà successivamente vita (attraverso processi di differenziazione e maturazione) a tutte le cellule mature che si ritrovano nel sangue periferico. Questo significa che, volendo generalizzare e semplificare, tutte le cellule del sangue periferico che derivano dalla cellula staminale malata (leucociti, eritrociti o globuli bianchi, piastrine) si caratterizzando per alterazioni sia qualitative sia funzionali, che che riducono e compromettono la capacità di svolgere i propri compiti fisiologici.
Ciò nonostante non vi è nessuna indicazione a modificare il range terapeutico di INR in funzione di eventuali (e comunque difficili da determinare) alterazioni della funzione piastrinica legate alla malattia ematologica.
Si rivolga al suo medico curante o al suo ematologo di riferimento per avere ulteriori chiarimenti su questo tema.


(5 aprile 2024 - ore 23:08) - Acido folico e policitemia vera

Ho 76 anni e da 14 anni sono in cura per policitemia vera. Dopo l'ultimo esame del sangue con ematocrito 44,6 - piastrine 249 -linfociti 24 il medico mi ha prescritto la folina perchè i folati sono 3,4. Ma la folina non è controindicata nella policitemia?
Grazie di cuore.
(Elisa)


Risposta

Cara Elisa,
l'utilizzo di ferro e altre vitamine con azione stimolante sul midollo osseo (acido folico, vitamina B12) sono generalmente non raccomandate nei pazienti con policitemia vera proprio per la loro azione mielostimolante, se non in casi selezionati sotto stretto controllo ematologico qualora il deficit di ferro o vitaminico determini disturbi clinicamente significativi. Consiglio pertanto di confrontarsi con il suo ematologo di riferimento.


(4 aprile 2024 - ore 21:34) - Ipercolesterolemia in corso di Ruxolitinib

Buongiorno,
sono una donna con policitemia vera in cura con ruxolitinib.
Da quando ho iniziato cura con Ruxolitinib ho visto aumentare il colesterolo (attualmente colesterolo totale 235, colesterolo LDL 166, colesterolo HDL 57 e trigliceridi 62. Normopeso).
La mia domanda è la seguente: questi valori di colesterolo che credo rientrino nel rischio moderato per una persona sana, dovrebbero essere tenuti più bassi per via del rischio cardiovascolare intrinseco a policitemia vera, o non avendo altri fattori di rischio (mai avuto trombi) posso ancora essere accettabili? L'alternativa potrebbero essere le statine o cambio di ruxolitinib?
Ringrazio molto.
(Sara)


Risposta

Cara Sara,
il trattamento con ruxolitinib può determinare in alcuni casi alterazioni dello stato metabolico con aumento del colesterolo e/o dei trigliceridi e incremento ponderale. Si tratta di un effetto indesiderato direttamente correlato al meccanismo d'azione del farmaco che deve essere monitorato ed eventualmente corretto. Pertanto, come per qualsiasi altro fattore di rischio vascolare (ipertensione arteriosa, sovrappeso, iperglicemia, tabagismo), anche l'ipercolesterolemia deve essere controllata dapprima con norme dietetiche (riso rosso fermentato) e di stile di vita, in caso di inefficacia con farmaci specifici (ad esempio statine). Raramente le alterazioni metaboliche associate al trattamento con ruxolitinib ne obbligano l'interruzione.


(4 aprile 2024 - ore 8:44) - Splenomegalia nella trombocitemia essenziale

Salve e grazie per il vostro tempo.
Dopo il vaccino codid a ottobre 2022 mi è stata diagnosticata la TE a seguito di BOM con eco-addome che misura una milza di 10.5cm. A dicembre 2023 eco-addome misura una milza di 14 cm. Segnalo che l'emocromo è rimasto sostanzialmente invariato tranne l'oscillazione delle piastrine e ldh a 265.
La domanda è: l'aumento della milza è correlabile ad una progressione della malattia? Quali sono le terapie per il suo contenimento?
Grazie.
(Emilio)


Risposta

Caro Emilio,
sebbene non particolarmente frequente, la splenomegalia (aumento delle dimensioni della milza) rappresenta una possibile manifestazione clinica della trombocitemia essenziale e non rappresenta di per sé un indice di progressione della malattia, soprattutto se modesta e stabile nel tempo. Il trattamento per il contenimento della splenomegalia viene valutato esclusivamente nei casi in cui l'organomegalia è importante e/o progressiva e/o associata a sintomatologia. Nel caso della trombocitemia, l'unico farmaco utilizzabile è rappresentato dall'idrossiurea (OncoCarbide).


(30 marzo 2024 - ore 23:41) - Prurito e ruxolitinib

Gentilissimi ricercatori,
sono affetto da policitemia vera da circa due anni, il mio sintomo principale è il prurito. Per alleviare tale sintomatologia ho provato di tutto: antistaminici, beta alanina, paroxetina, lampade solari. Sebbene ho notato qualche giovamento il problema non era affatto risolto.
Da circa 15 giorni, consigliato anche dal mio ematologo, sto prendendo ruxolinitib 5 mg per due volte al giorno.
Devo dire che va decisamente meglio in particolare non soffro più del prurito davvero fastidioso post doccia.
Sarei curioso di capire in che modo jakavi dà questo beneficio, alcuni dicono che ha un effetto antinfiammatorio. Possibile?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta e per il vostro operato.


Risposta

Buongiorno,
la patogenesi del prurito nelle malattie mieloproliferative croniche è ad oggi non del tutto chiara; in alcuni casi sembrerebbe determinata dalla proliferazione delle cellule del sangue, ma è verosimilmente correlata allo stato infiammatorio e quindi alla produzione di alcune citochine specifiche.
Il Ruxolitinib, bloccando la via di JAK/STAT e quindi andando a "spegnere" la via dell'infiammazione e la produzione di tutte le citochine precedentemente iperespresse, ha dimostrato di ridurre tutti i sintomi sistemici (sudorazioni notturne, febbre e calo di peso) con l'ottenimento di un ottimo controllo anche sul prurito.


(30 marzo 2024 - ore 14:47) - Variazione dosaggio di oncocarbide

Gentili Dottori, ma e possibile che passando da un dosaggio "esempio" 9cp a sett a 10cp l'hct rimanga stabile mentre le plt aumentano? Tutto il resto nella norma.
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Buongiorno, l'effetto della variazione del dosaggio dell'oncocarbide deve essere valutato dall'ematologo a distanza di tempo in base al quadro clinico e alle terapie concomitanti, in quanto possono determinare variazioni in un singolo emocromo la quantità di liquidi assunti, la carenza di ferro o vitamine o la presenza di infezioni.


(29 marzo 2024 - ore 22:28) - Mielofibrosi

Vorrei sapere se c'è una correlazione tra vaccino covid Astra Zeneca e incidenza tumori del sangue.
Ho 40 anni e mi è stata diagnosticata la mielofibrosi. Le mie piastrine, guardando gli esami del sangue, sono iniziate ad aumentare a pochi mesi dal vaccino. Siete a conoscenza di altri casi?
Grazie.


Risposta

Buongiorno,
non ci sono evidenze che effettuare vaccini per il covid abbia aumentato l'incidenza di malattie mieloproliferative, e tale vaccino indipendentemente dalla marca è consigliato in questi pazienti in quanto invece è dimostrata una diminuzione delle morbidità e mortalità legate al covid.


(29 marzo 2024 - ore 22:24) - Terapie concomitanti

Sono un paziente di 39 anni con mielofibrosi diagnosticata da pochi mesi. Vivo in uno stato di estrema ansia dal momento della diagnosi.
Voglio sapere se ci sono controindicazioni all'uso di alprazolam gocce (7 al mattino e 15 la sera).
Grazie.


Risposta

Buongiorno,
non vi sono controindicazioni all'assunzione di benzodiazepine in assenza di altri farmaci in terapia per la gestione delle malattie mieloproliferative croniche; in caso di assunzione di altri farmaci si consiglia di confrontarsi con il proprio ematologo curante.


(29 marzo 2024 - ore 19:06) - Eritroblasti

Policitemia in trattamento con Oncocarbide, intervalli secondo emocromo, 500 mgr/die.
Dopo un mese di terapia allo emocromo, per la prima volta, risultano 0,4% eritroblasti. Sono in cura da 6 anni. Gli altri parametri nella norma.
(Fabrizio)


Risposta

Buongiorno, gli eritroblasti sono una forma immatura del globuli rossi che può comparire nel corso della storia delle malattie mieloproliferative e deve essere correlata ad altre caratteristiche dell'emocromo e della clinica perché se persistente e accompagnata ad altri segni e sintomi può indicare l'aumento della fibrosi midollare e di conseguenza una probabile evoluzione in mielofibrosi.


(29 marzo 2024 - ore 17:36) - Policitemia Vera e voli aerei

Buongiorno, vorrei sapere se in caso di policitemia vera in trattamento con ruxolitinib e antiaggregante è possibile fare viaggi aerei lunghi. Se si, ci sono particolari accortezze da seguire oppure vanno bene le comuni raccomandazioni (alzarsi spesso, rimanere idratati etc.)?
Grazie di cuore per il supporto che ci fornite da anni.
(Sara)


Risposta

Cara Sara, se la malattia ematologica è ben controllata (terapia antiaggregante, salassi e se indicato citoriduzione) il viaggio aereo non è controindicato e non richiede nessuna profilassi antitrombotica aggiuntiva.


(29 marzo 2024 - ore 16:53) - Besremi

Gentilissimi dottori, ho sentito che il nuovo farmaco Besremi ha dato buonissimi risultati per la cura della Policitemia vera con poche controindicazioni, mi potreste dare, cortesemente, notizie più dettagliate sulla sua applicazione ed il rapporto rischi/benefici?
Grazie.
(Giovanni)


Risposta

Buongiorno, il ropeginterferone (Besremi) è un farmaco che ha dimostrato una buona efficacia sul controllo dei valori del sangue nella policitemia vera, con il vantaggio di avere somministrazioni dilazionate a distanza di tempo.
Lo studio registrativo del Besremi ha inoltre mostrato una riduzione della carica allelica del JAK2, tuttavia è ancora in fase di studio la correlazione di questo dato con l'andamento della malattia, è invece correlato all'efficacia nel controllo dell'ematocrito e della riduzione del rischio trombotico.
Tuttavia Besremi, pur meno delle altre formulazioni con interferone, ha alcuni effetti collaterali che devono essere attentamente valutati, tra cui la sindrome influenzale correlata alla sommministrazione, la slatentizzazione di disturbi autoimmuni e il peggioramento dei disturbi dell'umore.


(29 marzo 2024 - ore 16:34) - Centri Sicilia

Quali sono i migliori centri per la cura delle Policitemia vera in Sicilia?
Grazie.
(Marianna)


Risposta

Cara Marianna, le consigliamo di rivolgersi a centri negli ospedali delle città più grandi, dove solitamente vi è la possibilità di avere a disposizione anche protocolli clinici.


(28 marzo 2024 - ore 11:19) - Protezione solare

Quindi chi prende oncocarbide dovrebbe proteggersi il viso usando un crema solare ad alta protezione tutto l'anno? Essere esposti anche solo 10 minuti sarebbe rischioso, senza protezione?
(Enzo B.)


Risposta

Buongiorno, in considerazione del rischio correlato all'oncocarbide di insorgenza di tumori benigni della pelle si consiglia controllo dermatologico annuale e protezione solare totale, soprattutto per esposizioni prolungate.


(27 marzo 2024 - ore 7:30) - JAK inibitori

Salve e complimenti per questo servizio.
Dal 2021 (dopo il primo vaccino) le mie piastrine hanno visto un progressivo aumento posizionandosi sui 470 con oscillazioni con un max di 600. A gennaio aumento ematocrito a 56.
Sono quatruplo negativo alle genetiche ma la biopsia fa ipotesi di policitemia. Si è parlato di Oncocarbide anche perché sono mthfr eterozigote.
La domanda è: ha senso un inibitore JAK2 se non è mutato?
Grazie in anticipo.
(Giulio)


Risposta

Buongiorno, i JAK inibitori agiscono sulla via di JAK-STAT, una via di segnalazione che risulta costitutivamente attiva in tutti i tipi di neoplasie mieloproliferative croniche, indipendentemente dalla mutazione presente; di conseguenza i JAK inibitori possono essere utilizzati in tutte le forme di Policitemia Vera e Mielofibrosi che abbiano l'indicazione a eseguire il trattamento.


(24 marzo 2024 - ore 18:32) - Categorie di rischio

Gentili Dott. se paziente con pv hct 50 e plt 300 e un pz hct 45 e plt 1 milione under 60, altri valori nella norma, nessun evento trombotico! Tra il primo e secondo in teoria chi rischia di più?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Buongiorno, il rischio trombotico ha una classificazione differente a seconda della patologia. Nella Policitemia Vera due fattori contribuiscono al rischio trombotico, l'età e la storia di eventi trombotici pregressi. A questi nella Trombocitemia Essenziale si aggiunge la mutazione del JAK2.
Lo studio CYTO-PV che ha dimostrato una riduzione del rischio trombotico mantenendo l'ematocrito sotto 45% ha coinvolto pazienti affetti da Policitemia Vera, ma si tende a cercare di mantenere questo target anche nella trombocitemia essenziale che presenta un fenotipo policitemico. Il numero delle piastrine invece in genere non correla col rischio trombotico.


(24 marzo 2024 - ore 13:20) - Perdita di risposta

Buongiorno,
vorrei sapere se è inevitabile che l'efficacia del Ruxolitinib nel controllo della splenomegalia da mielofibrosi si perda col tempo. Se è così, dopo quanti anni?
Gli steroidi sono efficaci nella splenomegalia da mielofibrosi?
Grazie mille, cordiali saluti.
(Livio)


Risposta

Buongiorno,
il Ruxolitinib è un farmaco ottimo per quanto riguarda il controllo della sintomatologia e delle dimensioni della milza nel contesto della Mielofibrosi. La risposta al farmaco è variabile di paziente in paziente, ma in media la durata della risposta è di circa 2 anni. Sono attualmente in studio le cause e i meccanismi alla base di questo fenomeno.
L'utilizzo dello steroide è frequente per il controllo dei sintomi e per migliorare la presenza di eventuali citopenie, ma ha uno scarso effetto sulla splenomegalia.


(23 marzo 2024 - ore 18:16) - Effetti collaterali

Buonasera, ho 79 anni e da 4 anni mi hanno diagnosticato la Policitemia vera.
Gradirei sapere quali sono gli effetti collaterali delle terapie con Oncocarbide, Ruxolitinib e Besremi.
Grazie.
(Marianna)


Risposta

Gli effetti collaterali dell'oncocarbide possono essere acuti (dopo poche esposizioni) e cronici (che compaiono dopo un lungo periodo di assunzione): i primi sono una forma di "allergia" al farmaco e si presentano di solito come delle febbri senza altra sintomatologia nei giorni successivi all'assunzione. In cronico altri effetti sono la tossicità cutanea, le ulcere perimalleolari o orali, disturbi gastrointestinali.
Per quanto riguarda il Ruxolitinib gli effetti collaterali del farmaco sono la riduzione delle piastrine e dei valori di emoglobina, più raramente conta dei neutrofili, e alterazioni dei parametri lipidici.
Nei pazienti che effettuano terapia per lungo tempo possono comparire tumori benigni della pelle, soprattutto nelle aree fotoesposte.
L'interferone di solito può avere come effetti collaterali sintomi influenzali successivi alla somministrazione, slatentizzazione di patologie autoimmuni e disturbi dell'umore.


(22 marzo 2024 - ore 19:09) - Attività fisica

Buonasera,
59 anni, affetto da Trombocitemia Essenziale JAK2 V617F mutata, a basso rischio vascolare in evoluzione policitemica (eritrocitosi, mutazione JAK2 V617F, riduzione eritropoietina sierica), in trattamento antiaggregante con acido acetilsalicilico, persistenza di prurito acquagenico ed eritromelalgia.
L'emocromo del 23/2/24 in visione ha mostrato: leucociti 11.910/mmc, emoglobina 14.2 g/dl, MCV 71 fl, ematocrito 46%, piastrine 562.000/mmc per cui ho fatto un salasso da 350 ml.
Magari non è come penso, però da quella data ho ripreso a fare un po’ di attività fisica, 8 km di passeggiata e corsa per una/due volte la settimana. Già da subito ho notato un discreto miglioramento del prurito mentre l'eritromelalgia è sempre la stessa.
La domanda è: può essere che l'attività all'aperto porti dei benefici?
P.S: scusate se la domanda è banale ma veramente non so più cosa pensare e fare.
Grazie.
(Antonio)


Risposta

Caro Antonio, l'esercizio moderato può contribuire a migliorare la tua salute generale e il benessere quindi è sempre raccomandato tuttavia con alcune accortezze, poiché se porta a sudorazione eccessiva può ridurre la quantità di acqua presente nel sangue e quindi aumentare l'ematocrito (ma basta bere adeguatamente per contrastare questo effetto).
L'eritromelalgia può essere correlata all'aumento dell'ematocrito, per cui si consiglia di effettuare emocromi in caso di peggioramento del sintomo per verificare la necessità di effettuare salassi, che si solito allevia tale sintomo.


(22 marzo 2024 - ore 16:34) - Effetti collaterali oncocarbide

Mio marito domani comincia la cura con oncocarbide per la policitomia vera, volevo chiederle gli effetti collaterali, perdera i capelli?
(Giovanna)


Risposta

Gli effetti collaterali più comuni dell'oncocarbide riguardano la tossicità cutanea (in particolare la comparsa in aree fotoesposte di tumori benigni come i basaliomi, per cui è indicata tutto l'anno protezione solare massima) e la comparsa di afte a livello delle mucose e ulcere a livello dei malleoli; si tratta di effetti collaterali cumulativi, che compaiono prevalentemente dopo un lungo periodo di utilizzo. In casi molto rari può determinare alterazioni degli indici epatici. La perdita dei capelli non rappresenta un effetto collaterale comune.


(20 marzo 2024 - ore 21:27) - Pressione bassa

Buonasera, ho 39 anni e mi è stata diagnosticata la mielofibrosi.
Al momento sono in cura con cardioaspirina perché ho le piastrine alte. Mi sento spesso stanco e ho la pressione bassa oltre ad essere portatore di anemia mediterranea.
Volevo sapere se posso prendere magnesio o se ci sono controindicazioni. Mentre per la pressione bassa cosa posso prendere? Il mio medico di base ha detto che non ci posso fare nulla.
Grazie mille.


Risposta

Buongiorno,
la stanchezza può essere un sintomo legato alla malattia, ma devono essere prima escluse tutte le altre possibili cause. Non vi sono controindicazioni all'assunzione di magnesio, tuttavia è opportuno effettuare un dosaggio tramite analisi del sangue e assumerlo solo in caso di carenza. In genere si sconsiglia l'assunzione di ferro o vitamina B12, a meno che non sia indicato dall'ematologo curante, per il rischio di peggioramento dell'emocromo.
Un metodo naturale per aumentare la pressione è l'assunzione di liquirizia; per i metodi farmacologici si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante per valutare eventuale indicazione.


(19 marzo 2024 - ore 11:51) - Carica allelica

Scusate Dottori, ma se uno vuole ricontrollare la carica alleica JAK2 dopo un anno può farlo? Giusto per curiosità?
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Buongiorno,
la valutazione della carica allelica del JAK2 viene decisa dall'ematologo curante sulla base del tipo di malattia e del tipo di trattamento, in quanto ad oggi non sappiamo con certezza quanto la riduzione della carica allelica possa impattare sulla storia naturale della malattia.


(19 marzo 2024 - ore 8:37) - Diagnosi policitemia vera

Gentili medici, in riferimento alla risposta del 12 marzo alla domanda del sig. Enzo, come può una diagnosi di TE essere compatibile con i salassi? Nel momento in cui l'ematocrito aumenta non sarebbe più corretto parlare di PV? Sono confusa.
Grazie.
(Simona)


Risposta

Cara Simona,
i criteri diagnostici per la policitemia vera e la trombocitemia essenziale, secondo le nuove classificazioni WHO e ICC 2022, prevedono criteri maggiori e minori che oltre a prendere in considerazione i valori dell'emocromo tengono conto anche della presenza delle mutazioni e soprattutto delle caratteristiche della biopsia osteomidollare, fondamentale per fare diagnosi tra le varie forme. In alcuni casi la Trombocitemia Essenziale può presentarsi con ematocrito alto, così come la Policitemia Vera nelle fasi molto precoci può avere piastrine alte e presentarsi quindi come "PV masked".


(18 marzo 2024 - ore 21:44) - Sospensione cardioaspirina

Buonasera, sono una paziente di 41 anni affetta da policitemia con in media 1 milione di piastrine.
Non faccio al momento alcuna terapia citoriduttiva, ma solo cardioaspirina e salassi. Ho fatto l'ultima visita ematologia una settimana fa e l'ematologa ha rimandato l'ipotesi di iniziare la terapia con besremi di otto mesi, data in qui effettuerò la prossima visita, pur avendole portato tutte le analisi richieste per poter iniziare la terapia.
Giorni fa il dentista mi ha consigliato di sentire l'ematologo perché devo effettuare estrazione di un molare e pulizia denti per capire quando sospendere cardioaspirina. Oggi l'ematologo mi ha risposto alla mail nella quale chiedevo rassicurazione e il da farsi, dicendo di interrompere la cardioaspirina 7 giorni prima dell'intervento e da domani iniziare oncocarbide due volte giorno fino al giorno dell'estrazione, ovvero il 5 aprile.
Non ho mai fatto terapia e sono rimasta sconvolta da questa risposta perché non si era mai parlato di questa terapia. È così pericoloso per me effettuare un'estrazione?
(Isabella)


Risposta

Carissima, l'ematologo curante può valutare la sospensione della cardioaspirina sulla base della necessità di effettuare interventi più o meno invasivi. L'introduzione dell'oncocarbide per un lasso di tempo limitato, con lo scopo di avere un miglior controllo dell'emocromo e ridurre il rischio trombotico nel periodo dell'intervento, è un metodo abbastanza comune in pratica clinica.
La valutazione dell'inizio della terapia con Besremi invece viene di solito effettuata sulla base delle caratteristiche del paziente, del controllo dell'ematocrito e delle eventuali comorbidità.


(18 marzo 2024 - ore 14:39) - Cardioaspirina

Cari dottori, se assumo cardiospirina a stomaco pieno è necessario prendere gastroprotettore? Dicono che a lungo andare provoca effetti indesiderati, è vero? E se si quali?
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Caro Enzo, la cardioaspirina (come tutti i farmaci antiinfiammatori non steroidei) può essere gastrolesiva, soprattutto per assunzioni per periodi di tempo prolungati. Si consiglia per questo motivo l'assunzione a stomaco pieno, che mitiga gli effetti, o se non sufficiente l'utilizzo di un protettore gastrico.


(16 marzo 2024 - ore 19:34) - Trial anticorpo anti-CALR

Buonasera ed ancora grazie per il servizio che offrite.
Vorrei porvi una ulteriore domanda in merito allo studio sull'uso di un anticorpo monoclonale verso la calreticulina che a quanto posso avere capito, potrebbe essere una terapia per bloccare la fibrosi. E' già in corso la fase dimstudio sui pazienti? Potete indicarmi in quali centri di ematologia viene fatto e quali sono i criteri di inclusione?
Cordiali saluti.
(Luca)


Risposta

Caro Luca, al momento in Italia non sono ancora attivi protocolli clinici che prevedono il trattamento con anticorpi anti-CALR. Alla loro attivazione verranno comunicati ai centri arruolatori i criteri di inclusione.


(16 marzo 2024 - ore 11:03) - Omega 3

Gentilissimi Professori, volevo chiedere se si può integrare 0mega3 per controllo colesterolo glicemia x 40/50 gg o e sconsigliato!
Affettuosi saluti.
(Enzo)


Risposta

Caro Enzo, non ci sono controindicazioni all'assunzione di omega 3. Si sconsiglia generalmente l'assunzione di ferro o vitamina B12 che costituiscono stimoli per il midollo osseo, e quindi peggiorano l'emocromo.


(15 marzo 2024 - ore 19:02) - Globuli bianchi

Buongiorno.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che ci riservate sempre. Ho TE CALR, assumo 10 oncocarbide a settimana e cardioaspirina.
All'ultimo controllo le piastrine hanno avuto un leggero innalzamento 648, i globuli bianchi sono molto diminuiti 3.50. Volevo chiedervi se c'è qualche cosa che posso fare per aumentare i globuli bianchi, sono sempre stanca ed un po' di affanno.
Grazie.
(Loretta)


Risposta

Cara Loretta, in questa sede non si possono fornire consulenze cliniche per le quali si consiglia di fare riferimento al proprio ematologo.
Il valore dei globuli bianchi può essere influenzato da numerosi fattori, tra cui le infezioni o le carenze vitaminiche o alcuni farmaci, ma l'importante è che il valore dei neutrofili sia superiore a 1000 per essere protetti dalle infezioni.
In genere la riduzione dei globuli bianchi non dà nessun sintomo.


(14 marzo 2024 - ore 10:08) - Effetti collaterali Fedratinib

Buongiorno dottori,
sono in difficoltà: mamma 83 anni con mielofibrosi diagnosticata tre anni fa, JAK2 positiva, conta piastrinica sui 40 mila circa, mai trattata con i nuovi medicinali. Ora dopo radioterapia per ridurre la milza enorme si è palesata tossicità ematologica che ha comportato il ricorso a trasfusioni sia di sangue che piastrine arrivate a 6000, dopo un paio di trasfusioni la conta piastrinica è 10000 e ora l'ematologo propone il Fedratinib!
Dobbiamo decidere, ma è durissimo con una conta piastrinica così bassa, ho il terrore di accelerare anziché tamponare. Perdonate l'esposizione poco tecnica ma non avendo dati sull'incidenza della tossicità sulle piastrine è difficile prendere una decisione.
Grazie se potrete spendere qualche parola.
(Nadia)


Risposta

Cara Nadia,
in questa sede non è possibile fornire consulenze cliniche per cui si rimanda al proprio ematologo curante.
Gli effetti collaterali del Fedratinib sono, come per il Ruxolitinib, anemia, piastrinopenia e aumentato rischio di infezioni, mentre più tipico di questo farmaco sono gli effetti gastrointestinali e la rarissima encefalopatia di Wernicke (per carenza di vitamina B1).
In ogni caso da scheda tecnica, Fedratinib non è raccomandato nei pazienti con una conta piastrinica al basale inferiore a 50.000 e neutrofili inferiori a 1000.


(13 marzo 2024 - ore 12:55) - Carica allelica JAK2

Buongiorno,
la carica allelica JAK2 cambia nel tempo e se sì in quanto tempo?
A fine gennaio ho avuto esito della mutazione di JAK2 pari al 5% e a distanza di meno di un mese, dopo aver ripetuto il test per la conferma dell'esito in un altro ospedale, la carica allelica è salita all'8%. Mi è stato detto che essendo due laboratori di analisi diversi i dati possono cambiare e che questa variazione comunque non ha rilevanza, i due valori in sostanza sono equiparabili. Concordate?
Grazie.
(Anna)


Risposta

Buongiorno,
la carica allelica del JAK2 può variare in base alla qualità del campione, alla metodica di laboratorio utilizzata e alle terapie concomitanti (il Besremi ad esempio ha mostrato una riduzione della carica allelica del JAK2).
Piccole oscillazioni non hanno rilevanza, mentre attualmente è in studio il valore della carica allelica riguardo l'andamento della malattia.


(13 marzo 2024 - ore 10:31) - Infertilità

A proposito della risposta del 28 febbraio a una coppia che chiedeva se fosse il caso di congelare il seme durante uso di ruxolitinib, mi dicono che esistono studi che correlano invece l'uso di idroxiurea a una diminuzione della fertilità maschile. L'interferone potrebbe ridurre la fertilità maschile o si potrebbe pensare a questo farmaco anche per tutelarla?
(Antonella)


Risposta

Cara Antonella, l'oncocarbide è un farmaco in grado di determinare anomalie fetali in quanto passa la barriera placentare. Tale farmaco può inoltre alterare le caratteristiche degli spermatozoi, ma gli effetti si riducono una volta sospeso il farmaco.
L'interferone non altera la fertilità maschile ma è un farmaco con numerosi effetti collaterali. Si consiglia sempre di valutare le eventuali alternative terapeutiche con il proprio ematologo curante.


(13 marzo 2024 - ore 10:03) - Effetti collaterali interferone

Gentili, una domanda: il nuovo interferone pegilato ha ridotto i miei troppi bianchi e le troppe piastrine, eliminato i sintomi, controllato la milza, ma non è intervenuto in maniera significativa proprio sull'ematocrito. In pratica un paio di salassi l'anno li faccio. Così mi è stata aumentata la dose ma ho iniziato a risentirne a livello di umore e ho dovuto prendere degli antidepressivi, pertanto il farmaco sarà sostituito da un altro.
La domanda, più generica, è: perché per gli effetti collaterali di altri farmaci, se riguardano il fisico, si danno altri farmaci (es. antivirali, che gravano un pochino sui reni, e vaccino per antiJAK2 spesso farmaci antiuricemia per idroxiurea) e invece se riguardano la psiche invece si sospende il farmaco? Non è che, per caso gli ematologi sono un po' perdonatemi il termine "riduzionisti"? In altre patologie, come la SM, epatite, melanoma, l'interferone è associato spesso a leggeri ansiolitici, antidepressivi o psicoterapia.
Grazie della risposta.
(Alberta)


Risposta

Cara Alberta,
la flessione del tono dell'umore può essere un effetto collaterale molto importante durante la terapia con interferone, soprattutto nei pazienti predisposti, e non in tutti i pazienti migliora con l'assunzione di antidepressivi. La decisione della prosecuzione/sospensione dell'interferone è a cura dell'ematologo di riferimento, che valuterà il quadro clinico generale, le comorbidità presenti così come la gravità dei sintomi psichici e le alternative terapeutiche.


(12 marzo 2024 - ore 12:19) - Rischio trombotico

Cari professori il target hct sotto 45 vale anche per paziente con TE e Mfibrosi? O per questi ultimi i criteri sono diversi!
E quali sono da 1 a 4 i rischi trombotici per un paziente con PV rispetto a soggetto sano?
(Enzo)


Risposta

Il rischio trombotico nella policitemia vera è generalmente 4 volte più alto che nei soggetti sani. Il fenotipo policitemico nella mielofibrosi ha un maggior rischio trombotico per cui si tende a seguire più strettamente gli score per il rischio trombotico, e quindi a mantenere l'ematocrito sotto 45%.
Per la trombocitemia essenziale si ha comunque un rischio trombotico aumentato, ma mantenere il target sotto 45% viene valutato dall'ematologo curante sulla base del fenotipo di malattia.


(11 marzo 2024 - ore 23:37) - Diagnosi di TE

Salve, ho 26 anni e ho la Trombocitemia essenziale e sono triplo negativo.
Da una radiografia ai denti mi è stata riscontrata la paradontite e ho un'ascesso gengivale. Potrebbe esserci correlazione tra le due cose? Oppure potrebbe essermi stata diagnostica una cosa che in realtà non è, ma è la paradontite che le ha fatte alzare le piastrine?
Ho fatto BOM che mi dicono conferma TE e non ho mutazioni, anche il pannello ngs tutto negativo.
Grazie.
(Francesco)


Risposta

Buongiorno,
i valori piastrinici possono aumentare in presenza di condizioni infiammatorie, ma per effettuare la diagnosi di TE è necessario effettuare anche la BOM, che ad oggi con le nuove linee guida WHO e ICC del 2022, rientra proprio come criterio per la diagnosi. La BOM è inoltre importante e necessaria per poter distinguere tra di loro le varie forme di Neoplasia Mieloproliferativa Cronica che possono presentarsi con piastrinosi, come la trombocitemia essenziale e la Mielofibrosi pre-fibrotica.
Le condizioni infiammatorie non modificano le caratteristiche del midollo tipiche delle neoplasie mieloproliferative croniche, che quindi conducono alla diagnosi.


(10 marzo 2024 - ore 23:35) - Omega 3

Salve, 47 anni politicemia vera JAK2 positivo, in cura con cardioaspirina e salassi. E' controindicato assumere integratori di omega 3 avendo le piastrine alte, in concomitanza con assunzione di cardioaspirina?
(Antonio)


Risposta

Caro Antonio, non vi sono controindicazioni all'assunzione di omega 3. Si sconsiglia invece l'assunzione di ferro e vitamina B12 in quanto determinano l'aumento della proliferazione midollare e peggiorano quindi i valori dell'emocromo.


(10 marzo 2024 - ore 11:06) - Vaccino CALR

Gentilissimi, cosa potete dirci dello studio la cui prima fase è conclusa a gennaio "Vaccino a base di peptide CALR mutante in pazienti con neoplasia mieloproliferativa CALR mutata"; in Italia ci sono studi in fase sperimentale?
Grazie.
(Maria)


Risposta

Cara Maria, i dati riguardanti il trial (disponibile sono negli USA) che sperimenta la sicurezza di vaccini a base di peptidi/antigeni CALR sono estremamente preliminari, mentre il trial che ne valuta l'efficacia è ancora in corso.
Si tratta di studi di fase I che al momento prevedono l'arruolamento solo di pochi pazienti, e siamo quindi in attesa di dati più consistenti, per cui potrebbero essere necessari alcuni anni, per valutare sicurezza ed efficacia.


(10 marzo 2024 - ore 8:51) - Terapie PV

Cari dottori da quanti anni idrossiurea e usato per le nmp e che differenza c'è tra idrossiurea busulfano e pipobramano, che so che è stato ritirato. Scusate curiosità.
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Buongiorno, l'idrossiurea è ormai utilizzata nella policitemia vera dagli anni '70. Idrossiurea, Busulfano e Pipobromano sono farmaci citoriduttivi (sebbene agiscano con meccanismi diversi), ed è stato dimostrato il rischio da parte del Pipobromano di causare l'insorgenza di leucemia acuta, motivo per cui è stato sospeso.


(9 marzo 2024 - ore 11:46) - Target ematocrito

Cari professori perché chi ha pv deve tenere assolutamente HCT sotto 45? E quindi noi con pv hct più basso e 40 41 e meglio è o può andare un 44.5 45?
Scusate l'ingnoranza!
(Enzo B.)


Risposta

Il target di ematocrito del 45% è attualmente adottato in pratica clinica alla luce di un importante studio multicentrico e randomizzato (CYTO-PV), che evidenzia in questi casi una significativa riduzione dei tassi di trombosi maggiori.
Oltre l'ematocrito ci sono da considerare altri elementi che potrebbero favorire ulteriormente l'evento trombotico, come l'età, aver già avuto un episodio trombotico, i fattori di rischio cardiovascolare, il numero dei globuli bianchi o parametri molecolari.


(9 marzo 2024 - ore 11:22) - Interferone peghilato

Gentilissimi per risposta su e.c besremi del 4/3 scorso; segnalo al proposito che da avvio terapia con controllo piastrine, mai superiore al milione, ho riscontrato frequentemente al controllo emocromo aggregati piastrinici, riscontro sempre assente anche con max di numero di quasi 1,7 mil.
Quanto alla scialorrea più spesso mucosa, si manifesta tra seconda/terza settimana dopo la somministrazione.
Chiedo se potete indicare le regioni che hanno importato interferone non peghilato. Dal 2019 infatti, approvvigionarsi di questo farmaco (storico), ben documentato quanto a efficacia ed effetti collaterali, è divenuta una ODISSEA, deduco perché non rende più, ma che a differenza di altri farmaci non può essere acquistato all'estero// preciso che anagrelide in Italia viene dispensato in capsule a rilascio controllato, all'estero la mordic lo produce in comprese allo stesso dosaggio, basta pagarlo dunque, ma per interfererone non esiste la possibilità di acquistarlo.
Attendo Vostra informazione, sulle regioni che offrono il farmaco non peghilato, grazie.
(Maria)


Risposta

Cara Maria, le consigliamo di far presente i sintomi al proprio ematologo curante.
Le forme di interferone non pegilato sono progressivamente sostituite (sia per indicazioni ematologiche che non ematologiche) dalle forme pegilate, più tollerabili e potenzialmente più efficaci. Il farmaco è disponibile in tutte le regioni, con quantitativi che dipendono dal rifornimento del singolo presidio.


(8 marzo 2024 - ore 18:08) - CAR-T

Buonasera, volevo sapere se la terapia con Car-t è stata mai utilizzata per la cura della mielofibrosi e se ci sono evidenze.
Altra domanda: sono in studio terapie per bloccare la fibrosi? Ho letto di una sperimentazione con anticorpi monoclonali anti Calr.
Grazie.
(Paola)


Risposta

Buongiorno, le CAR-T al momento non sono una terapia in studio per le neoplasie mieloproliferative croniche, sia perché per le caratteristiche della malattia stessa non porterebbero giovamento, sia perché sono un tipo di terapia che ha numerose e pericolose complicanze, e che quindi viene utilizzata solo nel linfomi aggressivi e nelle leucemie acute.
Al momento sono invece in studio numerose molecole che mirano a ridurre anche il grado di fibrosi, tra cui è al momento in studio un anticorpo monoclonale che ha come target appunto la calreticulina, di cui bisognerà valutare efficacia e tossicità, e che quindi è al momento disponibile solo nel contesto di trial clinici.


(7 marzo 2024 - ore 20:05) - Wild type

Buona sera, ho eseguito l'esame per la mutazione del gene CALR per sospetta Sindrome Mieloproliferativa Cronica. Nel risultato c'è scritto che l'analisi globale dell'esone 9 del gene CALR ha documentato un assetto Wild-Type. Vorrei pertanto sapere se l'esame è positivo o negativo.
Vi ringrazio.
(Alex)


Risposta

Buongiorno, un gene wild type è un gene che non ha subito una mutazione, quindi è normale. L'esame è pertanto negativo.


(6 marzo 2024 - ore 18:36) - Stress ossidativo

Gentili dottori, sono Claudio a cui avete appena dato risposta su: (2 marzo 2024 - ore 19:42) - Infiammazione e trapianto
Ancora un gentile chiarimento da parte vostra.
Su uno degli articoli pubblicati sul vostro sito, nell’Archivio si parla invece di "Stress Ossidativo": Agosto 2022: "La risposta al danno ossidativo correla con le mutazioni driver e con la prognosi dei pazienti con mielofibrosi".
Si dice, tra le altre cose, che lo stress ossidativo è stato studiato in un'ampia varietà di tumori e neoplasie ematologiche. Inoltre che negli ultimi anni è emerso il ruolo sempre più importante dello stress ossidativo in numerose patologie, soprattutto di origine infiammatoria.
Il mantenimento dell'equilibrio fisiologico tra fattori pro-ossidanti e antiossidanti è fondamentale per il corretto funzionamento cellulare e la perdita di tale equilibrio è chiamata stress ossidativo.
In altri articoli su internet, sempre a proposito dello stress ossidativo, si dice anche dell'importanza di evitare tutte quelle condizioni che portano alla formazione di radicali liberi, come: eccessiva esposizione ai raggi solari, stress fisici (ad esempio over-training sportivo) e psichici, alimentazione non equilibrata (troppi grassi, alimenti raffinati, troppi zuccheri e alcool in eccesso), fumo, esposizione a fonti di inquinamento ambientale ed elettromagnetico, attacco da parte di virus e batteri, etc..
Laddove si parla anche di stress "psichici", come possibili cause scatenanti dello stress ossidativo, non si intendono quindi anche di situazioni di ansia/tensione/stress psicologico, protratti negli anni?
Grazie sempre.
(Claudio)


Risposta

Lo stress ossidativo ha certamente un ruolo nella prognosi delle malattie in generale, e nelle neoplasie mieloproliferative in particolare, con i meccanismi spiegati nella risposta a cui fa riferimento. Tuttavia, sebbene lo stress psicologico possa certamente alterare la bilancia ossidativa, così come l'alimentazione, i farmaci, lo stile di vita... ecc., come precedentemente detto, non ci sono evidenze in letteratura che lo stato emotivo, compreso lo stress prolungato, possa determinare l'insorgenza di neoplasie mieloproliferative croniche.


(6 marzo 2024 - ore 16:37) - Dieta

Buonasera, ho 40 anni e da poco, mediante BOM, mi è stata posta diagnosi di mielofibrosi prefibrotica a basso rischio. Per l'aumento delle PLT 623.000 sto assumendo cardioaspirina. Unici sintomi presenti sono stanchezza e pressione bassa.
Il dietologo mi ha consigliato una dieta antinfiammatoria a base di frutta, verdura, legumi. Inoltre dovrei evitare alcool, zucchero, sale e carne rossa.
Vi chiedo cortesemente se data la pressione bassa potrebbe essere rischioso eliminare il sale ed eventualmente esistono farmaci per aumentare la pressione? Per la vostra esperienza è utile questo tipo di dieta per controllare l'infiammazione in questa malattia?
Grazie per il supporto che ci date.
(Luca)


Risposta

Caro Luca, avere una dieta varia con pochi zuccheri, sale e carne rossa (che non significa eliminarli dalla dieta, ma limitarne il consumo) ha un effetto benefico per tutti gli individui, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e tumori. Ad oggi non esistono evidenze che la dieta possa modificare l'andamento delle neoplasie mieloproliferative croniche, si suggerisce in ogni caso a tutti i pazienti uno stile di vita salutare con assunzione abbondante di liquidi (almeno 2 L al giorno), controllo dei fattori di rischio cardiovascolare e attività fisica.
Per il controllo della pressione le consigliamo di rivolgersi al suo medico curante.


(6 marzo 2024 - ore 15:38) - Caratteristiche megacariociti

Cari professori, che significa megacariociti polimorfi aumentati riuniti in cluster cd34:1% rari cluster cd117:1-2% e compatibile con una TE PV o mlf?
Se potete rispondere grazie sempre.
(Enzo)


Risposta

Buongiorno, la biopsia osteomidollare è un esame fondamentale per la diagnosi delle neoplasie mieloproliferative croniche, in particolare per definirne il sottotipo ed evidenziare caratteristiche che ne determinano la prognosi. La morfologia dei megacariociti (cellule che producono le piastrine) può infatti permettere di differenziare tra la Trombocitemia Essenziale (dove sono polimorfi e aumentati di numero, ma di aspetto normale) e la Mielofibrosi Prefibrotica (dove invece hanno aspetto anomalo e sono spesso raggruppati tra loro). Il numero delle CD34 indica la percentuale di cellule immature nel midollo.


(6 marzo 2024 - ore 9:42) - Piastrinosi

Buongiorno dottori e grazie delle vostre risposte.
Volevo chiedere un informazione.
A mia moglie, 55 anni, asintomatica, in seguito ad analisi di routine è stato riscontrato un numero alto di piastrine ad ottobre 2023, 950.000 piastrine. Andando a vedere analisi del sangue del passato, abbiamo visto che 2 anni fa le piastrine era a 450 mila.
Siamo andati ad un centro ematologico a Roma, dove hanno iniziato con le analisi per verificare la presenza di mutazione e nel frattempo le hanno dato di assumere 1 pasticca di cardioaspirina ogni giorno. La loro diagnosi è sospetta Trombocitemia.
A febbraio 2024 è stata scoperta la mutazione CARL 2. Nel frattempo le piastrine da ottobre 2023 a febbraio 2024 sono aumentate a 1 milione e 350 mila.
Le è stata sospesa l'assunzione della cardioaspirina e abbiamo fatto la BOM di cui stiamo aspettando la risposta.
Abbiamo fatto anche ecografia addome ed è risultato tutto nella norma. Gli altri valori dell'ultima analisi, a parte le piastrine, ha rilevato i valori nella norma a parte per i linfociti a 43,4, mentre il range massimo era 40.0.
A questo punto, speriamo che dal risultato della BOM risulti Trombocitemia e non Mielofibrosi primaria.
La domanda è: il fatto che le piastrine negli ultimi mesi siano cresciute cosi rapidamente, è una cosa che comunque si verifica nelle Trombocitemie, o potrebbe essere indice di altro?
Grazie.
(Claudio)


Risposta

Caro Claudio, il valore piastrinico oscilla normalmente anche nei soggetti sani in risposta ad alcuni stimoli dell'organismo, tra cui le infezioni, le infiammazioni o la carenza di ferro, e non correla con l'andamento della malattia. E' frequente nei soggetti con mutazione CALR tipo 2 riscontrare valori piastrinici molto alti, per cui può rendersi necessario a scopo precauzionale sospendere l'aspirina per ridurre il rischio di sanguinamento.


(6 marzo 2024 - ore 00:17) - Multivitaminici

Buonasera,
vorrei chiedere se con la TE sia controindicato assumere dei multivitaminici. Non mangio frutta e verdura e stavo pensando che potrebbe essermi utile. Cosa mi consigliate?
Grazie!
(Rita)


Risposta

Cara Rita, nei pazienti affetti da malattie mieloproliferative croniche in genere è sconsigliato assumere integratori che contengono ferro e vitamina B12, in quanto queste sostanze determinano un aumento della proliferazione delle cellule del sangue e di conseguenza un peggioramento dei valori ematici.
Si possono assumere integratori contenenti altre sostanze, sempre verificando eventuali interazioni con i farmaci concomitanti, ma che in ogni caso non sostituiscono i benefici sulla dieta dell'assunzione di frutta e verdura.


(5 marzo 2024 - ore 21:23) - Effetti collaterali interferone

Buonasera, sono donna di 36 anni con una diagnosi di mielofibrosi prefibrotica JAK positiva, con evento trombotico risalente a 3 anni fa.
Dopo un primo approccio con oncocarbide sono passata da un anno all'uso di interferone peghilato sia per l'età sia per un desiderio di maternità. I valori delle piastrine ora sono ottimi ma mi preoccupa che negli ultimi mesi l'ematocrito è 48 e le transaminasi molto alte. Può essere un segno che inizio a non tollerare il pegasys?
Grazie.


Risposta

Buongiorno, la terapia con Pegasys in alcuni casi può determinare aumento delle transaminasi. In questi casi, in base ai valori degli enzimi epatici e al controllo dell'emocromo, può essere valutata una temporanea sospensione del farmaco o modulazione di dose, per la quale le consigliamo di rivolgersi al suo ematologo di riferimento.
Si raccomanda di assumere almeno 2 L di liquidi al giorno per un miglior controllo dell'ematocrito e di controllare tutti i fattori di rischio cardiovascolare (fumo, sovrappeso, diabete, dislipidemia).


(5 marzo 2024 - ore 12:29) - Effetti collaterali idrossiurea

Carissimi Professori alcuni "sapientoni" affermano che l'idrossiurea danneggi fegato e milza! Voi che conoscete la materia mi potete tranquillizzare?
Scusate le troppe domande! Io non cambierei.
(Enzo B.)


Risposta

Buongiorno,
gli effetti collaterali più comuni dell'oncocarbide riguardano la tossicità cutanea (in particolare la comparsa in aree fotoesposte di tumori benigni come i basaliomi, per cui è indicata tutto l'anno protezione solare massima) e la comparsa di afte a livello delle mucose e ulcere a livello dei malleoli; si tratta di effetti collaterali cumulativi, che compaiono prevalentemente dopo un lungo periodo di utilizzo.
In alcuni casi l'utilizzo di oncocarbide può ridurre di qualche cm le dimensioni della milza in chi presenta splenomegalia. In casi molto rari può determinare alterazioni degli indici epatici.


(5 marzo 2024 - ore 9:49) - Controlli

Gent.mi Prof.ri, da un anno con pv, ultimi 5 mesi 9cp/Onco. Ultimo emocromo: Ht 44.5, hgb.14.8, plt 360, rbc 4.05, wbc.5.60. Si puo stare tranquilli sino prossimo.controllo fra 2 mesi?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Caro Enzo,
in questa sede non si possono fornire consulenze cliniche, per cui la rimandiamo al suo ematologo curante di riferimento. La frequenza dei controlli viene decisa in base al tipo di patologia, alla situazione clinica, alle comorbidità e al tipo di trattamento.


(4 marzo 2024 - ore 20:18) - Prurito

Buongiorno, da circa 10 anni affetto da PV, 63 anni. In cura con cardioaspirina e zirolic, in media 5 salassi annuali con splenomegalia 16 cm.
Fino al mese scorso il tutto asintomatico ed è per questo motivo che ho deciso di rifiutare, o meglio posticipare l'inizio della terapia citoriduttiva che mi è stata proposta al compimento dei sessant'anni, da circa un mese però ho un leggero prurito sulle spalle e sulle braccia.
Volevo chiedere se potrebbe aver inciso alla comparsa di questo sintomo l'uso frequente dei voli, anche superiori alle 3 ore consecutive, che in questo periodo ho dovuto effettuare? In base alla vostra esperienza questo fastidio potrebbe scemare senza ricorrere ai farmaci o dovrò obbligatoriamente iniziare la cura con oncocarbide?
Vi ringrazio tantissimo per la cortese attenzione con cui trattate le nostre richieste.
Cordiali saluti.
(Massimo)


Risposta

Caro Massimo,
il prurito, soprattutto acquagenico (successivo al contatto con l'acqua), può essere un sintomo delle malattie mieloproliferative croniche. Volare frequentemente non è correlato alla comparsa di prurito, così come il controllo dell'emocromo, dato che il prurito si manifesta indipendentemente dal controllo della malattia, con un andamento non prevedibile. In alcuni casi l'oncocarbide può ridurre il prurito; altri farmaci che possono essere utilizzati sono gli antistaminici, antidepressivi o in alternativa il ruxolitinib.


(4 marzo 2024 - ore 17:58) - Effetti collaterali Besremi

Tra effetti collaterali del Besremi avete segnalazioni dei seguenti?
1) aggregati piastrinici
2) scialorrea
Si trova sul mercato estero interferone alfa 2 b NON peghilato, la carenza è rientrata?
Grazie.
(Maria)


Risposta

Cara Maria,
gli effetti collaterali più comuni del Besremi riguardano la sindrome influenzale correlata alla somministrazione, slatentizzazione di patologie autoimmuni e disturbi dell'umore. Al momento non sono riportati in letteratura aggregati piastrinici o scialorrea.
Al momento inoltre in alcune regioni è possibile trovare Interferone non peghilato.


(2 marzo 2024 - ore 19:42) - Infiammazione e trapianto

Gentili dottori,
grazie per la competenza e l'empatia che sempre fornite nelle vostre risposte.
Volevo chiedervi 2 chiarimenti:
Ho letto riguardo le malattie mieloproliferative croniche, che nuovi studi indirizzano tra le cause scatenanti, anche l'infiammazione e la disimmunità, ovvero un'alterazione delle funzioni del sistema immunitario. Quando si parla di "infiammazione" delle cellule, si potrebbe intendere anche come cause scatenanti, situazioni di forte tensione, forte ansia\nervosismo, insomma una condizione di malessere emotivo, protratta negli anni?
Quando si dice che il trapianto è l'unico trattamento che può curare la malattia ma che purtroppo ne può beneficiare solo un numero ridotto di pazienti, cosa si intende esattamente?
Che sono pochi i donatori di midollo? Oppure che è difficile trovare la compatibilità con il donatore? Oppure perché sono pochi coloro che in base ad età e condizioni fisiche, ne possono beneficiare?
Grazie.
(Claudio)


Risposta

Caro Claudio, l'infiammazione a cui si fa riferimento riguardo la patogenesi delle malattie mieloproliferative croniche indica uno stato di "stress" cellulare determinato dalla produzione di citochine della risposta infiammatoria che sono sia prodotto della malattia stessa, sia contribuiscono al progredire della malattia. Lo stato emotivo, compreso lo stress prolungato, ad oggi non ha dimostrato di essere un fattore che può causare queste patologie e quindi non è correlato.
Il trapianto di midollo osseo ad oggi è l'unica terapia curativa, ma d'altra parte è una procedura con molti rischi e con una alta mortalità correlata alla procedura, che si riserva a pazienti con malattie avanzate e ridotta sopravvivenza ma in condizioni generali tali da poter affrontare tale procedura.


(1 marzo 2024 - ore 10:53) - Centri Mielofibrosi

Buongiorno.
Mio marito, 54 anni, è affetto da mielofibrosi. 15 anni fa gli fu diagnostica la trombocitenia, anni dopo si tramuta in mielofibrosi in stato pre-fibriotico, oggi in mielofibrosi.
L'ultima visita ha destato una certa preoccupazione in quanto il valore dell'emoglobina è arrivato a 11, c'è stato un ingrossamento repentino della milza e del fegato. Mio marito non ha il JAK2 modificato.
Al momento prende aspirinetta e acido folico. La malattia probabilmente sta evolvendo. Ci sentiamo persi. Vorremmo gentilmente un consiglio su un centro specializzato sulla mielifobrosi o a chi rivolgerci per avere un ulteriore consulto, nonostante siamo estremamente grati ai medici che stanno seguendo mio marito.
Viviamo a Bari. Grazie.
(Silvia D.)


Risposta

Gentilissima, in questa sede non si possono effettuare consulenze cliniche. In qualsiasi centro di Ematologia vi sono specialisti che si occupano di Mielofibrosi; centri di riferimento in Italia sono Roma, Firenze, Bergamo, Milano e Pavia.


(28 febbraio 2024 - ore 17:27) - Mielofibrosi e rischio infettivo

Buongiorno.
Sono oramai 10 anni che frequento questo sito e ho chiesto varie volte informazioni che mi sono sempre state utili. Ora vorrei lasciare un commento sulla esperienza di un mio famigliare affetto da mielofibrosi almeno da 10 anni, diciamo che è un mio modo per ringraziare tutti i medici che gentilmente mi hanno aiutato con le loro risposte. E dare una speranza ai pazienti. Penso che la sua storia abbia dello straordinario anche leggendo qualche dato clinico che darò. E questo stando in Italia.
La malattia si è presentata all'inizio con un quadro di trombocitemia e dai 40 ai 50 anni non ha mai dato segni particolari oltre che un aumento di piastrine e lento aumento della ldh. Le piastrine sono arrivate a 2 milioni, mai trattata se non con la mitica aspirinetta. Poi dopo i 50 sono emersi i primi blasti, la milza ha cominciato a crescere e siamo passati al ruxo che ha fatto il suo dovere fino per circa 7 anni prima di perdere efficacia. Il paziente arrivò ad avere una milza molto grossa, parametri del sangue sballati, ora li scriverò, gli fu proposto un trapianto ma fu rifiutato perché vista l'età, visto la mancanza di un donatore completamente compatibile, la scelta di levare la milza, il trapianto era ad alto rischio.
Siamo riusciti a entrare in un protocollo sperimentale in una ematologia non cosi decantata a livello italiano, in Italia, quasi per il rotto della cuffia visto i parametri del sangue che erano al pelo dei criteri di accettazione. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un bravo professore, giovane, di grandissimo spessore umano, molto competente. La cura il primo mese richiedette una sola minima trasfusione ma dopo un mese circa cominciò a funzionare con risultati che sono stati oggetto di pubblicazioni su riviste scientifiche importanti. Ora illustro i parametri della malattia prima della cura (ovvero di come il mio famigliare arrivò nella nuova ematologia) e dopo circa 6-7 mesi.
Arrivò a inizio cura con questi parametri (circa):
cura in corso ruxo
piastrine 25 mila
globuli bianchi 70 mila
emoglonina 7.5
percentuale blasti 9-11 per cento
milza gigantesca, sui 30 cm diametro massimo
fibrosi midollare ..+++ si era oramai con le trabecole osse deformate e segni di osteosclerosi
ldh tra i 2500 e 3000.
Fin da subito inzio cura i parametri del sangue sono migliorati e dopo un anno erano questi. Attenzione!!!
globuli bianchi restano alti...non sono mai calati, sempre sui 60--90 mila
blasti sempre tra 1 e 7 al massimo ma spesso sui 2-3
anemia risolta quasi emoglobina a 12-12.5!!!
piastrine 150-300 mila normali!!!
Ora i risultati clamorosi:
milza da 32 circa a 9 cm circa di diametro massimo ovvero normale
fibrosi molto migliorata solo un + o in altri punti di prelievo normale
ldh drammaticamente ridotta.
Durante la cura mai avuto un problema, nulla, né vomito, ne febbre, mai preso un antibiotico. Solo problemi non seri di stomaco risolto coi protettori gastrici per il numero elevato delle pastiglie e per malattie concomitanti tuttaltro che gravi.
La cura era un antibet + un antijak.
E' durata con ottimi risultati per più di un anno, poi ha cominciato a lavorare meno. Diciamo che poi, dopo più di un anno sembrava essere tornati indietro di tanti anni, quasi nella fase florida della mielofibrosi. 700 mila piastrine, 100 mila globuli bianchi, reticolociti tantissimi per cui si è introdotto per periodi limitati altro farmaco per affiancare la cura. Emoglobina comunque buona, sempre sui 12.
Arriviamo a qualche mese fa, il mio famigliare ha un po di mal di pancia.
Probabilmente più di uno trascurano questo mal di pancia che alla fine si trasforma in una peritonite, porta il mio famigliare in terapia intensiva dove viene a mancare dopo gravi sofferenze fisiche e sopratutto mentali, in un ambiente dove non sempre ho visto quella cosi decantata ed esaltata umanità.
Abbiamo temuto per tanti anni la leucemia, visto il numero elevato di blasti, alla fine è stata una banale infezione intestinale probabilmente trascurata a portare via il mio famigliare.
Non abbiamo mai pensato al rischio di infezione, anche se leggendo le statistiche, le infezioni sono una causa di morte nella mielofibrosi ben più alta delle leucemie.
In tutti questi anni ho incontrato medici di tutti i tipi, dai luminari famosissmi e di grande umanità ai medici sconosciuti e non cosi affabili, da quelli arroganti a quelli di una generosità incredibile, da quelli impreparati (si dice sempre che noi non medici non dobbiamo guardare internet ma spesso si trovano studi sceintifici e informazioni che non tutti i medici conoscono, anche da siti istituzionali o da riviste scientifiche tipo blood etc) a quelli con una competenza e una analisi logica tipica di ben altre discipline. Ma forse è normale così, i medici provengono dalla società e si portano a dietro le differenze di questa società, ho visto persone piangere per il mio famigliare quando è mancato nel reparto e che ricorderò per sempre con affetto e persone per cui questo era nulla, solo un posto letto da non tenere per troppo tempo occupato.
Ho scritto questo per ringraziare voi medici, molto spesso nelle vostre risposte ho visto umanità, affetto che hanno riempito il cuore. E per dare speranza a tutti quei pazienti di cui conosco le paure e i tormenti tipici. Farmaci ce ne sono tantissimi in studio, bisogna saper resistere. Resistere. Resistere.
(Walter)


Risposta

Buon pomeriggio Walter,
la ringrazio per aver raccontato l'esperienza del suo familiare, sicuramente potrà essere di aiuto per coloro che leggono. Di quello che ha raccontato mi preme sottolineare qualche punto in modo che possa rimanere impresso a tutti i lettori:
1. La Trombocitemia Essenziale fa parte delle Neoplasie Mieloproliferative Croniche ed ha appunto un andamento cronico. Nella maggior parte dei casi necessita solo di monitoraggio e solo molto raramente evolve in mielofibrosi come in questo caso. A quel punto, una volta evoluta in mielofibrosi, ci si approccia alla patologia allo stesso modo di una forma di mielofibrosi de novo (ossia una mielofibrosi non preceduta da una Policitemia Vera o da una Trombocitemia Essenziale).
2. Il Ruxolitinib è un farmaco che ha un'enorme efficacia nel ridurre il carico sintomatologico associato alla patologia, in particolare riduce il volume della milza e allevia i sintomi come il prurito acquagenico e le sudorazioni notturne. Allo stesso tempo, avendo un'importante azione immunosoppressiva, espone ad un rischio infettivo non trascurabile. Inoltre è normale che anche dopo tanti anni dall'avvio della terapia con Ruxolitinib, si perda la risposta al farmaco.
3. Il rischio infettivo in questo tipo di patologie è aumentato rispetto alla popolazione generale. I globuli bianchi che il paziente ha non sono tutti globuli bianchi sani e soprattutto non sono tutti globuli bianchi maturi e quindi pienamente funzionanti. Per questo, soprattutto nelle fasi avanzate di malattia, in cui la quota di globuli bianchi funzionanti è ulteriormente ridotta, non sono rare le infezioni. A maggior ragione se il paziente è in cura con farmaci immunosoppressori.
Cordiali saluti.


(28 febbraio 2024 - ore 10:18) - Ruxolitinib e fertilità

Buongiorno, il mio compagno (33 anni) ha la policitemia x sta per cambiare cura e da interferone, a causa di splenomegalia, passerà a breve al Jackavi.
Siamo una coppia giovane (io 36) e abbiamo gia perso un bimbo non nato e volevamo riprovare (a questo punto subito, inizierà tra un mese). So che non ci sono studi sulla fertilità dell'uomo per questo farmaco, ma il nsostro medico ci ha consigliato di congelare il seme in quanto può essere pericoloso per il feto.
Domanda: puo provocare infertilita per sempre oppure al momento di interruzione della terapia (in caso acccadesse) tutto tornerebbe normale?
Grazie.
(Pietra)


Risposta

Buon pomeriggio Pietra,
al momento non esistono dati sugli effetti di ruxolitinib sulla fertilità nell’uomo. Negli studi sugli animali non sono stati osservati effetti sulla fertilità.
Proprio per la mancanza di dati non sappiamo se provochi infertilità e soprattutto se la provochi per sempre come lei ha chiesto. Si consiglia dunque di congelare il seme, così come le ha suggerito il suo medico. Inoltre la terapia con Ruxolitinib è una terapia da assumere in cronico e solo raramente si arriva a sospenderla, tendenzialmente quando il farmaco non ha più funzione.
Cordiali saluti.


(27 febbraio 2024 - ore 18:55) - MNP-U

Buongiorno,
mi è stata diagnosticata una Neoplasia non identificata. Il campanello di allarme è arrivato da piastrine intorno ai 600.000. Dalle prime analisi sono risultato positivo al JAK2 e dalla BOM è venuto fuori un referto che parlava di compatibilità del quadro con mielofibrosi e grado di fibrosi pari a 0.
Non mi è stata diagnosticata mielofibrosi pre-fibriotica ma la diagnosi è stata di neoplasia inclassificabile (o qualcosa del genere). La mia milza sembra stabile e sono asintomatico.
Vorrei avere qualche qualche delucidazione in più, una descrizione del mio stato se possibile. Ve ne sarei molto grato.
(Antonio)


Risposta

Buon pomeriggio,
purtroppo non è possibile fornire consulenze ematologiche di questo tipo in questa sede, non avendo a disposizione la sua storia clinica, la sua BOM, le caratteristiche molecolari della malattia e il percorso che ha condotto a questo tipo di diagnosi. Per quanto riguarda la diagnosi di cui parlava di "mielofibrosi e grado di fibrosi pari a 0" non esiste una forma di mielofibrosi che abbia una fibrosi 0, essendo la fibrosi midollare > o uguale a 2 un criterio diagnostico di mielofibrosi.
Cordiali saluti.


(27 febbraio 2024 - ore 17:49) - Progesterone in MF

Buon pomeriggio,
quanto può influire la necessità di utilizzare progesterone sulla mielofibrosi idiopatica?
(Daniela)


Risposta

Buon pomeriggio,
il progesterone non ha nessuna controindicazione ad essere utilizzato in pazienti affetti da Mielofibrosi. Anzi, in caso di necessità di terapia anticoncezionale o comunque di terapia ormonale per problematiche di stampo ginecologico, noi consigliamo sempre terapia con il solo progestinico (in assenza di estrogeni che hanno un'azione protrombotica).
Cordiali saluti.


(27 febbraio 2024 - ore 15:47) - Ferro e vitamina B12 in PV

Quindi acido folico e come ferro. Se assunti c'è profilerazione rbc plt e dunque incremento HCT? Grazie non lo sapevo e ho assunto folina quando non era necessario!
Grazie per i consigli.
(Enzo B.)


Risposta

Esatto, in generale l'indicazione a effettuare terapia di reintegro vitaminico e con ferro deve essere data dall'ematologo in caso di stretta necessità e per brevi periodi.
Cordiali saluti.


(27 febbraio 2024 - ore 10:59) - Assetto lipidico e PV

Carissimi, il mio ematologo per colesterolo un po' alto mi ha prescritto armolipid plus, si può assumere tranquillamente o interferisce con la terapia?
Grazie un abbraccio.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio,
non conosco esattamente la terapia da lei assunta nel complesso, ma il farmaco può essere assunto e non ha interazioni con oncocarbide.
Cordiali saluti.


(27 febbraio 2024 - ore 7:24) - Ortodermina per aftosi orale

Quando ero in trattamento con Oncocarbide soffrivo di dolorosissime afte del cavo orale. Oltre ai collutori e alle applicazioni di aloe o cortisone topico trovavo beneficio, prima dei pasti, nell'applicare una piccola dose di Ortodermina sulle afte: contiene lidocaina, che permette per qualche minuto di masticare senza provare dolore da attrito del cibo, anestetizzando le afte. La consiglio vivamente. Cordiali saluti.
(Enrico)


Risposta

Buon pomeriggio Enrico,
anche questa strategia può essere molto utile, poi chiaramente con l'ematologo sarà necessario valutare una modifica della terapia con oncocarbide nel caso in cui la comparsa di afte sia frequente e invalidante per quanto riguarda l'alimentazione.
Cordiali saluti.


(26 febbraio 2024 - ore 12:48) - Terapia anticoagulante in pregressa trombosi in mpn e oncocarbide

Gentilissimi dottori,
a mia madre, 69 anni, è stata diagnosticata la TE dopo JAK2 a 4% e BOM.
Lei assume già Apixaban per una precedente trombosi alla vena porta (paziente affetta da cirrosi e con pregresse ablazioni per HCC).
All'ultimo emocromo le piastrine erano 525 quindi l'ematologo le ha prescritto l'Oncocarbide.
Vorrei sapere se ci sono controindicazioni ad assumerla con Apixaban o se eventualmente ha senso sospenderlo. Inoltre vi chiedo se l'Oncocarbide può essere eccessivamente dannosa per un fegato già compromesso (la cirrosi è comunque compensata, con MELD 10).
Vi ringrazio infinitamente.
(Stella)


Risposta

Gentilissima,
purtroppo non è possibile effettuare una consulenza clinica personalizzata in questo ambito non conoscendo il caso clinico complessivamente e non avendo modo di visitare la paziente come sarebbe necessario per fornire pareri idonei.
Tuttavia per quanto riguarda la terapia con oncocarbide e apixaban non vi sono controindicazioni all'utilizzo contemporaneo dei due farmaci, anzi in caso di paziente con trombosi pregresse è necessaria la terapia con entrambi, quindi con anticoagulante (apixaban in questo caso) e terapia citoriduttiva (oncocarbide).
L'oncocarbide non ha particolari effetti tossici sul fegato.
Cordiali saluti.


(26 febbraio 2024 - ore 8:19) - Progressione a Mielofibrosi e quantitativo di blasti

Per favore, potreste spiegare in termini semplici, la differenza tra blasti e cellule CD34? E, in particolare, quali valori di questi ultimi possono essere allarmanti come indice di progressione della malattia?
Grazie.
(Antonella)


Risposta

Buon pomeriggio, i blasti sono cellule CD34 positive. Esprimono sulla loro superficie delle proteine di differenziazione che si chiamano appunto CD34. Nel sangue periferico non dovrebbero essere presenti in Policitemia Vera o Trombocitemia Essenziale. In caso di loro comparsa nel sangue periferico si può sospettare una progressione a Mielofibrosi, ovviamente in associazione ad altri segni e sintomi e successiva conferma tramite BOM.
Cordiali saluti.


(25 febbraio 2024 - ore 19:38) - Stile di vita in PV

Buonasera,
per quanto riguarda il trattamento della PV con Ruxolitinib, per quanto forse si tratti di una terapia ancora recente, ci sono dati su una eventuale diminuzione di progressione in MF o ci sono già certezze che non possa limitare questa progressione? La diminuzione percentuale (nel mio caso da oltre 80 a meno di 30) di mutazione può essere considerato un buon indice o è solo una curiosità?
Spesso insistete sul fatto che la morte con le neoplasie mieloproliferative avvenga più per cause "accessorie" piuttosto che per l'evoluzione della malattia: ma non sarebbe il caso di insistere di più sugli stili di vita? C'è addirittura gente che fuma. Forse noi più di altri potremmo essere il target ideale per questi discorsi, anche per non mortificare il vostro impegno.
Grazie sempre.
(Giulio)


Risposta

Buon pomeriggio,
la Policitemia Vera è una patologia in cui si osserva un aumentato rischio trombotico rispetto alla popolazione generale. Pertanto per la riduzione del rischio trombotico appare necessario mantenere l'ematocrito al di sotto del 45%, effettuare profilassi antiaggregante con cardioaspirina e in caso di età tendenzialmente > 60 anni e se storia di trombosi effettuare terapia citoriduttiva con oncocarbide.
A poco valgono tutti questi sforzi se non vengono contenuti e controllati i fattori di rischio cardiovascolare come il peso, il fumo, la pressione arteriosa, la glicemia, l'assetto lipidico. Se tutto questo non risulta controllato, il rischio trombotico continuerà a mantenersi alto. Pertanto risulta necessario attenersi ad uno stile di vita sano, su cui noi insistiamo costantemente.
Trattandosi di una patologia cronica il paziente non sempre avverte la sensazione di essere affetto da una patologia che comporta dei rischi e non sempre si viene seguiti del tutto per quanto riguarda i consigli sullo stile di vita.
Sulla terapia con Ruxolitinib nella PV si può dire che ad oggi sappiamo che essa ha un effetto sulla riduzione dei sintomi, ma non sulla riduzione del rischio di progressione a mielofibrosi.
Cordiali saluti.


(24 febbraio 2024 - ore 21:44) - Terapia con allopurinolo (Zyloric)

Gentili ricercatori a prescindere dal dosaggio 10/9/7 a sett onco, lo Zyloric 300 mg va assunto giornalmente? Grazie (pz con policitemia vera).
(Bucci)


Risposta

Buon pomeriggio,
la terapia con Allopurinolo (Zyloric) viene impostata dall'ematologo, ma eventualmente anche da curante, sui valori dell'acido urico nel sangue e anche sulla base di altre considerazioni legate al grado di proliferazione della patologia e alla terapia in atto. Viene pertanto "cucita" di volta in volta sul singolo paziente, non esiste una regola generale sempre uguale.
Cordiali saluti.


(24 febbraio 2024 - ore 15:17) - Ringraziamenti

Complimenti a tutto lo staff. Un canale molto importante dove si ottengono risposte precise e dettagliate.
Grazie Professori tutti...buon lavoro.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio,
la ringraziamo per i complimenti.
Cordiali saluti.


(24 febbraio 2024 - ore 8:30) - Terapia con Oncocarbide in PV

Paziente, 55 anni, da un anno con pv 9cp onco a sett. Cari dottori tra giugno e dicembre ht sempre tra 40/2, ultimo controllo 44.7 va ancora bene? O si dovrebbe rivedere dosaggio? Tutto il resto ok. Un parere!
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio,
sono ammesse oscillazioni dei valori dell'emocromo in generale e dell'ematocrito, che peraltro oscilla anche in base al gradi di idratazione ad esempio. La necessità di rivedere il dosaggio sarà compito dell'ematologo in occasione della visita, alla luce dell'andamento degli esami, dal quantitativo di salassi che sono necessari talvolta nel mantenimento dell'ematocrito al di sotto del 45% ecc.
Cordiali saluti.


(23 febbraio 2024 - ore 19:21) - Visita dermatologia in pazienti in terapia con oncocarbide

Quella della visita dermatologica perché prende onco non sapevo! Grazie e avendo alcuni nei sul dorso e schiena si rischia di più? Assumendo onco?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio,
la visita dermatologica è indicata in pazienti in terapia con oncocarbide da anni. Il rischio non è correlato al quantitativo di nei, ma proprio alla terapia in sé. Si consiglia quindi monitoraggio annuale.
Cordiali saluti.


(23 febbraio 2024 - ore 13:32) - Terapia antiipertensiva in soggetto affetto da PV

Buongiorno, vorrei per favore sapere se nella terapia anti ipertensiva in un soggetto affetto da policitemia vera, l'idroclortiazide o i diuretici in generale sono controindicati a causa dell ipovolemia che provocano.
Grazie infinite.
(Donato)


Risposta

Buon pomeriggio Donato,
la terapia antiipertensiva è "compito" del medico curante o del cardiologo e non ci sono particolari indicazioni in pazienti affetti da Policitemia Vera. In generale si tende a seguire le strategie che si adottano in soggetti non affetti da Policitemia Vera.
Cordiali saluti.


(22 febbraio 2024 - ore 17:42) - Aftosi orale e terapia con oncocarbide

Buongiorno. Ho trombocitemia essenziale, assumo oncocarbide e cardioaspirina, ultimamente sono sempre molto stanca, so che sono sconsigliati integratori con ferro e vitamina B12, volevo chiedere se anche L-arginina può dare problemi. Cosa si può assumere per aumentare difese immunitarie e tenere a bada le afte?
Grazie per le vostre risposte, ci sono di molto aiuto!
(Loretta)


Risposta

Buon pomeriggio,
l'assunzione di L-arginina in soggetti sani, non denutriti, in assenza di gravi patologia proteino-disperdenti, ustionati ecc., non è indicata in quanto si tratta di un amminoacido normalmente sintetizzato dall'organismo e assunto con la dieta, soprattutto con la carne, con la frutta e con i legumi.
Per quanto riguarda l'aftosi orale, le cause possono essere svariate, prima fra tutte la terapia con oncocarbide, ma anche una scarsa igiene orale, il fumo e lo stress possono contribuire. Consiglio sciacqui con colluttorio tantum verde e in caso di impossibilità ad alimentarsi adeguatamente per progressione delle stesse applicazione topica di cortifluoral che contiene anche un po' di cortisone che agisce come antiinfiammatorio.
In ogni caso suggerisco di farsi visitare dal suo curante e di informare il suo ematologo riguardo a questo effetto soprattutto in caso di persistenza.
Cordiali saluti.


(22 febbraio 2024 - ore 15:01) - Correlazione carica allelica del JAK2 e grado di fibrosi in MF

Buongiorno, una carica allelica più alta è direttamente proporzionale ad una fibrosi più alta? Grazie.
(Evaristo)


Risposta

Buon pomeriggio,
non è dimostrata una correlazione tra la carica allelica del JAK2 e il grado di fibrosi nella mielofibrosi (i gradi sono 4, da 0 a 3, ma si parla di mielofibrosi con grado di fibrosi 2 e 3).
Piuttosto la carica allelica del JAK2 ha una correlazione nella Policitemia Vera con l'aumento dei livelli circolanti delle cellule staminali, con l'aumento della cellularità midollare, con l'aumento del volume della milza e anche con la progressione a mielofibrosi.
Cordiali saluti.


(21 febbraio 2024 - ore 12:39) - Reintegro con folina

Buon giorno, folina 5mg si può prendere sempre? Anche se folati rientrati nel range, prendo oncocarbide. E la chemio ha effetti collaterali a livello cardiologico?
Ho 55 anni e dovrò prendere onco a vita!!
(Enzo)


Risposta

Buon pomeriggio,
come ricordato più volte, la terapia con folina andrebbe evitata in generale in Policitemia Vera e Trombocitemia Essenziale, dal momento che tende a favorire la proliferazione legata alla malattia (globuli rossi e piastrine aumentano). In casi selezionati il medico ematologo comunque può prescrivere un breve ciclo di reintegro di folina.
Per quanto concerne la terapia con oncocarbide, questa non ha effetti collaterali di tipo cardiologico. Cordiali saluti.


(20 febbraio 2024 - ore 19:05) - Effetti collaterali dell'idrossiurea

Sempre io, moglie ansiosa, per sospetta progressione da TE a MF...
Abbiamo avuto i primi esiti, ematocrito tornato a 47, emoglobina 13.5, piastrine sempre intorno alle 600000 e Ldh normale.
Aspettiamo valutazione CD34, qualcuno sa spiegarmi di cosa si tratta e come influisce sulla diagnosi?
(Luana)


Risposta

Buon pomeriggio Luana,
le cellule CD34 sono cellule del sangue di tipo staminale, ossia cellule appartenenti alla classe dei globuli bianchi che si trovano ancora in uno stato di immaturità. Un loro aumento non è tipicamente presente nella TE, mentre può essere riscontrato nella mielofibrosi. In ogni caso è sicuramente necessaria una valutazione midollare comprensiva di BOM (biopsia osteo-midollare) per confermare l'evoluzione a mielofibrosi.
Cordiali saluti.


(20 febbraio 2024 - ore 18:27) - Angina Pectoris e Policitemia Vera

Buonasera il dolore toracico, tipo angina pectoris, che ebbi all'inizio della patologia di PV era dovuto a un hct alto 55 o plt 950mila, si rischiava un infarto?
Grazie per le ottime risposte date.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio,
non conoscendo la sua storia clinica è difficile conoscere la causa dell'angina pectoris. Le cause possono essere le più svariate, in particolare problematiche cardiovascolari come il diabete mellito, l'ipertensione, l'ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta ecc. possono favorirla. Può comunque essere dovuta anche alla policitemia vera ma in ogni caso non è possibile conoscerne la causa in assenza delle informazioni complete riguardanti le condizioni di salute del paziente.


(20 febbraio 2024 - ore 16:44) - Effetti collaterali dell'idrossiurea

Paziente 55 anni, da un anno con pv! Cari dottori, visto che a detta del mio ematologo dovrò usare idrossiurea "a vita" potranno insorgere problemi negli anni e l'effetto del farmaco rimarrà tale?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Caro Enzo,
gli effetti della terapia con idrossiurea sono quelli a carico della cute con insorgenza di basaliomi e carcinomi non melanoma-correlati. Pertanto si invita sempre il paziente a non esporsi al sole e di utilizzare abbondante protezione solare.
Altri effetti possono essere quelli a carico della mucose con insorgenza di afte al cavo orale, ma anche sempre alla cute con ulcere peri-malleolari e alterazione della pigmentazione e della consistenza delle unghie. Non è detto che compaiano e sono comunque effetti che si manifestano (se si manifestano) a lungo termine. Sicuramente è indicata una visita dermatologica all'anno in chi è in terapia con oncocarbide.
Cordiali saluti.


(20 febbraio 2024 - ore 9:50) - Valori dell'emocromo nella mielofibrosi

Gent.mmi Dottori, nelle Mfibrosi i valori dell'emocromo sono più alti o più bassi? E se si riscontra anemia? Perché alcuni pazienti vengono trattati con oncocarbide o jakavj che riducono rbc plt wbc?
Mille grazie.
(Enzo)


Risposta

Buon pomeriggio Enzo,
la Mielofibrosi è una patologia che all'emocromo non si presenta in maniera stereotipata. Talvolta può essere presente nella sua forma citopenica e allora si assisterà ad una riduzione dei valori, con comparsa di anemia e leucopenia soprattutto ma anche piastrinopenia, talvolta la si riscontra nella sua forma più classica ossia dominata dalla leucocitosi (ossia l'aumento dei globuli bianchi) con la cosiddetta mielemia ossia la presenza di forme immature dei globuli bianchi nel sangue periferico (promielociti, mielociti, metamielociti, blasti).
In caso di anemia, se questa è sintomatica (astenia marcata, perdita dei capelli, fragilità ungueale), si possono adottare alcune strategie terapeutiche che mirano a risollevare l'eritropoiesi (ossia la formazione dei globuli rossi), che non sempre funzionano in tal senso. L'oncocarbide e il jakavi vengono utilizzati a scopi diversi e per indicazioni diverse, in ogni caso rappresentano delle terapie citoriduttive che hanno l'obiettivo (in particolare l'oncocarbide) di frenare la proliferazione legata alla malattia. Nel caso del jakavi soprattutto l'obiettivo è quello di ridurre il burden sintomatologico, ossia il prurito, la spenomegalia ecc.
Compito dell'ematologo sarà anche quello di valutare se la terapia è causa di effetti collaterali a carico dell'emocromo con una riduzione troppo marcata delle piastrine o dell'emoglobina e in questo caso apporterà le modifiche che riterrà più adeguate.
Cordiali saluti.


(20 febbraio 2024 - ore 9:42) - Idrossiurea e ematocrito

Cari Dottori, il dosaggio idrossiurea deve essere ritoccato solo se livelli Ht supera 45? O già tra 44.5 44.8 sarebbe meglio rivedere il dosaggio?
Grazie di cuore.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio Enzo,
purtroppo in questa sede non è possibile fornire questo tipo di consulenza. Inoltre non avendo a disposizione il quadro nel complesso, con il tipo di diagnosi, dosaggio del farmaco ecc., a maggior ragione non è possibile fornire una risposta esauriente ed adeguata.
Cordiali saluti.


(16 febbraio 2024 - ore 16:19) - Diagnosi PV/TE

Da un anno circa, dopo esami ematologici di routine, le piastrine tentano a salire, attualmente hanno raggiunto 900000, anche i globuli rossi e globuli bianchi alti.
Sono un cardiopatico e quindi assumo da più di 10 anni cardioaspirina. Primo Esame JAK2 evidenzia una tenue banda <30%. Potrebbe trattarsi di PV o Trombocitosi?
(Walter)


Risposta

Buongiorno,
non so se ha fatto anche la biopsia osteomidollare che ad oggi è necessaria per fare diagnosi di policitemia vera o trombocitemia essenziale, entrambe neoplasie mieloproliferative croniche che hanno un andamento appunto cronico e da monitorare nel tempo. Pertanto per arrivare ad una diagnosi corretta è necessario effettuare questo ulteriore esame.
La mutazione del JAK2 conferma la natura clonale della trombocitosi, ossia la presenza di un tumore del sangue, che spinge le piastrine ad aumentare. Per quanto riguarda il livello di piastrine, non se ne preoccupi. Non ci sono studi che hanno dimostrato un maggior rischio trombotico legato a valori di piastrine più alti: è la patologia in sé che conferisce un rischio trombotico aumentato che si previene intanto con la terapia antiaggregante.
La profilassi antitrombotica appunto con cardioaspirina è assolutamente indicata, proprio per il rischio trombotico legato a queste patologie.
Cordiali saluti.


(14 febbraio 2024 - ore 16:01) - Indicazioni terapia con ruxolitinib

Buongiorno, con la presente sono a richiedere se il farmaco ruxolitinib ha l'autorizzazione per essere somministrato in pazienti con diagnosi differenziale TE, MF in fase prefibrotica con fibrosi di grado 1.
Vi ringrazio e porgo cordiali saluti.
(Luciana)


Risposta

Buongiorno Luciana,
attualmente Ruxolitinib ha l'indicazione terapeutica per la mielofibrosi franca in pazienti con alto burden sintomatologico, sia essa primaria o secondaria a policitemia vera o a trombocitemia essenziale ed ha indicazione nella policitemia vera in pazienti resistenti o intolleranti all'idrossiurea (oncocarbide).
Cordiali saluti.


(14 febbraio 2024 - ore 11:24) - Integratori a base di ferro e vit B12 in TE/PV

Buongiorno.
Sono affetta da Trombocitemia essenziale e la mielofibrosi è di grado 1. Mi è stato suggerito di evitare integratori alimentari che contengano vitamine del gruppo B e/o Ferro.
Devo effettivamente seguire questo suggerimento a vostro avviso?
(Caterina)


Risposta

Buongiorno,
considerata la spinta proliferativa che sia il ferro, sia la vitamina B12 esercitano su piastrine e globuli rossi il suggerimento che le hanno dato è sicuramente da seguire. Non bisogna infatti dimenticare che piastrine e globuli rossi subiscono già "spontaneamente" questa spinta proliferativa da parte della neoplasia.
Solo su indicazione dell'ematologo in determinati, selezionati e rari casi può essere prescritto un breve ciclo con vitaminaB12 e/o folina e/o ferro.
Cordiali saluti.


(14 febbraio 2024 - ore 5:53) - Valori emocromocitometrici sospetti per PV/TE

Buongiorno, vorrei cortesemente sottoporvi un quesito.
Ho 58 anni e questi sono i valori del mio ultimo emocromo: emoglobina 16,5 - globuli bianchi 8,82 - piastrine 329. Ho mediamente questi valori dal 1982 (primo emocromo reperito) e si sono mantenuti stabili in questi oltre quarant’anni.
Mi sono però di recente rivolto ad un ematologo che mi ha fatto eseguire JAK2 ed esone 12 entrambi negativi - ldh 127 - eritropoietina 6,14 ed ha escluso malattie mieloproliferative.
Secondo il vostro parete andrebbe fatta anche una biopsia osteo midollare oppure, come mi ha detto l'ematologo, una malattia mieloproliferativa in 42 anni non trattata sarebbe comunque emersa nettamente?
Scusate per la lunghezza della domanda e buona giornata.
(Alessandro)


Risposta

Buongiorno Alessandro,
i valori di cui lei ha scritto risultano assolutamente nella norma. Nessuno tra i valori dell'emocromo e men che meno tra i valori di LDH ed eritropoietina appaiono sospetti per una forma di neoplasia mieloproliferativa cronica, ad eccezione dell'emoglobina a 16.5 ai limiti superiori che immagino sia il criterio per cui le hanno richiesto la ricerca della mutazione del JAK2. Quest'ultima essendo risultata negativa a maggior ragione esclude una forma di policitemia vera quasi nel 100% dei casi.
Una poliglobulia, un ematocrito aumentato (che qui non vedo riportato) può essere dovuto anche ad altri fattori, non necessariamente di stampo neoplastico. Uno fra tutto il fumo di sigaretta, un altro la disidratazione. Non appare dunque indicata l'esecuzione di una biopsia osteomidollare.
Cordiali saluti.


(13 febbraio 2024 - ore 17:37) - MF ed evoluzione leucemica

Egregi dottori, da circa 5 anni effettuo un emocromo al massimo ogni 2 mesi perché affetta da una generica mielodisplasia prima e da una mielofibrosi poi.
Da circa un mese e mezzo ho iniziato la cura con Oncocarbide a causa di un aumento notevole del valore delle piastrine. Nei giorni scorsi ho effettuato il primo emocromo dopo l'assunzione del predetto farmaco e le piastrine sono tornate nelle norma, l'emoglobina si è abbassata ulteriormente aggravando l'anemia che già avevo, mentre il valore dei globuli bianchi è nella norma, anche se di parecchio inferiore rispetto a quello che avevo due mesi fa.
Tuttavia, il dato che più mi preoccupa è che per la prima volta il referto dell'emocromo indica la presenza di granulociti immaturi (pari a 0,6)
Mi domando, in particolare, se ci possa essere correlazione tra i granulociti immaturi e l'assunzione dell'oncocarbide e della grave anemia o se la presenza di granulociti immaturi sia indice dell'evoluzione della malattia in leucemia.
In quest'ultimo caso dovrei cercare di anticipare la visita ematologica fissata fra qualche settima? Ringraziandovi anticipatamente per la risposta e per il lavoro che fate, vi saluto cordialmente.
(Maria Giovanna)


Risposta

Buon pomeriggio,
non avendo a disposizione il suo caso nello specifico con il quadro di malattia completo non è facile dare una risposta corretta, pertanto le consiglio sempre di rivolgersi al suo ematologo di riferimento.
Quello che le posso dire è che l'anemia può essere un effetto della terapia con Oncocarbide e tipicamente è un'anemia macrocitica ossia con MCV aumentato. La presenza di granulociti immaturi non dovrebbe allarmare se si è affetti da Mielofibrosi in quanto sono cellule che tipicamente si ritrovano nel sangue periferico di una Mielofibrosi (si chiamano Mielociti, Metamielociti, Promielociti).
Cordiali saluti.


(13 febbraio 2024 - ore 15:53) - Poliglobulia

Buongiorno,
in caso di valori di emoglobina mediamente e da oltre 40 anni attestati intorno ai 16,5 g, con JAK2 ed esone 12 negativi, quali accertamenti pongono diagnosi differenziale tra policitemia vera e sindrome delle apnee notturne?
Grazie e buona giornata.
(Stefano)


Risposta

Buon pomeriggio Stefano,
la policitemia vera è una neoplasia mieloproliferativa cronica per la quale la mutazione classica del JAK2, ossia la V617F è presente in circa il 96% dei casi. La mutazione dell'esone 12 è presente nel restante 4% dei casi.
Una loro assenza pertanto esclude quasi certamente una diagnosi di policitemia vera. Le cause di eritrocitosi possono essere le più varie e in particolare una delle cause può essere la sindrome delle apnee notturne che si indaga tramite un esame che si chiama polisonnografia.
Cordiali saluti.


(13 febbraio 2024 - ore 14:34) - Sospetta evoluzione in mielofibrosi da trombocitemia essenziale

Moglie SPAVENTATA presente!!!
Vorrei condividere la nostra esperienza, sperando in un vostro appoggio morale!!!
Mio marito 43 anni, con TE diagnosticata con BOM nel 2022, fino ad oggi, piastrine intorno a 600000 ed ematocrito sempre sopra i 45, in cura con cardioaspirina e salasso al bisogno.
Dopo ultimo controllo al trasfusionale, gli trovano ematocrito a 43.5, piastrine sempre uguali, emoglobina a 13.2, ne controlli precedenti, considerando anche 4 salassi in un anno, sempre più o meno sovrapponibile (nessun sintomo, milza normale) in accordo con l'ematologa vogliono indagare LDH per escludere MIELOFIBROSI.
Io sono crollata...Come mielofibrosi?
Prima ci dicono che la TE è cronica e si può trasformare solo dopo molti anni e adesso a nemmeno 2 anni dalla BOM siamo a rischio mielofibrosi?
Ma veramente è possibile? Con questi valori? Cos'ha fatto allarmare i medici?
Sono spaventata e confusa.
(Luana R.)


Risposta

Buon pomeriggio Luana,
la trombocitemia essenziale è una patologia cronica e in quanto tale non sempre dà segni di sé, pertanto un paziente può arrivare alla diagnosi pur essendo affetto dalla patologia già da molti anni. Allo stesso tempo, da quanto ha scritto, non ravviso assolutamente nessun tipo di allarme per poter anche solo sospettare un'evoluzione della patologia. Lei ha correttamente menzionato tutti quei fattori che noi attenzioniamo routinariamente per pensare ad una progressione (LDH, anemia, splenomegalia, sintomi). Potrebbe esserci la comparsa di elementi immaturi della serie bianca nel sangue periferico, e in questo caso il sospetto potrebbe in effetti palesarsi.
Farei riferimento comunque all'ematologo che vi segue e non tanto al centro trasfusionale.
Cordiali saluti.


(12 febbraio 2024 - ore 19:15) - Donazione di cellule staminali da cordone

Buonasera, mio marito è affetto da mielofibrosi early. A breve nascerà nostro figlio, mi domando se può essere utile per il futuro conservare il cordone per le cellule staminali, se possano servire a mio marito un giorno nel caso di un peggioramento.
Grazie.


Risposta

Buongiorno,
la conservazione del cordone ombelicale è una pratica che può avere risvolti utili in molti ambiti della medicina. Il cordone ombelicale però contiene un quantitativo di cellule staminali di gran lunga inferiore a quello che si può ottenere da una procedura classica di donazione di cellule staminali, pertanto viene utilizzato come fonte di cellule staminali solo nei bambini o nei ragazzini. Assai difficile che venga utilizzato per il trapianto di midollo osseo per un adulto.


(12 febbraio 2024 - ore 14:02) - Criteri diagnostici di policitemia vera

Buongiorno.
Vorrei cortesemente porvi un quesito: perché nella diagnosi di Policitemia Vera, il solo valore basso di eritropoietina unito a poliglobulia non è considerato dirimente e si necessita di ulteriori parametri diagnostici?
(Alessandro)


Risposta

Buon pomeriggio,
i criteri diagnostici secondo le linee guida WHO 2022 e ELN 2022 prevedono dei criteri maggiori e un criterio minore. I criteri maggiori sono rappresentati dalla poliglobulia, dalla biopsia osteomidollare che mostri un aspetto caratteristico di PV e dalla presenza della mutazione del JAK2. Il criterio minore è rappresentato dal valore ridotto dell'eritropoietina. Per fare diagnosi sono necessari i 3 criteri maggiori oppure i primi 2 maggiori con il criterio minore.
Si necessita di questi criteri diagnostici perché la patologia deve obbligatoiamente avere queste caratteristiche per essere identificata come policitemia vera. Inoltre il criterio della biopsia osteomidollare risulta importante anche per inquadrare istologicamente la malattia e per avere una fotografia del midollo alla diagnosi e poterlo confrontare con le eventuali valutazioni midollari successive.
Cordiali saluti.


(12 febbraio 2024 - ore 11:23) - Effetti collaterali terapia con oncocarbide

Carissimi dottori, un livello paratormone alto 106 range 15/85 è dovuto a scarsa carenza dj v,D 12ng/ml o a c.entre la terapia oncocarbide o stessa patologia pv?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Caro Enzo,
l'alterazione sul paratormone non è un effetto correlato alla terapia con oncocarbide. La terapia con oncocarbide è associata agli effetti di cui sicuramente le avranno già parlato, i più frequenti sono l'anemia, la comparsa di aftosi orale e ulcere tipicamente malleolari e l'effetto sulla cute con comparsa di carcinomi non melanoma correlati (per questo è importante non esporsi alla luce solare e comunque prevenire i danni da esposizione con creme protettive).


(11 febbraio 2024 - ore 9:20) - Fibrosi midollare in mielofibrosi

Buongiorno carissimi dottori, la mia domanda è questa: secondo la vostra esperienza, una fibrosi midollare di grado 2 si può sviluppare nel giro di qualche mese o trattasi di un processo abbastanza lungo di qualche anno? Grazie per il vostro riscontro.
(Mario)


Risposta

Caro Mario,
dipende da caso a caso: se si tratta di una precedente MPN (come TE o PV), non è raro che si tratti un processo lento. Tuttavia sono molte le variabili da tenere in considerazione e ogni caso va valutato singolarmente. Nella maggior parte dei casi la fibrosi si instaura ed evolve in anni.
Cordiali saluti.


(9 febbraio 2024 - ore 17:59) - Evoluzione in MF da PV/TE

Salve, mi è stata diagnosticata la TE all'età di 26 anni.
Essendo giovane c'è più probabilità che la malattia degeneri in MF a lungo andare?
Grazie.
(Franci)


Risposta

Buon pomeriggio,
l'evoluzione in mielofibrosi è un evento tendenzialmente raro a prescindere dall'età, pertanto si può convivere anche tutta la vita con la malattia. Si stima che a 10 anni ci sia circa il 10% di rischio di evoluzione in mielofibrosi.
Cordiali saluti.


(7 febbraio 2024 - ore 12:39) - Sospetta evoluzione in mielofibrosi franca da mielofibrosi prefibrotica

Quindi una Early o pref. priva di tessuto fibroso e quali sono i campanelli d'allarme? Ldh alto plt alte hgb sotto i 12 mancanza di ferro?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Buon pomeriggio Enzo,
se per campanello di allarme si intende il sospetto di evoluzione in una forma overt di mielofibrosi ossia in una forma franca, questo si può avere quando si instaura anemia non presente in precedenza, in associazione a comparsa di mielemia, ossia di forme immature dei globuli bianchi alla formula leucocitaria nel sangue periferico, aumento importante del volume della milza rispetto ai controlli precedenti, aumento netto dell'LDH (non una banale oscillazione), globuli bianchi che aumentano progressivamente (quello che si guarda è il trend, non ancora una volta un'oscillazione) o che si riducono. Altro campanello d'allarme può essere la comparsa di sintomi sistemici come la perdita di peso ingiustificata (non associata ad una dieta alimentare forzata), stanchezza esagerata ecc.
Un dato singolo non ci serve a insinuare un sospetto, tante novità rispetto alle visite precedenti come quelle elencate possono indurre il clinico a rivalutare lo stato di malattia tramite l'esecuzione di una valutazione midollare.
Cordiali saluti.


(6 febbraio 2024 - ore 16:07) - Ruxolitinib e concomitante terapia con Vitamina D3

Buonasera, nella PV in cura con RUXOLITINIB e perfettamente sotto controllo, è possibile assumere Vitamina D3, o la presenza dei recettori VDR anche su cellule tumorali può peggiorare la malattia?
(Francesco)


Risposta

Buon pomeriggio,
non ci sono controindicazioni all'assunzione di vitamina D3 in concomitanza con la terapia con Ruxolitinib.
Cordiali saluti.


(5 febbraio 2024 - ore 13:55) - Piastrinosi e mutazioni driver nelle MPN

Buongiorno dottori,
volevo avere cortesemente un chiarimento.
Mia moglie, avendo le piastrine a 1 milione e 200, scoperte a seguito di analisi fatte di routine, attualmente é in fase di valutazione in un centro di Ematologia per capire se è affetta da malattia proliferativa e se sì, quale.
L'esame JAK2 è negativo ed ora stiamo aspettando la risposta, (appuntamento a fine febbraio), per avere la risposta per l'esame CARL. Per ora le hanno dato la cardioaspirina da assumere 1 ogni giorno.
Le 2 domande sono, secondo la vostra esperienza:
1) dal momento che, oltre alle mutazioni, l'unico modo per capire se si tratta di Trombocitemia oppure di mielofibbrosi primaria, è fare la BOM, perché allora non viene fatta subito per individuare di quale tipo di patologia si tratta esattamente?
2) E poi, come mai i test sulle mutazioni, invece di essere fatti tutti insieme, vengono fatti 1 ogni volta, dato che per avere il risultato, occorre quasi 1 mese? In questo caso CARL e MPL insieme?
Grazie per quello che fate.
(Diego)


Risposta

Buon pomeriggio Diego,
sicuramente dipende dal centro. Nel nostro centro in caso di piastrinosi siamo soliti richiedere la ricerca del BCR-ABL (un trascritto proteico che si genera da una traslocazione cromosomica tra i cromosomi 9 e 22), per escludere una Leucemia Mieloide Cronica che presenta questa caratteristica alterazione e in contemporanea chiediamo un pacchetto che comprende la ricerca della mutazione del JAK2, (il gene più frequentemente mutato), di CALR e di MPL.
Il pacchetto prevede che in caso di negatività del JAK2 e quindi escluso un suo coinvolgimento si vada a ricercare il secondo e successivamente il terzo, in sequenza appunto rispettando l'ordine dato dalla frequenza con cui si riscontra la mutazione. L'indagine comunque viene effettuata sfruttando lo stesso prelievo senza far tornare il/la paziente in visita. Il risultato dell'indagine molecolare completa lo si ha in circa 20-30 giorni.
Allo stesso tempo a fini diagnostici è necessario effettuare anche la BOM, che ad oggi con le nuove linee guida WHO e ICC del 2022, rientra proprio come criterio per la diagnosi. La BOM è inoltre importante e necessaria per poter distinguere tra di loro le varie forme di Neoplasia Mieloproliferativa Cronica che possono presentarsi con piastrinosi, come la trombocitemia essenziale e la Mielofibrosi pre-fibrotica.
Noi, presso il nostro centro, tendenzialmente richiediamo l'indagine molecolare in un primo momento (oltre ad effettuare un'accurata anamnesi volta ad escludere un'altra causa) e in un momento successivo poi effettuiamo la BOM, che comunque è un esame invasivo che si fa se il sospetto è forte e fondato. Talvolta la piastrinosi può essere dovuta a cause non clonali (tumorali), per esempio ad infezioni, infiammazioni, reintegro di ferro ecc, per cui il/la paziente in questione, in questi casi, potrebbe tornare ad avere valori di piastrine nella norma una volta superato l'evento scatenante. Inoltre anche nel caso in cui una mutazione tra quelle suddette risultasse presente e anche la BOM risultasse suggestiva di una Neoplasia Mieoproliferativa Cronica, si tratterebbe di una patologia Cronica appunto e quindi non necessitante di una terapia di attacco immediata e salvavita come invece risulta necessaria in una forma acuta di malattia del sangue.
Questi in definitiva sono i motivi per cui tendiamo a procrastinare la BOM.
Cordiali saluti.ò


(3 febbraio 2024 - ore 20:33) - Farmaci in sperimentazione clinica che riducono la fibrosi midollare

Buonasera. Attualmente i farmaci a disposizione per la mielofibrosi sono tutti citoriduttivi e cioè oncocarbide, ruxolitinib, fedratinib, momelotinib, interferone e altri. E tutto questo va bene per la prima fase della malattia cioè proliferativa.
Quali farmaci esistono o, meglio, in sperimentazione, per ridurre la fibrosi vera e propria che è quella che porta al decesso la persona?
Grazie per la risposta.
(Margherita)


Risposta

Buon pomeriggio,
esistono tanti farmaci oggetto di studio e quindi ancora in fase di sperimentazione clinica in questo momento che riguardano vari meccanismi alla base della Mielofibrosi ma solo pochi, e comunque senza risultati ancora netti, al momento sembrano avere qualche chance nel ridurre la fibrosi midollare.
In particolare i BETinibitori potrebbero avere un ruolo sinergico con ruxolitinib nel ridurre la fibrosi midollare. Altri nuovi farmaci in studio agiscono sull'inibizione di MDM2, quindi sulla via di TP53, andando a bloccare l'inibizione di questa. KRT-232/Navtemadlin, uno di questi farmaci, sembra avere un potenziale nel ridurre la fibrosi midollare.
In ogni caso i farmaci al momento disponibili in commercio non esercitano questo tipo di effetto, bensì sono utili nel ridurre i sintomi associati alla patologia come le sudorazioni notturne profuse, il prurito acquagenico, la splenomegalia ecc. I farmaci sopra menzionati sono ancora oggetto di studio e solo alla fine di tali sperimentazioni si riuscirà a trarre delle conclusioni più forti e decise.
Cordiali saluti.


(2 febbraio 2024 - ore 20:39) - Evoluzione leucemica di mielofibrosi

Buonasera,
vorrei sapere, se possibile, in che percentuale una mielofibrosi secondaria a policitemia JAK2+, senza necessità di trasfusioni, trattata con Ruxolitinib in paziente settantenne con diagnosi datata 2016 (è il mio caso) evolva in leucemia e quale sia l'intervallo temporale osservato.
Grazie mille, cordiali saluti.
(Eugenio)


Risposta

Buon pomeriggio Eugenio,
purtroppo non è possibile fornire una stima percentuale di questo quadro, in quanto per calcolare adeguatamente la percentuale sarebbe necessario conoscere lo score di rischio della malattia (conoscendo quindi dati clinici, dati relativi agli esami ematici periferici e dati molecolari). Quindi non mi è possibile darle una risposta precisa.
In ogni caso, non esiste una percentuale precisa in quanto la patologia ha una carattere cronico e tale potrebbe rimanere sempre. L'evoluzione leucemica è comunque qualcosa di raro.
Cordiali saluti.


(1 febbraio 2024 - ore 21:51) - Rischio di sviluppo di tumori solidi nelle neoplasie mieloproliferative croniche

Gentili dottori,
Grazie anzitutto per le tante risposte che date.
Volevo chiedere un chiarimento a proposito di un recente articolo che ho letto su uno studio inglese dell'Università di Exter Medical School, sull’associazione tra trombocitosi e il tumore non diagnosticato.
Su uno studio di 40.000 cartelle cliniche di pazienti, hanno trovato che in oltre l'11 % degli uomini e il 6% delle donne con trombocitosi, viene diagnosticato un tumore entro 1 anno. Nella popolazione generale circa l'1% delle persone invece lo sviluppa in 1 anno.
Quello al polmone e al colon retto sono le neoplasie più diagnosticate e un terzo dei pazienti non aveva altri sintomi che indicavano la presenza del tumore.
I ricercatori hanno confrontato i record di pazienti di età compresa tra 40 anni e più e analizzato 30.000 persone con trombocitosi e 8000 persone con normale conta piastrinica. Hanno così stimato che se il 5% dei pazienti con tumore manifestano trombocitosi prima della diagnosi di tumore, un terzo di loro potenzialmente potrebbero riuscire a vedere diagnosticata la neoplasia con un anticipo di almeno 3 mesi, pari a 5.500 diagnosi anticipate ogni anno solo nel Regno Unito.
Pubblicato sul British Journal of General Practice, lo studio suggerisce quindi ai medici che una trombocitosi inattesa è un fattore predittivo, o un maker, che va subito approfondito, perché può salvare la vita.
Le domande che volevo farvi sono:
- Come mai questa pericolosa associazione non viene menzionata quasi mai dagli ematologi che seguono questo tipo di malattia proliferativa cronica? Anche nelle tante domande e risposte che ho letto nel vostro sito.
- Questo quindi significa che nel corso della malattia, la persona già affetta dalla trombocitosi, dovrebbe tener conto anche di questo ulteriore rischio che corre durante gli anni, nel corso della sua malattia?
- Ed inoltre, se una persona affetta da questa patologia, volesse fare della prevenzione, conscio dell'ulteriore rischio di sviluppare un tumore a cui potrebbe andare incontro, quali tipi di esami per prevenzione potrebbe fare? Check up completi e totali su tutto il corpo ogni anno?
Grazie.
(Paolo)


Risposta

Buonasera Paolo,
la domanda certamente non è banale.
Partirò con il dire che trombocitosi significa avere un numero di piastrine più alte rispetto al cutoff, una condizione non necessariamente associata ad una patologia mieloproliferativa cronica come la trombocitemia essenziale o la policitemia vera o la mielofibrosi o la leucemia mieloide cronica. Questa condizione delle piastrine alte la si può riscontrare in innumerevoli condizioni, prime fra tutte condizioni infiammatorie, infettive, reintegro di ferro, splenectomia ecc. Pertanto compito del medico che ha di fronte un solo dato alterato come quello del rialzo delle piastrine è sempre quello di capire da quanto tempo l'alterazione sussiste ed escludere cause benigne che possano spiegare il quadro, andando poi a ricercare cose anche più rare. Un dato da solo, in questo caso quello della trombocitosi, non costituisce un fatto. Ma l'associazione di più dati può portare il medico a dei sospetti.
Nel nostro campo, l'ematologo si trova di fronte ad una patologia che è una forma tumorale, una neoplasia mieloproliferativa cronica, dove è presente solitamente un gene mutato che causa questa patologia del midollo osseo che è associata ad un aumentato rischio rispetto alla popolazione generale di trombosi, di evoluzione mielofibrotica e di evoluzione leucemica.
Per il resto, non ci sono dati così netti a sostegno di un aumentato rischio di tumori solidi in queste forme di patologia. Pertanto, alla luce di questo, non ci sono esami di screening che debbano essere fatti o che possano aiutare a prevenire un rischio che non è dimostrato.
Cordiali saluti.


(1 febbraio 2024 - ore 17:16) - Anticoagulazione e antiaggregazione nella Policitemia Vera

Ho superato gli 80 anni e ho una PV diagnosticata nel 2013, ma che analisi precedenti davano valori sospetti per una precedente presenza. Terapia con oncocarbide 5 cpr a settimana + Cardioaspirina e salassi (in genere dai 2/3 ai 5/6 all'anno).
4 anni fa ho avuto aritmie che una analisi approfondita dal cardiologo ha inserito nella terapia un betabloccante (sotalolo) e un anticoagulante (Xarelto 15 mg cpr.) A causa della contemporanea presenza di un anticoagulante e di un antiaggregante ho ritenuto di eliminare l'antiaggregante (come consigliato dal cardiologo, mentre l'ematologo suggeriva di mantenere entrambi o solo l'antiaggregante). Attualmente uso Sotalolo (1/2 x 2 die) e Xarelto 1 cpr/die. e salassi al bisogno.
E' sostenibile secondo lei la presenza contemporanea dei 2 farmaci, considerando anche gli eventuali effetti additivi negativi sull'assorbimento nel mio stomaco?
(Gianluigi)


Risposta

Buon pomeriggio Gianluigi,
non ci sono studi riguardo all'associazione antiaggregante+anticoagulante che mostrano un beneficio certo sulla riduzione del rischio trombotico rispetto alla sola antiaggregazione e/o al solo anticoagulante. Pertanto la invito a attenersi alle indicazioni del cardiologo che la segue per la riferita aritmia.


(1 febbraio 2024 - ore 12:14) - Fibrosi midollare

Cari dottori, un midollo sano, non presenta nessun grado fibroso? Da 1 a 3? E nessuna cellularita globale in % mentre un pz con mf che stato di tessuto fibroso e cellularita 2/3 3/3 cell 50% 70%.
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Buon pomeriggio,
solitamente in un midollo perfettamente sano non è presente fibrosi. Per quanto riguarda la cellularità normale, questa differisce in base all'età: solitamente la formula che usiamo per il calcolo della cellularità midollare normale è 100-età del paziente +/- 10.
Cordiali saluti.


(1 febbraio 2024 - ore 7:41) - Rischio trombotico associato alla conta piastrinica nella trombocitemia essenziale

Buongiorno,
sono affetto da trombocitemia da 5 anni (JAK2 mutato), ho iniziato oncocarbide un anno fa quando avevo superato il milione di piastrine ed ematocrito a 56; dopo due mesi si sono dimezzate ma ora sono fisse a 560.000 non riescono più a scendere nonostante 2 capsule al giorno, è forse il caso di cambiare farmaco perché non funziona più nel mio caso specifico?
(Gianluigi)


Risposta

Buon pomeriggio Giuliano,
nella trombocitemia essenziale il valore della conta piastrinica non è associato ad un aumentato rischio trombotico qualora esso sia sopra una certa soglia. Per meglio dire, non esiste una soglia di piastrine a cui è correlato un aumentato rischio trombotico. Il rischio di trombosi, che è il rischio che davvero ci interessa in questa forma di malattia, è insito nella patologia stessa e viene abbattuto, o per meglio dire ridotto e prevenuto, dalla terapia citoriduttiva con oncocarbide e antiaggregante con cardioaspirina. Pertanto una conta piastrinica stabilmente sulle 500.000 o anche più alta non indica un insuccesso del farmaco oncocarbide.
Cordiali saluti.


(30 gennaio 2024 - ore 21:08) - Mielofibrosi prefibrotica e anemia

Gentilissimi ricercatori, la mielofibrosi prefibrotica, con grado di fibrosi pari a zero, JAk2 positivo e piastrine a più di 1 milione, può comportare da sola una grave anemia (emoglobina tra 7 e 8 senza l'assunzione di alcun farmaco), o potrebbe essere verosimile che l'anemia sia dovuta ad altra patologia a carico del midollo osseo o di altro organo?
Grazie.
(Cristina)


Risposta

Buonasera, l'anemia può essere un tratto caratteristico della mielofibrosi pre fibrotica, seppure altre cause di anemia, specialmente quando a questi livelli, andrebbero escluse.
In assenza di altri dati clinici e di laboratorio difficile poter trarre conclusioni, pertanto ne discuta con il suo ematologo di riferimento.
Saluti cordiali.


(27 gennaio 2024 - ore 17:25) - PV e splenectomia per rottura spontanea

Gentile dottore, mi è stata diagnosticata PV nel 2016; ho iniziato ad assumere da subito oncocarbide per una pregressa trombosi alla piccola safena 10 anni prima; nel 2017 mi è stata asportata la milza in seguito a rottura spontanea, da allora assumo 16 pastiglie di oncocarbide e la malattia diciamo che è ben controllata nonostante le piastrine siano stabilizzate sui 7-800.000, altri parametri sono confortanti a parte che ultimamente si è alzato il potassio (sui valori di 5.1 -5.5).
Ecco, vorrei chiederle se c'è correlazione con la PV, oppure se è dovuto all'assunzione di alcuni farmaci, faccio bisopropolo, amlodipina, cardirene, Lansoprazolo, prefolic (10 al mese), vorrei chiederle inoltre se il fatto di non avere più la milza interferisce in qualche modo, e se si quale, con l'andamento della malattia.
La ringrazio infinitamente
(Franca)


Risposta

Buonasera,
la piastrinosi è da un lato legata alla patologia mieloproliferativa e dall'altro certamente reattiva alla splenectomia; tuttavia direi che i livelli di piastrine raggiunti sono del tutto ragionevoli.
L'incremento del potassio è spesso, in tali condizioni, associato alla piastrinosi e prende il nome di pseudo-iperpotassiemia, a causa del rilascio di potassio dalle piastrine durante la coagulazione. Tale alterazione di laboratorio non è clinicamente rilevante.
Discuta con il suo medico curante e/o il suo ematologo di questo aspetto clinico-laboratoristico.
Saluti cordiali.


(26 gennaio 2024 - ore 17:44) - Incremento di emoglobina ed ematocrito nella TE

Gentili ricercatori chi ha una TE, oltre alle piastrine possono aumentare livelli di ht e rbc e cose un Early mielofibrosi?
Grazie sempre precisi e dettagliati ottimo canale di informazione.
Grazie di nuovo.
(Enzo)


Risposta

Buonasera,
le MPN sono patologie dinamiche e pertanto nel corso del tempo possono variare i valori dei singoli esami e le patologie possono progredire in altre forme; talvolta diagnosi di TE possono essere definite poi come PV; la "early" o pre PMF è caratterizzata solitamente da assenza di poliglobulia, ma piuttosto da una lieve anemia o da valori normali di emoglobina ed ematocrito.
Saluti cordiali.


(26 gennaio 2024 - ore 11:35) - Ricerca nelle MPN

In relazione alla vostra risposta, vorrei segnalare che per i pazienti la principale esigenza non è controllare i sintomi, ma intervenire nella patogenesi della malattia come primo obiettivo. Anche a fronte delle scarse novità presentate ad ASH 2023, ci chiediamo come mai la ricerca vada in altro senso. Per una difficoltà intrinseca alla natura di queste malattie? O per altri motivi?
Da pazienti ci piacerebbe saperlo.
Molte grazie per il vostro impegno e per le vostre così puntuali risposte.
(Antonella)


Risposta

Buonasera,
attualmente la principale esigenza è quella del controllo dei sintomi e segni di malattia, in assenza di trattamenti disponibili e approvati che possano modificare l'andamento biologico della malattia (eccetto il trapianto allogenico di CSE, nei casi selezionati); concordo sul fatto che la ricerca debba rivolgersi allo studio di trattamenti che siano "disease modifying"; tale è l'atteggiamento dei molti studi clinici in corso.
Tuttavia, ad oggi, i risultati non sono così incoraggianti seppure nuovi trattamenti hanno dimostrato ad oggi di aggiungere qualcosa rispetto alle cure attualmente disponibili, ma non è abbastanza; le assicuro però che la ricerca sta andando in questa direzione nonostante la complessità biologica delle patologie.
Saluti cordiali.


(26 gennaio 2024 - ore 9:22) - Lascito per la ricerca

Bravissimi Ricercatori, in riferimento alla vostra risposta del 21/1/2024, ribadisco la mia intenzione di fare un lascito per supportare la Ricerca sulle Malattie mieloproliferative. Chiedo, quindi, i dati indispensabili del VOSTRO CENTRO che si interessa seriamente di tali patologie. Ho poca simpatia per gli anonimi Amministratori delle Fondazioni.
Cordialmente Teofilo.
(Teofilo)


Risposta

Buonasera, come ribadito non è questa la sede per poter rilasciare contatti. Scriva sui contatti che trova in internet per poter direttamente interloquire con AIRC o con il singolo Centro che ritiene più opportuno. In Italia la ricerca sulle MPN viene svolta ad alto livello in diversi Centri.
Saluti cordiali.


(25 gennaio 2024 - ore 23:48) - Trombocitemia essenziale triplo-negativa

Salve ho 25 anni, mi è stata diagnosticata TE a settembre. Sono un triplo negativo.
È meglio? Cosa significa non avere mutazioni? Non mi è chiaro e non trovo molte notizie a riguardo.
Ho piastrine tra 900 mila e 1100 e mi è stato detto di non prendere nulla nemmeno anticoagulanti. Inoltre leggo sul referto scarso infiltrato plasmacellulare. Leggevo di alcuni casi che avevano le piastrine alte per il morbo di Crohn; é il caso di approfondire?
(Francesco98)


Risposta

Buonasera,
la TE triplo negativa è per definizione caratterizzata dall'assenza di mutazioni driver, pertanto coinvolgenti i geni JAK2, CALR ed MPL. In questi casi, andrebbe eseguita la ricerca di altre mutazioni attraverso analisi molecolari di secondo livello.
Piastrinosi reattive, inclusa la presenza di patologie infettive o infiammatorie (come il morbo di Crohn) possono determinare un incremento della piastrine che tuttavia dal punto di vista istologico non ha i connotati delle forme di piastrinosi riconducibili a una sottostante neoplasia mieloproliferativa.
Dal punto di vista prognostico la TE triplo negativa è, in accordo alla letteratura scientifica, caratterizzata da un ridotto rischio sia trombotico che di evoluzione mielofibrotica. Dal punto di vista terapeutico in assenza di trombosi pregresse e in presenza di giovane età (< 60 anni) non è raccomandato in prima istanza l'uso di antiaggreganti.
Saluti cordiali.


(25 gennaio 2024 - ore 16:54) - Referto biopsia

Cari dottori, nella BOM che significa cd34+1%, rari cluster cd117 1-2 % tessuto fibroso x un terzo. E coerente per tipo pv o e in evoluzione verso una mielofibrosi?
Grazie.
(Enzo)


Risposta

Buonasera, il referto appare compatibile con una PV per quanto scrive. Tuttavia non è questa la sede opportuna per interpretare un referto istopatologico dal momento che richiede la visione delle immagini oltre che di uno specialista patologico.
Inoltre la diagnosi di mielofibrosi secondaria a policitemia vera richiede anche una serie di criteri clinico/laboratoristici non noti oltre al criterio istopatologico.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 22:55) - Sintomi vari

Alterazione del gusto, spossatezza delle gambe, vertigini, leggero stordimento stomaco pieno che tornano ogni tanto è dovuto alla pv o ai farmaci (onco 9 cp a sett, cardiospirina).
Grazie di cuore.
(Enzo B.)


Risposta

Buonasera, i sintomi che riferisce possono avere molte cause e difficilmente ascrivibili alla terapia citoriduttiva o alla patologia.
Per escludere ulteriori cause, le raccomando di rivolgersi al suo medico curante.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 18:42) - Tossicità idrossiurea

Gentilissimi dottori con terapia idrossiurea a lungo termine possono sorgere complicanze a livello di cuore, pancreas, polmoni e stomaco, essendo un farmaco robusto?
(Enzo)


Risposta

Buonasera, le tossicità in tutti questi organi non sono giustificate dalla singola terapia con idrossiurea. Le raccomando una visita internistica.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 18:02) - Trattamento della trombocitemia essenziale

Buona sera, ho appena avuto dall’ematologo la diagnosi di TE per JAK2 positivo e unico valore alto piastrine a 700 in settembre a 600 i primi di gennaio e a 760 dopo 10 gg.
Secondo lei è necessario già prendere l'oncocarbine 500 mg, oltre alla cardioaspirina? Non è eccessivo? Ho 61 anni.
Grazie.
(Stella)


Risposta

Buonasera, alla luce di quanto scrive vi è, da linee guida e quindi in accordo allo score IPSET per la trombosi, l'indicazione ad iniziare il trattamento citoriduttivo per età e JAK2 positività. Ogni dubbio nel merito, lo rivolga al suo ematologo di riferimento che conosce la sua storia clinica nel dettaglio e potrà fornirle informazioni più dettagliate.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 17:04) - Terapie innovative nella mielofibrosi

Buon pomeriggio, sono affetta da trombocitemia dal 2007, evoluta in mielofibrosi dal 2021, sono stata curata con oncocarbide ma nel 2021, in seguito a una intossicazione, ho iniziato a usare ruxolitinib; poi per una forte leucocitosi, ho dovuto di nuovo iniziare oncocarbide in dose minima.
La mia domanda è: ci sono novità, nuovi farmaci che possano allungare le nostre aspettative di Italia, senza ricorrere al trapianto? Non ho ancora detto che ho appena compiuto 73 anni.
(Marilene)


Risposta

Molti trattamenti sperimentali per la mielofibrosi sono in corso nel mondo e in Italia, tra quelli in fase più avanzata di sperimentazione ci sono il pelabresib (BET inibitore) e il navitoclax (BCL-2 inibitore) in associazione ai JAK inibitori e l'imetelstat (inibitore delle telomerasi) in monoterapia; i risultati preliminari sono incoraggianti seppur richiedano ulteriori studi e conferme soprattutto nel lungo periodo.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 15:27) - Terapie disease modifying nelle MPN

Ci confermate che, purtroppo, allo stato attuale non ci sono, neanche allo studio, farmaci in grado di rallentare queste malattie ma che si resta nell'ambito delle cure palliative? Oppure per la MF all'orizzonte c'è qualcosa che possa essere disease modifying?
(Antonella)


Risposta

Buonasera,
attualmente molte delle terapie approvate e sperimentali per le MPN sono di supporto e servono per gestire i sintomi, i segni e le complicanze correlate. In particolare, nella PV e nella TE la terapie sono rivolte alla riduzione del rischio trombotico.
Per quanto concerne la Mielofibrosi la gestione del carico di malattia e dei sintomi rappresenta la maggiore necessità clinica. Inoltre per quanto concerne la mielofibrosi la ridotta sopravvivenza, variabile da paziente a paziente sulla base di score prognostici, rende ragione della indicazione trapiantologica (unica possibilità curativa) e dell'impegno della ricerca nel tentativo di ricercare nuovi trattamenti potenziali che oltre ad essere efficaci nel contenimento dei sintomi, possano modificare la patologia migliorando l'outcome ed eventualmente prolungare la sopravvivenza.
Tra i trattamenti in fase più avanzata di sperimentazione ci sono il pelabresib (BET inibitore) e il navitoclax (BCL-2 inibitore); i risultati preliminari sono incoraggianti seppur richiedano ulteriori studi e conferme soprattutto nel lungo periodo.
Saluti cordiali.


(24 gennaio 2024 - ore 10:12) - Storia naturale della TE e della PV

Gentili dottori,
leggendo vari articoli, riguardo la TE e PV, ho capito che in entrambe le patologie, le cellule emopoietiche che regolano la produzione corretta del numero di piastrine e globuli rossi da parte del midollo, non funzionando più correttamente, causa che il midollo continui a creare queste cellule in continuazione, una sorta di "rubinetto sempre aperto" o di "fabbrica che lavora in continuazione".
Quindi posso dedurre che prima o poi per tutti si arrivi al punto in cui il midollo esaurisce la sua funzione e si formano cicatrici, causando la mielofibrosi?
Se è così, (scusatemi se ho utilizzato parole ed esempi non medici), come si spiega che la percentuale nelle tempistiche di evoluzione delle 2 malattie in Mielofibrosi, è diversa da persona a persona?
Vuol dire che dipende dalla conformazione personale del midollo di ciascuna persona, che in alcuni "lavora con eccessiva incontrollata proliferazione" ma dura più anni, mentre per altri si esaurisce prima?
Inoltre può accadere che le 2 patologie, non si trasformino mai in mielofibbrosi?
Grazie.
(Paolo)


Risposta

Buonasera.
I concetti che ha enunciato da un lato esprimono bene quello che avviene a livello midollare nelle neoplasie mieloproliferative, ma dall'altro sono estremamente riduttivi rispetto a quella che è la biologia delle patologie.
Certamente la iperproduzione delle linee cellulari è alla base, tuttavia molti altri aspetti che riguardano fattori intrinseci dell'individuo di predisposizione, l'età alla diagnosi, la presenza di mutazioni aggiuntive oltre a quello dette driver (includenti JAK2, CALR ed MPL), il microambiente midollare e molto altro ancora, possono determinare il fenotipo clinico della malattia e quindi anche il potenziale di progressione. Ciò rende ragione delle differenze tra soggetto e soggetto.
Inoltre molti di questi "fattori" non sono noti e oggetto di ricerche. Sul fatto che in alcune persone possa non avvenire mai la progressione da PV a TE in mielofibrosi è plausibile; oppure guardando da un'altra prospettiva, potrebbe richiedere così tanto tempo da non avere modo di manifestarsi.
Saluti cordiali.


(23 gennaio 2024 - ore 11:36) - Tossicità farmaci

Cari dottori, dopo aver ripetuto ecoaddome a distanza di un anno: milza fegato ok, solo pancreas steatosico. Ciò è dovuto ai farmaci Onco cardio betabloccante? O non c'entrano niente? E se sia il caso di ind.
(Bucci)


Risposta

Buonasera, non sono note tossicità di questa natura. Per escludere ulteriori cause le raccomando una visita internistica. Saluti.


(22 gennaio 2024 - ore 10:23) - Sopravvivenza nei pazienti affetti da TE

Buongiorno e grazie per quello che fate.
Volevo chiedervi un'informazione: ho letto tutte le domande che avete ricevuto nel corso degli anni sul decorso di queste malattie, dal 2011 in poi, in particolare sulla TE, e statisticamente emerge che solo in rarissimi casi, qualcuno ha scritto dicendo di essere rimasto con questa patologia, per più di 15 – 20 anni.
So che spesso scrivete che si tratta di dati generali che tengono conto di tantissime varianti, però la stragrande maggioranza delle domande fatte, sembrerebbero in contrasto con le percentuali che vengono spesso generalmente riportate:
- Per quanto riguarda l'aspettativa di vita nei pazienti con trombocitemia essenziale aventi meno di 60 anni, secondo studi recenti la sopravvivenza mediana è di circa 20 anni.
- Considerando solo pazienti di età inferiore a 60 anni, la sopravvivenza mediana aumenta a circa 33 anni.
- Da TE a Mielofibrosi - un'incidenza pari a circa il 5% a distanza di 15 anni (alcuni scrivono 1% a 10 anni, 10% a 15 anni) dalla diagnosi.
La domanda a cui vorrei avere un vostro cortese riscontro:
vista la vostra esperienza diretta, siete a conoscenza di persone che sono rimaste con questa patologia, una volta diagnosticata, per più di 15 anni, assumendo però citoriduttori? Questo perché alcune pazienti che hanno scritto di esserne affette da più di 10 anni, erano però giovani al di sotto dei 40 anni e che non assumevano citoriduttori oppure solo la cardioaspirina.
E’ strano perché, secondo le statistiche, le persone con la stessa patologia che non muta nel corso degli anni, dovrebbe essere la maggioranza.
Forse perché questa maggioranza non scrive?
Grazie mille.
(Paolo)


Risposta

Buonasera,
i dati di sopravvivenza vanno letti accuratamente e possono variare per questioni epidemiologiche, per numerosità del campione, per durata del follow-up, per tipologia di pazienti.
Il fattore che più di tutti impatta sulla sopravvivenza nei pazienti affetti da TE è l'età stessa e pertanto i pazienti più giovani hanno una aspettativa di vita maggiore.
Per quanto riguarda la possibilità di convivere con la patologia per 10,20 o 30 anni, questo è assolutamente possibile ed è anche la più frequente eventualità soprattutto per i pazienti più giovani.
Infine non è stato dimostrato alcun impatto del trattamento sulla progressione fibrotica (con oncocarbide).
Saluti cordiali.


(21 gennaio 2024 - ore 20:46) - Donazione/lascito testamentario

Nel rispetto dei diritti dei miei legittimari, intendo fare un lascito testamentario con la parte disponibile del mio patrimonio. Quanto avrò destinato, si utilizzerà per strumentazioni innovative, per approfondire conoscenze sulle 3 principali malattie mieloproliferative: PV, TE, MF, al fine di trovare strategie terapeutiche risolutive.
Ho sempre apprezzato la vostra disponibilità, la competenza nelle vostre risposte ai quesiti; qualità oggi poco frequenti. Sconosco il nominativo del destinatario/ri, e tutte quelle indicazioni indispensabili da inserire nel lascito, per non renderlo nullo. Attendo tali dati da voi.
Con stima Teofilo.
(Teofilo)


Risposta

Buonasera,
la ringrazio per le splendide parole che esprime nei nostri confronti.
Per quanto concerne la volontà di effettuare un lascito testamentario, oppure in generale una donazione, dovrà rivolgersi al singolo Centro che si occupa di tali patologie oppure ad AIRC più in generale.
Saluti cordiali.


(18 gennaio 2024 - ore 15:48) - MCV ed oncocarbide

Buonasera, desidererei sapere il valore massimo di m.c.V dovuto all'uso di Oncocarbide.
Grazie.
(Ciro)


Risposta

Buonasera, non esiste un valore massimo del volume corpuscolare medio.
Va messo in relazione con il valore iniziale, con la dose del farmaco e la presenza di ulteriori condizioni concomitanti che possano determinare macrocitosi.
Saluti.


(15 gennaio 2024 - ore 9:50) - Neoplasie mieloproliferative e stress (parte 2)

Gentili dottori,
sono Paolo che vi ha inviato la mail il 10 gennaio 2024 alle 17:34 che avete classificato come titolo "Neoplasie mieloproliferative e stress" Anzitutto grazie della risposta!
Desideravo ancora un chiarimento in relazione alla vostra risposta sempre sulla mia parente con TE: quindi se non è dimostrato a tutto'oggi un impatto biologico tra l'insorgenza della malattia e lo stress accumulato negli anni passati, questo vuol dire che l'insorgenza di queste malattie, è comunque già scritto nel DNA - nella genetica delle persone?
Vi scrivo questo poiché ricordo l'episodio dell'arresto del presentatore Enzo Tortora e si diceva che per il dispiacere per l'intera vicenda, avesse poi sviluppato il tumore, quindi per un elemento "psicologico esterno".
Grazie ancora.
(Paolo)


Risposta

Buonasera, sull'impatto dello stress e l'insorgenza di neoplasie mieloproliferative croniche, come le ho detto, non vi è un nesso causale ad oggi noto. Le opinioni e i dispiaceri di Enzo Tortora, rispettabilissime, non credo possano giustificare la ricerca di un nesso causale per l'insorgenza di una neoplasia peraltro non ematologica.
Saluti cordiali.


(12 gennaio 2024 - ore 19:33) - Osteopontina e mielofibrosi

Grazie per la risposta sull'uso dell'interferone in mielofibrosi.
Avevo letto che nella mielofibrosi primaria non avanzata l'interferone pegilato ha dimostrato di ridurre la fibrosi nel midollo e diminuire la milza in pazienti a basso rischio. Evidentemente non è vero.
Cosa sapete dirmi sugli studi della proteina osteopontina dei ricercatori dell'Università di Modena? Oltre alla sperimentazione sui topi di laboratorio si è andati avanti nella ricerca? Quanto tempo per sapere se il farmaco sperimentato nel ridurre la fibrosi sarà disponibile per i pazienti?
Grazie.
(Margherita)


Risposta

Il ruolo della osteopontina come molecola coinvolta nella mielofibrosi è stato ben documentato. L'inibizione della stessa sembra essere un possibile bersaglio terapeutico tuttavia ad oggi siamo ancora lontani dall'applicazione nell'essere umano che richiede tempi lunghi, scientifici e non.
Saluti cordiali.


(11 gennaio 2024 - ore 11:03) - Biopsia osteo midollare

Bom parzialmente tangenziale per un terzo fibroso, cellularita disomogenea 60 70%, aree dissociazione eritrocitarie stromale posso chiedere che significa e grave?
Grazie.
(Enzo B.)


Risposta

Buonasera, tali quesiti è opportuno che li chieda all'ematologo o dell'anatomopatologo perchè vanno assolutamente contestualizzati. Ad ogni modo non mi pare nulla di grave, possono essere artefatti del prelievo.
Saluti.


(11 gennaio 2024 - ore 10:57) - Raccomandazioni sulla terapia con oncocarbide

Gentili ricercatori buongiorno e tanti auguri di buon anno in salute e ricco di molte soddisfazioni.
Vorrei chiedervi cortesemente dei quesiti sull'utilizzo dell'Oncocarbide nella PV:
Qual è la modalità di assunzione di 2 cp al gg anche rispetto ai pasti e ad altri farmaci per il miglior effetto/beneficio e quanta importanza avrebbe?
Qual è la dose massima giornaliera consentita in considerazione dell'età 71 anni ad evitare tossicità eccessiva?
Quali sono i valori di guardia/limite di GB e PLT da considerare per modulare il dosaggio del farmaco?
Nell'attesa di una vostra gentile risposta porgo cordiali saluti.
(Paolo)


Risposta

Buongiorno, rispondo per punti ai quesiti:
- Generalmente la dose si ripartisce due volte al giorno, a stomaco pieno; comunque l'assunzione è indipendente dai pasti.
- Non vi è una dose massima in considerazione dell'età; la tolleranza e la tossicità del farmaco variano da paziente a paziente (si può andare da poche compresse alla settimana fino a 4 compresse al giorno e talvolta oltre).
- Anche da questo punto di vista non vi è un valore soglia. E' sulla base della patologia e dei valori di partenza di globuli bianchi e piastrine che si modula la dose. Ruolo dell'ematologo è identificare la dose opportuna paziente specifica, monitorando le eventuali tossicità ematologiche e non.
Saluti cordiali.


(10 gennaio 2024 - ore 17:34) - Neoplasie mieloproliferative e stress

Gentili dottori,
volevo chiedere un informazione a proposito delle malattie mieloproliferative croniche, come la Trombocitemia.
Avendo una cugina a cui é stata diagnosticata la Trombocitemia a 54 anni, (mai avuto in precedenza particolari problemi di salute), questa malattia viene perché è comunque scritto nella genetica delle persone, oppure può essere causata per esempio, anche dallo stress accumulato in diversi anni? Nello specifico, dalle discussioni avute da mia cugina in ambito famigliare con il marito? Cioè possono essere causate anche da tensioni emotive? Considerate che fino a 2 anni fa le sue analisi erano normali, mentre le discussioni con il marito le aveva già da 8 anni.
Grazie.
(Paolo)


Risposta

Buongiorno, non esiste alcuna correlazione documentata tra l'insorgenza di una forma di neoplasia mieloproliferativa e lo stress. Certamente il carico sintomatologico e la gestione psicologica potrebbero risentirne, ma ad oggi non vi è alcuna dimostrazione di un diretto impatto biologico sullo sviluppo della patologia.
Saluti cordiali.


(8 gennaio 2024 - ore 2:13) - Policitemia vera e attività sciistica

Buonasera, sono donna di 40 anni con policitemia vera di recente diagnosi, vivo abitualmente in città di mare, vorrei sapere se ci sono controindicazioni ad andare in settimana bianca e sciare.
Qualora non vi fossero controindicazioni quali precauzioni prendere? In merito allo sport in generale, che tipologia di attività è maggiormente indicata.
Grazie per questo spazio prezioso.
(Maria)


Risposta

Buongiorno, non vi è alcuna controindicazione assoluta nell'effettuare attività sportiva (incluso quella sciistica) in pazienti affetti da policitemia vera. Anzi sono raccomandate l'attività sportiva e una vita attiva. Vi sono considerazioni di carattere generale relative alla eventuale presenza della splenomegalia che potrebbe complicare un eventuale trauma.
Saluti cordiali.


(7 gennaio 2024 - ore 14:34) - Evoluzione mielofibrotica di PV e conta delle cellule CD34+ periferiche

Bravissimi Ricercatori,
affetto da policitemia vera, scoperta per caso nel 2017, di anni 57, utilizzo come terapia il BESREMI.
Da un recente esame il valore di cellule CD34 è risultato +i3. Precedentemente era +19, come mai questa differenza? Quali sono i valori che consentono una certa tranquillità e quelli che fanno prevedere evoluzione in mielofibrosi?
Grazie per l'attenzione e sentiti auguri per Voi, per il Vostro prezioso lavoro.
(Costantino)


Risposta

Buonasera, la conta delle cellule CD34+ è un parametro utile da valutare nei casi di sospetta evoluzione mielofibrotica, non esiste tuttavia una soglia definita. Fondamentale però è l'integrazione di questo dato con la formula leucocitaria (quindi la conta dei blasti periferici e l'eventuale eritroblastosi), i parametri ematologici (anemizzazione, leucopenia o leucocitosi e piastrinopenia) e dei sintomi, oltre che della epatosplenomegalia.
Infine la diagnosi di evoluzione mielofibrotica richiede l'esecuzione della biopsia osteo-midollare. Discuta di tutti questi aspetti con il suo ematologo di riferimento, che certamente le saprà dare maggiori informazioni conoscendo la sua storia clinica e i suoi parametri attuali e pregressi.
Saluti cordiali.


(6 gennaio 2024 - ore 20:55) - Interferone nella mielofibrosi

Buongiorno e buon anno.
Molti pazienti curano la policitemia con interferone pegilato anziché oncocarbide e si è scoperto che tale farmaco abbassa il clone neoplastico. Non si potrebbe usare anche per mielofibrosi, soprattutto quando i valori sono ancora nella norma?
Mi spiego meglio descrivendo in breve il mio caso.
Ho mielofibrosi primaria dal 2019, ho 59 anni. Splenomegalia non sintomatica 17 cm da ecografia. Valori ancora nella norma, non sintomi. Ho letto che per la mielofibrosi primaria non avanzata si usa interferone pegilato che ha dimostrato di ridurre la fibrosi midollare e ridurre le dimensioni milza senza provocare abbassamamento valori e tumori cutanei e quant'altro. Perché, appena la milza cresce prescrivono subito ruxolitinib o, come nel mio caso, si aspetta il peggioramento progressivo dando appunto il ruxo che non è nemmeno curativo ma solo sintomatico? Non si potrebbe agire prima? Mi è stato già proposto ruxo per la milza ma ho rifiutato, ha troppi effeti collaterali non cura e, soprattutto non ho sintomi. L'interferone pegilato potrebbe giovarmi per cercare di evitare la progressione?
Grazie mille per la risposta.
(Margherita)


Risposta

Buonasera, l'interferone nella Mielofibrosi è stato adoperato in alcuni trial clinici solo oppure in combinazione con altre molecole e i risultati sono molto modesti. Inoltre l'azione del farmaco sulla splenomegalia è scarsa anche nella policitemia vera, tanto da non favorire l'utilizzo del farmaco in questo subset di pazienti.
Il discorso sul rallentamento della progressione nei casi di policitemia vera e trombocitemia essenziale è ancora un'ipotesi e non vi sono dati robusti a sostegno. Inoltre, in linea generale, quello che può essere vero nella policitemia vera o trombocitemia essenziale non è direttamente applicabile alla mielofibrosi.
Per quanto concerne la tossicità è utile ribadire che l'interferone non è scevro da rischi e controindicazioni, così come lo è il ruxolitinib o altre molecole e quindi la scelta migliore deve tenere conto di tutto questo.
Saluti cordiali.


(5 gennaio 2024 - ore 8:37) - Sideropenia e salassi

Gentilissimi dottori,
perdonatemi se vi chiedo di meglio specificare il vostro riscontro del 13 dicembre 2023, ore 14:17 relativamente alla mia prima domanda.
Vostra risposta: "la valutazione dell'intolleranza ai salassi e quindi l'indicazione e la scelta di una terapia citoriduttiva è una valutazione dell'ematologo di riferimento che conosce la sua storia clinica e l'andamento dei suoi esami ematici."
Io non voglio che voi scegliate, o che voi valutiate al posto del mio ematologo, la terapia citoriduttiva, io vi sto chiedendo un’altra cosa.
Non potendo più continuare a salassare, per far diminuire l'ematocrito, in quanto il mio ferro è arrivato ai minimi termini, Vi domando se esiste solo l'ONCOCARBIDE come farmaco citoriduttivo oppure ci sono altri farmaci, SEMPRE IN RELAZIONE ALLA MIA ETA', e che hanno lo stesso obiettivo cioè quello di controllare l'ematocrito sotto i 45.
Grazie mille ed un cordiale saluto.
(Nico)


Risposta

Buongiorno,
non vi è una "impossibilità al salasso" per sideropenia, se non quando questa sia realmente sintomatica. I salassi privano del ferro, e ciò vale per tutti; tuttavia tale riduzione dei valori di ferro ha un ruolo terapeutico nel ridurre la spinta proliferativa eritroide.
Se dovesse avere una forte sideropenia sintomatica, allo stato attuale, potrebbe trovare indicazione una terapia citoriduttiva, che però richiede una valutazione attenta e globale. In alternativa esiste un farmaco in fase sperimentale (attualmente in fase III di sperimentazione) che si chiama rusfertide e che ha come obiettivo quello di ridurre il fabbisogno di salassi agendo sul metabolismo del ferro; chieda al suo ematologo di riferimento di questa possibilità.
Saluti.


(5 gennaio 2024 - ore 00:44) - Poliglobulia e diagnosi di MPN

Salve, ho 29 anni, forte fumatore e sovrappeso. Da tempo ho valori borderline di emoglobina, globuli rossi ed ematocrito.
Emoglobina che oscilla sempre tra 15,7 e 17,7, globuli rossi tra 5 e 5,50, ematocrito tra 44 e 48. Ho fatto ecografia milza, tutto normale, JAK2 negativo, ma ho Epo tendenzialmente bassa. Tra 2,7 e 4.4.
Ho consultato diversi ematologi, tutti mi dicono che è una polglobulia da fumo e di stare tranquillo perché non ho una Policitemia vera. Ma onestamente ho valori di eritropoietina bassa, in più, so che esistono altre mutazioni oltre il JAK2, che nessuno mi ha prescritto. So inoltre che l'esame che stabilisce una PV è la BOM, perché esistono casi di PV senza mutazioni.
Io scoraggiato, non vivo più da un anno e sto buttando molti soldi, per sentirmi dire che non ho niente. Ma io leggendo in rete, pure su siti di medicina ufficiale e ascoltando le storie di chi è affetto da questa patologia, so che sono tutt'altro che lontano dall'averla.
Cari dottori, cosa mi consigliate di fare? E secondo voi, i pareri degli ematologi sono attendibili?
(Giovanni F.)


Risposta

Buongiorno,
i valori che ha riportato non sono sufficienti per stabilire una diagnosi di policitemia vera (che come sa richiede un approccio integrato clinico-laboratoristico); la mutazione JAK2V617F è presente in oltre il 95% delle diagnosi di policitemia vera.
Certamente in alcuni casi può essere indicata la biopsia osteo-midollare e ulteriori analisi molecolari di secondo livello a completamento diagnostico, che possano escludere in via definitiva la presenza di una neoplasia mieloproliferativa.
Tuttavia queste nozioni hanno carattere generico e ogni caso va valutato nella sua complessità e nel singolo individuo.
Saluti cordiali.


(1 gennaio 2024 - ore 00:10) - Auguri di buon anno

Carissimi DOTTORI,
sta per finire un altro anno. Da un anno e mezzo mi è stata diagnosticata una Neoplasia Mieloproloferativa... probabilmente Mielofibrosi (ma non ci sono ancora tt i criteri).
Dal momento della diagnosi la mia vita è cambiata e la parola futuro porta con sé ansia e angoscia. A periodi bui però si alternano anche periodi di relativa normalità e questo anche grazie ai dottori che sanno trovare le parole giuste e hanno una grandissima sensibilità.
Grazie quindi anche a tutti voi per la disponibilità e per esserci sempre. Grazie di cuore e sinceri auguri per questo nuovo anno appena iniziato a voi e a tutti.
(Anto)


Risposta

La ringrazio infinitamente per le sue parole e le auguro un anno sereno.
Saluti.